Visti da New York

Sfida agli strafottenti d’Italia

di Stefano Vaccara

Secondo me lui ha cambiato quel proverbio siciliano: per lui comandare è come fottere!». Così Roberto Benigni durante la nostra intervista di domenica scorsa a proposito del divorzio Berlusconi, le veline candidate e le frequentazioni di Silvio con la minorenne Noemi Letizia. Dopo aver visto all'opera anche questa settimana il Cavaliere, la risposta del comico toscano risulta troppo prudente: chi comanda in Italia se ne strafotte!

Silvio Berlusconi in questo momento se ne strafotte di rispondere alle dieci domande di Repubblica sul caso di Noemi Letizia. Così come se ne strafotte di accettare le conseguenze che in qualcune altro paese "normale" ci sarebbero state alla fine di un processo come quello Mills. Se ne strafotte, dice Berlusconi, perché gli italiani "sono con me". Gli italiani se ne strafottono delle accuse, degli scandali, delle insinuazioni, delle condanne, delle incongruenze, delle menzogne che coprono scappatelle o forse veri e propri crimini del loro strafottente capo del governo, perché chi vota per lui continuerà ad assolverlo da qualunque colpa proteggendolo con lo scudo cristiano del "chi è senza peccato, scagli la prima pietra".
Infatti: è forse senza peccato il Pd? Quando in Campania la merda è salita fino al Vesuvio, Bassolino si è dimesso? Chillo chiagne e fotte ancora... Sono forse immuni da ogni peccato Di Pietro e i magistrati alla Di Pietro? Quelli che sbattono prima in galera, e poi le prove quando confessi? E sono senza peccato quei magistrati che partecipano in convegni e dibattono in riviste come se fossero nella segreteria del Comintern?

Il Cavaliere Benito Mussolini, il 16 novembre 1922, tenne in Parlamento il famoso discorso "del bivacco". «Potevo fare di questa Aula sorda e grigia un bivacco di manipoli: potevo sprangare il Parlamento e costituire un Governo esclusivamente di fascisti. Potevo: ma non ho, almeno in questo primo tempo, voluto».

Il Cavaliere Berlusconi furioso, dopo le motivazioni della sentenza di condanna all'avvocato Mills, voleva andare in Parlamento per fare un discorso chiaro... chissà che qualcuno dei più accorti consiglieri, pensando al "bivacco", non gli abbia intimato di non strafottere troppo!

Quando Berlusconi non trova di meglio, nel difendersi dalle accuse, di dire che "la stragrande maggioranza degli italiani sta con me", scimmiotta l'altro Cavaliere che sempre nel ‘22 diceva: «Il paese ci conforta ed attende.... Il nostro Governo ha basi formidabili nella coscienza della Nazione ed è sostenuto dalle migliori, dalle più fresche generazioni italiane». Mussolini era allora percepito dagli italiani come "il minore dei mali". È ancora così? La maggior parte degli italiani, se ne strafotte che sia Silvio a comandare anche se li fotte, perché è convinta che i suoi avversari farebbero lo stesso se non peggio.

Alla puntata di Annozero di giovedì, c'era ospite Marco Pannella, stremato dalla sciopero della fame e sete iniziato giorni prima per far uscire la lista radicale Bonino-Pannella candidata alle elezioni Europee dall'isolamento dai media di regime, sciopero proprio quella sera interrotto grazie all'intervento del presidente Giorgio Napolitano - e ci conforta ricordare che, almeno per la Costituzione, resta lui il capo delle forze armate. Pannella, con la stella gialla sul petto, guardava allibito Franceschini chiedere agli italiani di votare il Pd per non dare troppa forza al Pdl... Era solo Pannella che poteva ancora scagliare la maledetta prima, seconda e millesima pietra. Soprattutto scagliarla contro l'ipocrisia di chi ora dice che una certa magistratura mette in pericolo la democrazia in Italia, ma dieci anni fa  impediva al referendum  per separare le carriere togate di raggiungere il quorum, consigliando ai suoi di "andare al mare". Tra uomini e donne così strofottenti che pensano ancora di comandare fottendo tutti gli altri italiani, l'alternativa radicale anti regime e per la Costituzione è miracolosamente riapparsa, almeno per l'Europa. Anche se purtroppo, per farsi riconoscere e continuare ad esistere, deve ancora una volta rischiare di morire.