CLASSICA/La musica... bambina

di Samira Laglib

Dopo l'anteprima invernale dello scorso dicembre in cui ci ha conquistati l'esibizione della violinista spagnola Leticia Moreno, la Fondazione IBLA prosegue attraverso un concerto di primavera nella presentazione dei vincitori della diciassettesima edizione. Nella prestigiosa cornice della Carnegie Weill Recital Hall, hanno debuttato questo lunedì, quattordici tra i vincitori del concorso per pianisti, cantanti, strumentisti e compositori che si tiene ogni estate tra le viuzze e le piazzette di Ibla (borgo originario della città di Ragusa) durante l'ultima settimana di giugno e la prima di luglio.
La competizione, che non giudica i partecipanti secondo una graduatoria interna bensì su di una base di eccellenza, si è guadagnata nel tempo un ruolo di tutto rispetto nel panorama musicale. Nata agli inizi degli anni Novanta per contrastare il sentimento di sconforto e impotenza che aleggiava in Sicilia dopo gli assassinii di Falcone e Borsellino, vede tra i suoi fondatori-sostenitori la baronessa Mariuccia Zerilli-Marimò, Lillian Vernon e Paolo Martino. Dal 1992 la direzione artistica viene affidata al dr. Salvatore Moltisanti - ora anche presidente della fondazione - nato appunto a Ragusa e oggi considerato uno dei pianisti più illustri della sua generazione. Ai vincitori, top winners e coloro che si sono distinti in talento e merito, viene offerto di debuttare su palcoscenici internazionali quali il Lincoln Center e la Carnegie Hall, la Tokyo Opera City Hall e la Tchaikovsky Bolshoi Hall di Mosca.

La particolarità di questo concorso, oltre alla squisitezza delle esibizioni, è che nonostante non vi siano limiti di età per i concorrenti, spesso premia giovanissimi talenti, cosa che si è verificata anche in questa ultima edizione. È difatti l'esatto caso di Elin Kolev, violinista tedesco di soli 12 anni che per New York ha una storia tutta sua, come racconta Salvatore Moltisanti durante la presentazione della serata. Elin, a dispetto dei pochi anni portati sulle spalle, ha già il suo seguito in Germania e la televisone tedesca lo ha seguito fino a New York per intervistarlo. Durante l'intervista che, per via di accordi predefiniti non poteva effettuarsi all'interno della Carnegie Hall, si stava registrando in strada, il piccolo Elin viene avvicinato da un newyorker di passaggio il quale, schietto, lo apostrofa: «Hey, ragazzo, ma lo sai davvero suonare quel violino? Fammi sentire!». Elin, non si tira indietro e inizia a suonare, lì per lì, in strada, in mezzo alla folla che inizia a raggrupparsi. Tempo due minuti esce dall'edificio della Carnegie Hall la mamma e prendendoselo letteralmente per un orecchio lo riporta dentro! Questo è un piccolo aneddoto per raccontarvi i vincitori dell'IBLA GRAND PRIZE, talenti puri che sentono la musica come un dono e suonano per chi chiede di ascoltarli. Elin Kolev ha eseguito magnificamente per noi il 24mo Capriccio  di Paganini.

Insieme con lui si sono esibiti altri due giovanissimi fratelli americani, Thomas e Austin Huntington. Thomas al violino con un brano di Ravel e Austin al violoncello con musica di Cassado. Si potrebbe dire che questa fosse l'edizione dei talenti in famiglia perché in aggiunta ai fratelli Huntington sono saliti sul palco dei vincitori anche Kevin e Bryan Matheson, rispettivamente al violino e alla viola, con una selezione del compositore newyorkese William Ryden. Vincitrice dell'affiliata Bartok Competition, la pianista americana Terry Eder ha suonato un brano di Bela Bartok.

Sempre tra la rosa dei pianisti troviamo l'unico italiano vincitore di questa edizione: Adalberto Riva, milanese, propone una sonata di Schubert su trascrizione di Liszt deliziando i presenti con l'essenza della classicità. Scholtes Lestari e Gwylim Janssen, dall'Olanda, hanno eseguito un intenso brano a quattro mani di S. Rachmaninov. Hee-Young Lim al violoncello ha scelto una sonata in A maggiore di Cesar Frank. Jill Kemp porta invece dalla sua Inghilterra il suono del flauto e le variazioni di E. Krahmer. «Quando si è esibita a Ragusa Ibla», dice Moltisanti, «fu come ascoltare un flauto magico».
La serata è quasi a metà del suo corso quando sale sul palco Sarkis Nazarov, violinista russo appena adolescente che in un perfetto inglese introduce il brano che si appresta ad eseguire tratto dal repertorio di Rachmaninov: «Ho scelto questo pezzo perché fu scritto qui in America quando il compositore si trovava lontano dalla sua terra. Parla di sentimenti nostalgici». Nonostante la platea, me compresa, fosse a questo punto preparata, mai mi sarei aspettata di ritrovarmi - e non sono stata la sola - con gli occhi appannati e la nostalgia nell'anima.

Salvatore Moltisanti poco prima dell'esibizione ha commentato: «Quando ci trovavamo in Sicilia i turisti in vacanza ci chiedevano di questi ragazzi e della loro musica. Sono giovani capaci di portare le qualità delle star del pop nella musica classica». Tra i vincitori del 2008, vi sono anche due compositori, il pianista inglese George King che presenta una selezione dalla sua composizione intitolata "Etudes", e la pianista serba Julija Bal con una personale trascrizione de "Asturias" di I.Albeniz. Ad accompagnare al piano molti dei musicisti, Anna Rutkowska Schock dalla Polonia. Concluso il programma previsto per la serata, vi è stato anche tempo per il bis di Jill Kemp, Julija Bal ed Elin Kolev, prescelti, secondo vox populi, direttamente dal pubblico in sala.

Al termine del concerto, in un plauso di complimenti e saluti ai vincitori, abbiamo cercato una parola in più da chi ha il gran merito di aver portato al nostro udito, come si trattasse di palato, un assaggio di eccelso. Salvatore Moltisanti è veloce e preciso nel rispondere che c'è di più: «Le televisioni europee - purtroppo tra queste non vi è quella italiana - ci stanno seguendo durante il tour americano fino in Giappone. Verranno infatti realizzati due documentari dalla televisione tedesca: uno dedicato alla musica classica e uno - e qui è la novità - rivolto ai bambini».