LETTERATURA/PEN WORLD/Sull’etica dell’indottrinamento

Laura Caparrotti

Nella miriade di scrittori che hanno affollato le giornate del PEN World Voices Festival, Domenico Starnone è stato il solo a rappresentarci. Doveva esserci anche Antonio Tabucchi, che ha cancellato la presenza solo alcuni giorni prima del festival. Starnone si è presentato al PEN con un libro del 2007, "Prima Esecuzione", pubblicato in Italia da Feltrinelli, mentre in America da Europa Edition con il titolo "First Execution". Da qui dobbiamo partire per meglio spiegare gli interventi di Starnone all'interno del festival. Domenico Starnone è stato per molti anni insegnante oltre che scrittore. Sue le opere "Ex cattedra" (1987), "Denti" (1994), e "Via Gemito" (2000) che ha vinto il premio Strega 2001. 

La sua letteratura è fatta di suspance, di metafisico, di un dialogo continuo e sottile fra realtà e finzione. "Prima Esecuzione" parla di un insegnante - Domenico Stasi - e la sua domanda: sono stato un cattivo maestro? Forse. È anziano, è fuori dal gioco, però deve "stare agli ordini" di una sua ex allieva terrorista che gli fa recapitare una pistola con la quale dovrà sparare a un importante bersaglio.

Qual è il senso e in quale contesto leggere questa citazione evangelica? Cos'è la violenza? È possibile cambiare il mondo senza ricorrere a essa? E, soprattutto, chi è veramente Stasi? Tutte queste domande per un romanzo incentrato su scelte etiche, quella della ragazza e quella del professore. Starnone ha iniziato a parlare di questo durante l'incontro intitolato "Left/Right Literature: The politics taking up the Pen". Domenico Starnone è autore di sinistra, ha collaborato per anni all'Unità e attualmente lavora per il Manifesto. Ha anche contribuito ad un giornale satirico che ha fatto storia quale "Cuore". Però sul palco della Scandinavia House, dove si svolgeva il dibattito, è sembrato incarnare il filosofo-insegnante, colui che cerca di capire, esplorare attraverso il pensiero il perchè di una scelta. Con lui sul palco c'erano scrittori di provenienze e esperienze assai diverse. Nadeem Aslam, scrittore pachistano, Norbert Gstrein, autore austriaco, Mariken Jongman, olandese, e Khet Mar, scrittrice Burmese sottoposta a terribile e continua censura nel suo paese. Fra le varie cose che sono venute fuori durante la discussione è stata proprio la funzione della scuola, dell'indottrinamento, dell'uso del linguaggio.

L'esempio più forte lo ha dato proprio Nadeem Aslam citando l'islamizzazione del Pakistan. Frasi semplici come buongiorno o buonasera, sono diventate, con l'avvento del regime islamico, buongiorno se piace ad Allah. Non solo, sui libri di scuola la formula che leggeva "due atomi di idrogeno misti ad un atomo di ossigeno creano l'acqua", ora cita "due atomi di idrogeno misti ad un atomo di ossigeno, se Allah vuole, creano l'acqua". Siccome le ultime generazioni conoscono solo questo tipo di linguaggio, ecco che l'indrottinamento è fatto, senza sfori ulteriori.

La sera dello stesso giorno, all'Istituto Italiano di Cultura, Antonio Monda ha intervistato Starnone sul tema proprio della scelta etica. Un pubblico molto attento, rispettoso e sinceramente interessato - come la ho definito Monda-, ha ascoltato i due scrittori (Monda ha avuto l'anno scorso un grande successo con il suo primo romanzo "Assoluzione") dialogare sul tema dell'innocenza e la colpa. Si è partiti proprio dal presupposto del libro di Starnone che gli insegnamenti di uno stesso professore portano una persona a diventare una terrorista, un altro a diventare un poliziotto che combatte il terrorismo. Si è toccata la religione, col tema del rapporto con la Parola, intesa come parola divina. Si è passati poi all'esistenza di leggi morali eterne, e della possibilità che siano divine. La serata si è chiusa con una provocazione da parte di Monda con una battuta di Graham Greene il quale dice che le uniche persone veramente interessanti sono i preti e i rivoluzionari.

Mentre il sipario è calato sul PEN e dunque sulla presenza di Starnone a New York, la letteratura Americana e italiana è stata ancora protagonista di una serata alla Casa Italiana Zerilli-Marimò in occasione della presentazione de "Le Conversazioni" - scrittori a confronto, evento che si tiene a Capri a giugno. Una nota prima di concludere. Bisognerebbe dire a scrittori e organizzatori che fare leggere le opere dagli scrittori stessi o dai traduttori, molto spesso, uccide il libro. Con tutti gli attori che ci sono in giro, sarebbe saggio e utile avere un attore che legge, per il libro, per l'autore e per chi ha voglia che il libro venda.