TEATRO /BROADWAY & DINTORNI/Una vita in attesa

Mario Fratti

Han ripreso a Broadway "Irena's Vow" di Dan Gordon (W. Kerr Theatre, West 48th Street). E' un dramma basato su una verità storica. Una donna polacca, rara eccezione, rischiò la sua vita per salvare un gruppo di ebrei dai campi di sterminio nazisti. Irena (Tovah Feldshuh) è abile e convincente nel suo ruolo.

 

La vediamo, prigioniera dei nazisti nella Polonia occupata. Essendo diligente viene assunta come cameriera tuttofare nella casa del maggiore Rugemer (Thomas Ryan) che si fida di lei. Nonostante vengano impiccati i partigiani che osano aiutare gli ebrei, lei nasconde dodici perseguitati nella cantina di una grossa villa. Ne vediamo solo tre (M.C. Wampunszyc, Tracee Chimo e Gene Silvers). Molti momenti di ansia quando stanno per essere scoperti. Alla coppia Ida e Lazar nasce un bambino. Impresa quasi impossibile. Alla fine vengono scoperti. Il Maggiore sta per ucciderli ma Irena si offre come amante. Andando a letto con un nazista che odia, salva i perseguitati. Un finale, molti anni dopo. Il sindaco di Gerusalemme (Peter Reznikoff) la premia e ringrazia. E' il bambino nato nel sottosuolo. Tanti applausi a tutti. Un dramma che assolve i polacchi, noti purtroppo per il loro antisemitismo.

Una nobile ripresa è anche "Joe Turner's Come and Gone" di August Wilson (Produzione Lincoln Center\Belasco Theater, 111 West 44th Street). Nella suggestiva scena di Michael Yeargan vediamo una coppia che ospita ed alloggia, a pagamento, i viandanti sperduti. Siamo nel 1911, a Pittsburgh. Il proprietario Seth (Ernie Hudson) compra metallo che trasforma in pentole per il mercato locale. Sua moglie Bertha è un'attiva, simpatica donna di casa che cucina anche per gli ospiti (Latanya R. Jackson). Fra gli ospiti abbiamo il giovane Furlow (André Holland) che ama due donne: prima la timida Mattie (Marsha S. Blake) e poi la sexy, ardita Molly (Aunjaanue Ellis). Si aggira nei dintorni, come un fantasma protettore, Bynum (Roger Robinson). Arriva il misterioso, cupo Herald (Chad L. Coleman) con sua figlia Zonia (Amari Rose Leigh). E' alla ricerca di sua moglie, madre di Zonia, che è scomparsa dieci anni prima. Paga il bianco Rutherford (Arliss Howard) per rintracciarla. Rutherford ha un genitore che vendeva schiavi. E' ora un decente mercante, specializzato nel riunire famiglie. Trova alla fine Martha Pentecost (Danai Gurira) che era diventata devota, moralissima sacerdotessa. Un mondo lontano, magico. E' lo stile poetico di Wilson. Calorosi applausi per tutti. Ottima regia di Bartlett Sher.

Atmosfera misteriosa e vagamente religiosa anche in "Waiting for Godot" di Samuel Beckett, un testo che fa ancora discutere per i suoi reconditi significati (al teatro Studio 54, 54th Street & Broadway). Due magnifici attori: i noti Bill Irwin (Vladimir) e Nathan Lane (Estragon) passano il tempo in attesa. Sperano che arrivi Godot. Molti son d'accordo che è il simbolo di una divinità che promette di arrivare ed alleviare le sofferenze dei poveri, degli umiliati e dei diseredati, e non arriva mai. Passano il tempo divertendoci con la loro mimica ed i loro atteggiamenti. Succede ben poco. Solo l'arrivo del ricco, grasso Pozzo (John Goodman) ed il suo maltrattato servo Lucky (John Glover). Ironia nel nome di uno schiavo, vittima dell'egoismo dei ricchi. Divertente la scena di Pozzo che cade e, essendo troppo grasso, non riesce a rialzarsi. Promette denaro ai due vagabondi ma quando lo aiutano si allontana senza ricompensarli. Tanti simboli in un testo che suscita sempre discussioni. Per chi ama la buona recitazione.

Molto più chiaro nel teatrino "off" Ohio (66 Wooster Street) è "Angela's Mixtape"di Elsa Davis che è autrice e protagonista di questa sua autobiografia. Angela è infatti la nota rivoluzionaria Angela Davis, perseguitata per le sue idee marxiste. Elsa è la nipote di Angela, arrestata e imprigionata con l'accusa d'essere complice nel tentativo di far fuggire un prigioniero politico negli anni Settanta. Dopo tanti mesi di prigionia fu poi assolta per mancanza di prove ma controllata e perseguitata per anni. Nella commedia, cantata e ballata con gioiosità e senso dell'umorismo abbiamo altre quattro abili, convincenti attrici: la zia (Linda Powell), la cugina (Ayesha Ngaujah), la madre (Kim Brockkington) e la nonna (la vivace Denise Burse). Le loro canzoni sono chiaramente politiche ed il messaggio è ben chiaro: le donne afro-americane hanno coraggio e coscienza politica. Un bel successo, applauditissimo.

Il produttore Eric Krebs ha sempre nuove idee per spettacoli a New York. Presenta ora "For Lovers Only", canzoni d'amore al teatro New World (340 West 50th Street). Una ricca scelta di note canzoni, elaborata da C. Scott e K. Lundle; basata su un concetto di Nancy Friday. Due donne, due uomini ed un pianista. Tutti in gran forma (G.S. Allen, M.L. Patton, Dominique Plaisant, T. Rapier e K. Vortman). Fra le migliori: "True Love" ("Anything Goes"), "Wonderful" ("Fanny Face"), "Make Believe" ("Show Boat") e "Bewitched" ("Pal Joey"). Particolarmente melodiosa e sexy è la bionda Dominique.