PUNTO DI VISTA/Multietnica senza schiuma

Toni De Santoli

Domenica scorsa Stefano Vaccara su "Visti da New York" ha ridicolizzato da par suo l'ostilità del Presidente del Consiglio Berlusconi e della Lega Nord ai fautori della società multietnica. Ma il nostro collega ha usato toni perfino troppo morbidi - sebbene efficaci - nei riguardi di personaggi e forze politiche che rappresentano la Reazione del Terzo Millennio. Reazione contro la quale ha tuonato mercoledì scorso il presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano, definendo "xenofoba" la campagna lanciata, o rilanciata, dai leghisti e dal Presidente del Consiglio.

Ma noi non siamo d'accordo neanche col capo dello Stato. Noi non riteniamo che una nazione sovrana debba spalancare a chiunque le proprie porte. Noi non lo vogliamo un Paese che rinuncia alla salvaguardia delle proprie frontiere in nome di un senso di "fratellanza" oltretutto fasullo, deleterio, pericoloso. A noi non piace l'Italia che sul proprio territorio nazionale accoglie ormai da vent'anni la schiuma di mezzo mondo e pone quindi grossi rischi ai suoi stessi cittadini. Si è già parlato in questa rubrica degli innumerevoli stupri (per non parlare di furti, rapine, taglieggiamenti vari) che da troppo tempo vengono commessi nelle nostre città, nelle nostre campagne. Stupri perpetrati, eccome, da parecchi italiani, ma, soprattutto, da romeni, albanesi, maghrebini. Non giriamo intorno alle cose. Non puntiamo sulle perifrasi... "Let's call a spade a spade".

Ma a noi piace la società multietnica. Multietnica, del resto, era già la Roma di Augusto, di Claudio, di Marc'Aurelio. Come puntualizzava domenica scorsa Stefano Vaccara, nel sangue di ogni siciliano si trovano cromosomi di varie etnie. E' così. Ognuno di noi, dalla Val di Non a Pantelleria, ha origini diverse e multiformi. Sono tanti gli italiani nelle cui vene scorre sangue romano, etrusco, fenicio, celtico, ellenico, longobardo, angioino, svevo, normanno, arabo, ebraico. Ma per "società multietnica" non si deve intendere una società formatasi in seguito a vere e proprie invasioni come quelle ormai in atto nel nostro Paese da quasi vent'anni. Da quasi vent'anni l'Italia è "terra di conquista", così come lo erano quattro, cinque, sei secoli fa le coste del Mezzogiorno e non solo del Mezzogiorno.

 

La società multietnica - "par excellence", come direbbero i francesi - è quella che sorge pian piano sulla base di leggi, norme, consuetudini ben collaudate e ben precise. E' quella che fiorisce nella mutua comprensione e nel mutuo rispetto. Non è una vera, sana società multietnica quella che prende corpo attraverso la prevaricazione, l'aggressività, il sotterfugio, "the sheer force" da parte di masse di invididui che si rovesciano sul tuo territorio nazionale con la cupa e cieca volontà di violare le leggi e con quella di imporre le proprie "leggi", i propri costumi. Le proprie efferatezze.

Morale: i nemici della società multietnica sono coloro i quali avversano la coesione multirazziale, senza essere tuttavia in grado di proporre un vero "stile italiano", uno stile al quale si adeguino di buon grado quanti ricevono asilo in questo Paese; e lo sono coloro i quali fino a tempi ancora recenti hanno accolto in Italia moltitudini di tagliagole, sfruttatori, ladri, parassiti. Fatto sta che gli immigrati respinti giorni fa in alto mare dalle nostre autorità, erano, senza dubbio alcuno, poveri diavoli in cerca di pane e lavoro, esseri umani da soccorrere e da accudire. I lestofanti hanno ben altre vie d'accesso... Le vie d'accesso offerte da uno Stato che per propria pigrizia, per propria pesantezza, non sa discernere. Non vuole discernere. Gli costerebbe, appunto, troppa fatica. Una fatica (parola di qualunquista!) che sia la destra che la sinistra intendono evitare...