Ci ha insegnato la convinzione di un mestiere

di Francesca Gentile

"Francesca.... Ciao John...Sono con te oggi? No John, sei con Luca...Ah, bene. Allora dì a Luca che ho mandato il pezzo. Va bene glielo dico John, ciao". Sono le 3 del pomeriggio, e pur sapendo che oggi la telefonata di John non arriverà, sento comunque la sua voce, e tra me e me, ripeto quello che era diventato un "mantra" che apriva la giornata delle pagine della City di America Oggi. Non vedevo John da parecchi anni, da quando non era più in grado di spostarsi da Poughkeepsie per arrivare fin qui in New Jersey, ma lo "incontravo" quotidianamente: digitava l'interno 226 (mi considerava si vede una presenza stanziale), per sapere chi sarebbe stato il suo editor. Mi lasciava questi piccoli incarichi, che puntualmente eseguivo ("Ehi, Luca, John ti ha mandato il pezzo"), e in questo modo mi sentivo parte di questa sua passione di raccontare i fatti, di fare il lavoro di giornalista, che fino all'ultimo gli dava quell'entusiasmo polemico che lo rendeva speciale. Forse non tutto quello che diceva era condivisibile, e, ad essere sinceri, la sua scrittura qualche volta necessitava da parte di noi redattori di una vera e propria decodificazione. Però era John. E tutto si può dire, tranne che i suoi pezzi non dicessero qualcosa, non trasmettessero un'idea, non avessero infine uno stile. Grazie John, per averci insegnato la convinzione di un mestiere. Grazie di cuore. E... se vuoi telefonare... noi siamo qui.