EVENTI/CULTURA/Futurismo musicale

Nora Covaccini

Ricorre quest'anno il centenario del manifesto Futurista; tanti anni sono passati da quando un gruppo di intellettuali e artisti si incontrarono nella condivisione comune di alcuni principi che, a firma di Marinetti, avrebbero dato origine all'esperienza dell'Avanguardia in Italia e a una violenta frattura con i valori della sua tradizione culturale.

L'Istituto Italiano di Cultura di New York rende omaggio all'anniversario del manifesto patrocinando una serie di eventi, di cui il primo, inaugurale, si è svolto lo scorso Giovedì 12 Maggio sotto il titolo di Futurist Soirée.

L'attore napoletano Enzo Salomone, la cui solida esperienza risale alla formazione presso il Centro teatro Esse di Gennaro Vitiello, ha prestato voce ad alcuni testi di Marinetti, Palazzeschi e Cangiullo, su accompagnamento musicale del gruppo da camera Ensemble Dissonanzen.

Si è trattato di una prima assoluta, come conferma il chitarrista Marco Cappelli, benché la collaborazione dei musicisti con Enzo Salomone non fosse affatto nuova.
La maturità esecutiva di questi interpreti (tra cui ricordiamo anche Marco Sannini per la tromba e Tommaso Rossi per i flauti) è comunque alla base della felice riuscita dello spettacolo, il cui primo pregio è probabilmente quello di riscattare le qualità artistiche  proprie dell'esperienza poetica e musicale  del Futurismo.

Se infatti per un verso non è possibile prescindere dalla realtà storica in cui il movimento prese piede in Italia e, conseguentemente, dall'appoggio che il Futurismo diede all'ideologia fascista, dall'altro è pur vero che questa matrice politica ha pregiudicato più di una volta la fruizione e l'interessamento alle opere che vennero prodotte sotto la sua egida.

Ancora oggi, invece, l'aspetto forse più interessante della letteratura futurista  risiede in quella carica irriverente, in quel tentativo di integrarsi con altre discipline artistiche, nonché nella sperimentazione e finanche nella  violenza con cui  certi testi, scardinando le regole comuni, tentarono di meritarsi precocemente un ingresso a volo d'uccello nella allora nascente società capitalista.
E' pur vero che quella società costituisce oggi il nostro presente: noi siamo quel futuro cui il  Futurismo guardava.  

Lo spettacolo Futurist Soirée non ha dunque in sé le capacità - né questo è il suo obbiettivo -  di suscitare indignazione e fervore nell'odierno pubblico, tantomeno di scatenare tra esso una pubblica rissa. Almeno con fortuna per chi vi ha assistito.

Tuttavia, stupisce che molti dei testi proposti durante lo spettacolo siano in grado di conservare ancora intatta  una certa carica eversiva, tale da scuotere lo spettatore e da produrre su di lui un impatto simile allo schiaffo e al pugno che Boccioni volle immortalare nelle sue sculture.
Così, ad esempio,  è per il bombardamento di Adrianopoli di Marinetti, recitato con voce sola da Enzo Salomone.

In un concatenarsi di onomatopee, l'attore riproduce con abilità il tentativo del poeta di restituire in parole le impressioni e i rumori di un paese in guerra: gli spari, i colpi della mitragliatrice, i bombardamenti che incalzano sono trasposti in sequenze foniche per dar vita ad un anomalo reportage, realizzato da Marinetti nei Balcani quando egli stesso si fece cronista e poeta assieme.

Così, ancora, è per il E lasciatemi divertire di Palazzeschi in cui, complice sempre la maestria di Enzo Salomone, ogni suono è pronunciato e avviluppato in una rapidità di esecuzione, mentre il connubio con la musica contribuisce a riscattare, in senso ironico, la natura del tutto anticonvenzionale del testo. Qui si celebrano le famose "parole in libertà" futuriste, qui il rifiuto delle regole grammaticali e sintattiche, dei dogmi accademici; qui ancora,  è la ricerca di un suono a prescindere dal senso.

Da questo punto di vista, un ruolo importante è assolutamente svolto dai musicisti: l'Ensemble Dissonanzen si serve infatti del testo scritto come di una partitura, reinterpretando i giochi di parole in gesti musicali estemporanei: trilli, frasi interrotte, ritmi volutamente caotici e non sincronizzati. In pieno rispetto delle "dinamiche futuriste".

Enzo Salomone e l'Ensemble Dissonanzen ci regalano in conclusione un bello spettacolo, cui il pubblico non può che assistere divertito.  E anche se un tale "divertimento", che si prende gioco di ogni canone tradizionale, rischia di costare "caro" allo spettatore, come ci ricorda Palazzeschi: "Lasciate pure che si sbizzarrisca / anzi è bene che non la finisca. / Il divertimento gli costerà caro, / gli daranno del somaro", tuttavia, è probabilmente un rischio che ancora oggi si consiglia di correre di buon grado.