MUSICA LIRICA/Berio in... Sequenza

Samira Leglib

Si è conclusa, con l'ultimo concerto tenutosi lo scorso 6 maggio, la serie di tre concerti intitolata "Three Sopranos" presentata dall'Italian Academy della Columbia University. Gli appuntamenti hanno visto nell'ordine l'esibizione dei soprani Lucy Shelton, Lisa Bielawa e Sarah Wolfson su programmi che includevano le musiche di Luciano Berio, Filippo Perocco, Carl Bettendorf, Luigi Nono e il Miserere di Allegri. Tutti i concerti si sono focalizzati sull'opera di Berio, compositore italiano d'avanguardia, pioniere nel campo della musica elettronica.

Luciano Berio nasce in provincia di Imperia nel 1925. Pianista, dopo essersi ferito alla mano in guerra, sceglie di concentrarsi sulla composizione. Nel 1951 approda negli Stati Uniti dove inizia a interessarsi alla musica elettronica. Nel 1956 comincia ad insegnare alla Juilliard School di New York dove fonda il "Juilliard Ensemble", un gruppo dedito a esecuzioni di musica contemporanea. Nel 1972 Berio ritorna in Italia. Attivo fino agli ultimi giorni della sua vita, muore a Roma nel 2003.

Sarah Wolfson apre il concerto con la "Sequenza III" per voce femminile composta da Berio nel 1966 accompagnata al piano da David Shimoni. Ad attenderla, nel sontuoso teatro dell'Italian Academy vi è una platea discreta ed eterogenea; studenti della Columbia, professori, esterni, internazionali, giovani. Il soprano fa il suo ingresso senza presentazioni di sorta. In un abito lungo ma leggero, dai colori caldi ma sobrio. Scalza, i piedi nudi occasionalmente si intravedono.

Inizia con alcune selezioni tratte da "Italienisches Liederbuch" sia del compositore Hugo Wolf (1860-1903), sia la versione contemporanea, che qui vede il suo debutto mondiale, di Carl Christian Bettendorf, compositore tedesco residente a New York. Segue l'avanguardistica "Sequenza III" di Berio in cui la soprano mostra tutte le sue doti vocali, mimiche e recitative. A metà tra il teatro e l'opera, l'esecuzione della composizione di Berio si distingue per la sua natura sperimentale a cui Berio si accostò sin dagli anni '50.
«L'attenzione alla materia sonora, indagata anche nella suggestione di significati che ne affiorano, è alla base della serie di "Sequenze", ciascuna per un diverso solista, che compose a partire dal 1958. Una componente importante dell'immaginazione musicale di Berio è l'apertura ai materiali musicali più diversi, dai Beatles ai canti popolari, dai materiali classici ai gridi dei venditori ambulanti, nel segno della commistione dei linguaggi e della simultaneità del non contemporaneo tipica della cultura moderna» (Magazzini Sonori)

A questa innovativa composizione, quasi a marcarne la distanza, fanno seguito le canzoni popolari per voce e per strumenti che Berio raccolse dagli Stati Uniti all'Armenia, dalla Francia all'Italia, dalla Sicilia alla Sardegna. "Black is the color", "Loosing yelav", "Rossignolet du bois", "A la femministica", "La donna ideale", "Motettu de tristura" e altre ancora.

In questa occasione, accompagnato da una giovane orchestra diretta da Jeffrey Milarsky, il soprano Sarah Wolfson da prova di essere un'artista matura. La professionalità oltre alla completezza della sua esecuzione che non tralascia la cura della pronuncia di ogni singola lingua, rende piena giustizia all'opera folcloristica di Berio.

Il soprano lirico Sarah Wolfson ha recentemente fatto il suo debutto presso la Carnegie Hall e la Alice Tully Hall del Lincoln Center. Il suo repertorio operistico comprende il ruolo di Despina in "Così fan tutte", Zerlina nel "Don Giovanni", Poppea ne "L'incoronazione di Poppea" e Barbarina ne "Le Nozze di Figaro". Diplomata presso la Juilliard School è oggi professoressa di esecuzione vocale presso la Columbia University.