Che si dice in Italia

Una donna contro i pirati

Gabriella Patti

Avevamo lasciato Margherita Boniver, ex socialista doc, tra le penombre di una vita politica un po' di ripiego. Qualche incarico internazionale ogni tanto. Ora ritroviamo la signora nelle vesti, diplomatiche ma battagliere, della mediatrice nel difficile braccio di ferro per liberare e riportare a casa i marinai (tra cui 10 italiani) della nave Bucaneer presa in ostaggio dai pirati somali. Per ora non ce l'ha fatta. Ma ci ha provato. Auguri.

   BAMBOCCIONI. MA ANCHE "FIDANZATI A VITA".  Che i giovani italiani si odiano sempre più segnali di malessere e rappresentino un'anomalia crescente tra le nazioni avanzate non lo dicono solo politici e giornalisti. Basta leggere i dati, per quanto noiosi, dell'Istat il nostro istituto centrale di statistiche. Si sapeva che in Italia sono in calo non solo le nascite ma anche i matrimoni. Ora ci sono le cifre. Nel 2007 i matrimoni celebrati nel nostro Paese sono stati 250mila. Molto meno, quindi, dei 400mila registrati negli anni Settanta e dei 300mila degli anni Novanta. Inoltre si allungano i tempi dei fidanzamenti; oramai prima di decidersi al "sì" (un "sì" che, dando retta ad altre cifre, ormai riduce l'impegno di vita comune ad appena... cinque anni, avete letto bene) i promessi sposi impiegano più di cinque anni. Colpa della crisi e dell'incertezza economica? In parte. Non per parlar di me ma ricordo che quando mi sposai avevo appena la speranza di qualche piccolo contratto di supplenza nella scuola e mio marito, che si arrabbattava per diventare giornalista, risultava all'anagrafe ancora come "studente". Se avessimo dovuto aspettare la piena tranquillità economica sarei ancora single. C'è dell'altro. I bamboccioni nostrani restano a casa con Mamma e Papà fino ad un'età in cui cominciano a spuntare i primi capelli bianchi e la cellulite avanza. Ben più del 60 per cento dei trentenni e ultra trentenni resta nel nido di famiglia. La cosa non risulta incomprensibile solo agli americani. Questa percentuale è il triplo della media europea.

OGNI TANTO LA RAI azzecca qualche programma. Le due puntate del caso Mattei, protagonista un ottimo Massimo Ghini, andate in onda sul primo canale della rete pubblica sono davvero buone. Non so se Rai International le abbia trasmesse ma spero di sì. Anche nel film precedente, girato nel 1972 da Francesco Rosi con Gianmaria Volonté, emergevano abbastanza chiaramente le connivenze, complici anche i servizi americani, dietro la caduta dell'aereo che trasportava il presidente dell'Eni. Ma quest'ultima versione è ancora più chiara.

   GIA': CHE FINE HA FATTO CESARE BATTISTI? Fino a tre mesi fa si faceva un gran parlare del terrorista degli anni di piombo agli arresti in Brasile. Poi è calato il silenzio. Rotto meritoriamente da un settimanale popolare, il rizzoliano Oggi. Che ha mandato sul posto un suo inviato. Scoprendo che nel paese carioca si sono sistemati molto bene almeno altri tra ricercati dalla polizia e dalle patrie galere. Uno ha aperto un bel ristorante, Un altro ha avviato con successo una sua casa di produzione. Il terzo gira documentari. Tutti hanno mandati di cattura pesanti. Ma di estradizione non si parla.