LIBRI/SCUOLA/A ciascuno il suo autore

Franco Borrelli

Ci son libri concepiti, scritti e pubblicati con una funzione precisa, e questi - "quasi" sempre - finiscono col raggiungere i traguardi prefissi (o, almeno, alcuni di essi). Ce ne sono poi degli altri che, sorprendentemente (e meno male, aggiungiamo noi), vanno assai oltre lo scopo prestabilito e finiscono col coinvolgere altri lettori, altre aree, altre attenzioni. Parliamo qui, in particolare, di due volumi della Guerra Edizioni di Perugia [www.guerraedizioni.com], studiati, organizzati e nati per gli studenti di lingua italiana all'estero (o anche in Italia, per i nuovi immigrati), ma che, a ben vedere, possono interessare fasce le più varie (per interessi, cultura e preparazione): la «Letteratura italiana per stranieri» a cura di Paolo E. Balboni ed Anna Biguzzi (pp. 285) e «Il senso narrante - Pagine di narrativa italiana 1900-2008, annotate per lettori stranieri» a cura di Francesca Romana Andreotti e Valentina Russi (pp. 559).

Fosse per me, avrei tolto la dicitura "stranieri", o avrei ad essa aggiunto anche quella di "italiani", perché entrambi, il quadro storico della nostra letteratura e l'antologia che ne raccoglie le pagine più significative del XX e inizio XXI secolo, possono ben servire agli studenti delle superiori e delle università, e non solo a chi il nostro idioma l'ha imparato già abbastanza da poter leggere tranquillamente pagine, versi e critiche.
Partiamo dal "disegno" di Balboni e della Biguzzi. Colpisce la sua essenzialità e la cura dei particolari. Dal Medioevo ad oggi nulla v'è trascurato, e questa loro fatica sarebbe (ed è) una lettura e una verifica necessaria e utile anche per chi ha già abbastanza dimestichezza con i nostri narratori e poeti, nonché con i vari movimenti di pensiero e di cultura. C'è, evidente, l'invito a sapere e apprendere sempre di più, ma c'è anche la proposta, pure questa chiara e semplice, allo studente che non abbia l'italiano come lingua madre, a capire meglio e a ritenere pagine e concetti dai Nostri espressi.

Si fa ampio uso, qui, di schizzi, fotografie, e opere di pittura: il tutto sempre scelto "ad hoc", per stimolare non solo ma per render chiaro anche il quadro culturale assai ampio, d'arte, di scienza, di società, di storia, etc., entro cui l'opera letteraria viene concepita, strutturata e proposta al lettore, da un secolo all'altro. Fin'anche ad arrivare al genere della canzone (i testi di De Andrè, ad esempio), e aggiungere poi, alla fine, un glossario che in poche righe aiuta a meglio comprendere i termini usati nelle varie sezioni in cui questa storia della letteratura è stata suddivisa.

Con l'antologia della Andreotti e della Russi si seguono, più o meno, gli stessi intenti: da un lato prevale, ed è ovvio e giusto, la necessità e i criteri didattici, dall'altro si offrono - con esaurienti note - tutti gli strumenti perché la comprensione delle pagine scelte avvenga "pianamente" e con soddisfazione da parte, soprattutto, dello studente (con esse, ad esempio, non si annoia né si stanca la ricerca, ma si ravviva continuamente la curiosità). Si parte da Pirandello e, gradualmente e con costanza, s'arriva agli autori più giovani (molti addirittura nati dopo il '70), di cui anche i cosiddetti "addetti ai lavori" ignorano spesso i nomi e che esprimono invece la realtà di questi nostri giorni, assai vicina alla cronaca e alle vicende sociali globali da tutti noi vissute in contemporanea mondiale.

Si tratta, pur sempre però, di un'antologia, e come in tutte le antologie, anche quelle che (come questa) meritano il maggior rispetto, si può trovare qualche "buco" o qualche "dimenticanza". Ma non è certo questo lo scopo della nostra segnalazione perché di questa in particolare vanno sottolineati i meriti e gli intenti e i risultati che certo non potranno mancare.

Diciamo la verità (magari un po' sottovoce), molti di noi che si credono lettori incalliti gran parte di queste pagine non le hanno mai lette e spesso, anche nel leggerle, ci si trova a dover ricorrere al vocabolario per capire meglio un termine o un'espressione. A maggior ragione, quindi, bisogna plaudire alle Andreotti e Russi per la loro "fatica" e per la certosina cura con cui danno a pie' di pagina tutte le spiegazioni necessarie e possibili perché la lettura (per stranieri e... italiani) sia proficua e per nulla intralciata da salti o da ombre di comprensione.

Questo «Senso narrante» dedica attenzioni "solo" alla nostra narrativa (suddivisa in sezioni cronologiche, 1900-1923, 1924-1947, 1948-1962, 1963-1985, 1986-2008); non s'innervosiscano e non se la prendano gli amanti della poesia perché a questa sarà dedicata un'antologia simile, e altre riguarderanno poi anche le varie manifestazioni culturali nostrane dei secoli XX-XXI.