CLASSICA / Einaudi torna ad addentare la Big Apple

Tony Abruzzese

Sta per tornare nella Big Apple Ludovico Einaudi, pianista raffinato e compositore di genio. L'appuntamento per un viaggio nell'immaginazione del futuro (senza dimenticare tuttavia il presente) è fissato a Le Poison Rouge (158 Bleecker Street, www.lepoisonrouge.com) il prossimo 2 giugno alle 6:30 di sera. Una delle "voci" più interessanti ed originali della musica contemporanea, Einaudi s'esibirà insieme con i fratelli Lippok (Ronald alla batteria e Robert attento invece all'elettronica). Recente frutto artistico del trio è "Whitetree', un andar oltre lo sperimentalismo minimalista di Satie, il suono nudo e crudo di Russolo, i microtoni di Mager e gli avanguardismi di un Varèse, di uno Stockhausen e di un Sakamoto.

Einaudi (nato a Torino Nel novembre del '55) è figlio dell'editore Giulio Einaudi e nipote del presidente della Repubblica Italiana Luigi Einaudi. La sua carriera di musicista inizia nel jazz rock, entrando nel complesso torinese Venegoni & Co, con cui ha inciso due album pubblicati dalla Cramps, "Rumore rosso" e "Sarabanda". Continua nel frattempo gli studi classici, e si diploma al conservatorio "Giuseppe Verdi" di Milano con Azio Corghi e continua gli studi con Luciano Berio. Nel 1982 riceve una borsa di studio per venire al Festival di Tanglewood qui negli Stati Uniti.

La sua carriera come musicista classico inizia con varie composizioni sia orchestrali che da camera, eseguite al Teatro alla Scala, al Maggio Musicale Fiorentino, al Festival di Tanglewood, al Lincoln Center di New York, nella Queen Elisabeth Hall, l'IRCAM di Parigi, la Saint Paul Chamber Orchestra, Settembre Musica, l'UCLA Centre for Performing Arts, il Budapest Music Festival e altri. Scrive per vari settori, in particolare cinema e teatro, componendo nel 1988 l'opera teatrale "Time Out"; dopo questa prima positiva esperienza con la danza realizza nel 1990 "The Wild Man" per la Oregon Dance Company, poi "Emperor" nel 1991.

"Stanze", del 1992, è una raccolta di 16 pezzi per arpa, composti nel corso di tre anni e definiti dall'autore «spazi musicali separati l'uno dall'altro come le stanze di una casa». Ha recentemente fondato l'Einaudi Electric Ensemble, un gruppo di cinque musicisti di cui lui stesso fa parte come pianista.
Nel 2007 ha composto e eseguito per l'album "Dormi amore, la situazione non è buona" di Adriano Celentano il "Prologo di un amore finito" del brano "Hai bucato la mia vita". Un suo recente album di gran successo in mezzo mondo è stato «Divenire». Tra I tanti giudizi che l'hanno accolto, riportiamo quui di seguito quello di Antonio Orlando.

«"Divenire" - scrive il critico - è un bellissimo titolo. Bellissimo e perfetto per sintetizzare lo sviluppo, il fiato, di questo album della totale maturità dell'artista. Il Cd nasce con la prestigiosa etichetta Decca e viene registrato alla Philharmonic Hall di Londra e al Teatro Petrella di Longiano (più un brano registrato nel 2005 "live" a Pesaro). Facendo perno sul suo pianoforte, e con l'aggiunta di mirati e significativi contributi solisti e orchestrali, Einaudi realizza il suo capolavoro ottenendo una rotondità senza precedenti. L'album è il racconto di un lungo viaggio "in divenire" appunto (spettacolare il brano che dà il titolo all'intero Cd), colmando i vuoti e alleggerendo i pieni, galleggiando sul moto ondoso di composizioni che sanno e vogliono essere romantiche».