ARTE/ LA MOSTRA DI CHIARA RAPACCINI ALL’IIC DI NY/L’infantile sperimentalismo & Monicelli

Samira Leglib

E' stata inaugurata appena un paio di giorni fa all'Istituto Italiano di Cultura la mostra "Rapple-Rap Design" dell'artista Chiara Rapaccini, illustratrice, pittrice, designer e scultrice. Le opere della Rapaccini invitano l'osservatore a vedere la vita e gli oggetti con gli occhi di un bambino.

 

«È la mia immaturità, il mio infantilismo e la voglia di sperimentare materiali diversi», ci dice l'artista che letteralmente si sbizzarrisce nell'accostare materie, geometrie, oggetti e pezzi di arredamento: «Mi piace l'arte applicata e non rinchiusa, non credo nei fili conduttori e se vogliamo trovarne uno, quello è il segno».

 

La mostra, che ormai si può definire itinerante, è partita dall'Italia alla volta di Osaka e successivamente Parigi dove si è conclusa lo scorso Marzo. Doveva quindi rientrare in Italia ma grazie all'invito del direttore dell'Istituto di Cultura, Renato Miracco che si sta ora prodigando per portare la mostra in altre città statunitensi, approda a New York dove sarà aperta al pubblico fino al 30 Maggio. «In Italia ero una designer, Renato è stato il primo a chiamarmi ‘artista'. Ho sempre pensato che se avessi potuto realizzare un'esibizione in due città del mondo come Parigi e New York, era tutto quello che avrei potuto fare nella vita».La serata di inaugurazione è stata anche l'occasione per presentare la prima americana dell'unico documentario che Mario Monicelli ha girato e che è stato presentato lo scorso settembre alla Mostra del Cinema di Venezia. Nato da un'idea di Chiara Rapaccini, carissima amica di Monicelli, "Vicino al Colosseo c'è Monti" gira per circa sedici minuti tra le strade, le botteghe e le piazzette del rione Monti a Roma. «È il mio quartiere e si può paragonare a Soho o al Village di Manhattan, quartieri dove fervono gli artisti», introduce la Rapaccini prima della proiezione e continua: «Oggi devo fare degli auguri speciali perché oggi Mario compie 94 anni: Auguri Mario!»

 

Quella che vediamo ritratta da Monicelli, che occasionalmente compare come interlocutore o semplicemente un curioso della vita rionale, è la Roma del popolo, della bottega del cioccolato, del barbiere e della banda cittadina. I bambini che giocano in strada, il viandante, il barbone appisolato ai piedi della fontana. E i suoi protagonisti eccezionali come il macellaio che fa la collezione dei fumetti di Topolino, nonché di quelli che la censura sequestrava. Non poteva mancare la processione alla Madonna. Gli angoli e gli scorci caratteristici sono tutti fermati dalla maestria di Monicelli e quello che ne esce è una cartolina ironica che nulla aggiunge e nulla toglie a quella Roma che è ancora tutta lì, basta non farsi allampanare dagli affollati siti turistici -Cristianità a parte- e spostarsi un po' più in là, dove vicino al Colosseo c'è Monti. «Questo documentario parla del mio modo di vedere la vita romana, l'ironia di Roma. Io vivo a Roma ma sono fiorentina e l'ironia ce l'ho nel sangue» commenta ad Oggi7 l'artista.

"Rapple-Rap Design"
Dal 15 al 30 Maggio 2009
Istituto Italiano di Cultura
686 Park Avenue, 10065 New York, NY.