Visti da New York

Si salvi chi puo'

Stefano Vaccara

Si salvi chi può da Salvini, verrebbe da dire dopo la proposta del deputato leghista di stabilire per la metropolitana posti "separati", cosi da non "mischiare" i "milanesi" con gli stranieri, che in questo caso penso dovrebbero essere tutti quelli non nati in "Padania"...

Dunque, oltre alla pronta replica del presidente della Camera Fini - tocca a un ex missino dover stoppare una proposta chiaramente razzista - ci saremmo aspettati una condanna più ferma e con prese di posizioni drastiche, magari con richiesta alla Lega di espellere il deputato dal partito che fa parte della maggioranza di governo. Invece vediamo che proprio il presidente del Consiglio Berlusconi ha tentato di prenderla come una delle innumerevoli "battute" da campagna elettorale, e insomma Salvini ha esagerato, ma stava scherzando. Mentre da Bossi e le sue camice verdi c'è stata una reazione da interpretare col "chi tace acconsente".

Non dovremmo essere così suscettibili? Sì, abbiamo letto che qualche analista politico tende a far risultare il tutto come semplici sparate elettorali, insomma si tratterebbe di manovre ad effetto "toccata e voto", la Lega cerca di rubare fette di elettorato del suo alleato Pdl puntando diritto alla pancia di certi elettori "anti immigrati", ma non farebbe poi mica sul serio...

Ma ecco che mentre stavamo terminando queste righe, leggiamo la notizia che Berlusconi, appunto per non farsi "superare" nelle sparate xenofobe, avrebbe rilanciato: non potendo accennare alla proposta di Salvini che sarebbe da regime di "apartheid", ecco che va a tintillare certi elettori aggirando l'ostacolo, e ripetendo una dichiarazione che aveva già fatto in passato: "Noi non vogliamo una Italia multietnica come la sinistra...". Cioè l'irrigidimento delle leggi anti immigrazione che sono in questo momento il cavallo di battaglia della Lega, sarebbero pienamente condivise dal presidente del Consiglio.

Ovviamente il dover controllare i propri confini ed essere in grado  di poter respingere prima che giungano nelle proprie coste dal Nord Africa ondate di disperati, è una prerogativa che l'Italia ha, come ogni altro stato. Ma ci sono modi e modi di applicare la legge e restare nello spirito della legge. E il confine tra il rispetto dei diritti umani e il fascista-razzista metodo del "me ne frego" può diventare sottilissimo, come è avvenuto anche qui, in America, con la performance dell'amministrazione Bush rispetto alla tortura.

Comunque, avremo una domanda da fare al presidente Berlusconi quando verrà da queste parti: Mr. Premier Berlusconi, cosa esattamente intende quando parla di un'Italia non-multietnica? Per esempio, un siciliano come me, che "etnicamente parlando" ha almeno mezza dozzina di etnie nel sangue, come del resto gli altri italiani, sarebbe bandito dall'attraversare lo stretto? Rivoltante. Ecco non sono certo le candidature delle "veline" il grande scandalo dell'Italia d'oggi, che fino a prova contraria una donna bella e slanciata e allo stesso tempo preparata ha molte più probabilità di servire bene i cittadini che un appanzato portaborse. E neanche le strane festicciole di compleanno di fanciulle in fiore che chiamano il capo del governo Papi, seppur incomprensibili (almeno da New York), ci provocano il voltastomaco con la la forza di ciò che invece, nelle ultime 24 ore, fanno certe dichiarazioni che alte istituzione della Repubblica italiana avrebbero fatto.

Il maggior partito dell'opposizione, il Pd, o gli spettri rimasti ad abitare gli stanzoni di questa strana casa del centrosinistra, non sembra avere forza e lucidità per confrontarsi e ribattere a questa mala politica. Troppi compromessi, troppi "inciuci", troppe "merende" quando a capo tavola sedevano loro, come nel caso della Rai, per essere oggi una opposizione credibile.

Adesso sì che gli italiani potrebbero comprendere meglio la cosidetta "provocazione", se solo avessero voglia e strumenti per farlo, del vecchio leone radicale Marco Pannella, l'unico che evidentemente aveva fiutato con largo anticipo certe derive di quello che lui, da mezzo secolo, chiama il regime partitocratico italiano. Nella sua provocazione di girare da settimane con i radicali con una stella gialla, come quella che portavano gli ebrei perseguitati dai nazisti, ci avverte che l'Italia è molto più malata di quello che appare. Sì, magari le banche, saranno più in salute che qui, o in Germania o in Ighilterra. Ma certe dichiarazioni, sul non volere il paese "multietnico", nessuno altro capo di un governo democratico dell'Occidente avrebbe potuto farle con tale disinvoltura. I conti col passato, mai fatti, soprattuto su certe inquietanti questioni (a proposito di milanesi: quando rastrellarono gli ebrei e li trascinarono per strada per poi metterli nei vagoni piombati, dove erano gli italiani brava gente? Non i pochi eroi, che ci furono, ma il popolo italiano?) ora rendono possibile queste dichiarazioni. E pensare che sono "solo" le elezioni europee, che vergogna.