CONTRIBUTI ITALIANI IN AMERICA/L’uomo anti-terremoto

di Generoso d'Agnese

Il 18 aprile del 1906: un terremoto devastante ridusse ai minimi termini la città di San Francisco. Per tre giorni le scosse telluriche sbriciolarono le case e le strade, aprendo varchi agli incendi che completarono la distruzione del centro californiano. Il terremoto fu di magnitudine 8.3 della scala Richter e il suo epicentro era posizionato sulla costa di Daly City a sud-est della città di San Francisco.
Ma quel che non poté il terremoto poté invece il fuoco, alimentato dalle fughe di gas dalle tubature rotte trasformando l'evento nel terremoto più drammatico della storia degli Stati Uniti.
La conta dei morti fu approssimativa. Le autorità annunciarono sbrigativamente un numero di 478 morti che nel giro di qualche giorno salirono ad almeno tremila deceduti nella sola città di San Francisco, senza contare altre duecento morti nell'area della baia, Santa Rosa, San Jose e nell'area di Stanford. 300mila furono le persone (su un totale di 400mila abitanti) che persero la casa e metà degli sfollati si rifugiarono sull'altro lato della baia di Oakland.

Era una città di italiani, la San Francisco di inizio Novecento. Forse un terzo dell'intero abitato aveva origini italiane e tra essi numerosi erano i liguri e i siciliani, che da lì a qualche anno sarebbero accorsi in aiuto del terribile cataclisma che colpì Messina e Reggio Calabria.
Tra i tanti italiani che nella città della baia stavano costruendo la loro fortuna, Peter Amedeo Giannini rappresentava sicuramente la punta di diamante. Poco meno di quattro anni prima aveva fondato la Bank of Italy, investendovi tutti i suoi averi e diventando il primo promotore della sua attività. Conosciuto da tutta la comunità per la sua assoluta integrità, Giannini aveva raccolto presto consensi offrendo servizi, aiuto e prestiti, suggerendo l'apertura di attività di  commercio, l'acquisto di terreni, case, l'apertura di aziende, e offrendo credito a chiunque mostrava i segni della fatica del lavoro.
Non si smentì neanche durante i tragici giorni del terremoto, l'italoamericano che aveva il pallino della finanza.

Quando i superstiti giravano per le strade come spettri, piangendo, pregando ma anche saccheggiando, Giannini decise di non cedere allo sconforto e radunati i suoi soci, iniziò a trasportare al sicuro, su carretti della frutta il denaro e l'oro della Bank of Italy, andata distrutta. Il patrimonio venne nascosto nel camino semidistrutto della sua abitazione. La drammatica perdita, da parte delle altre banche di San Francisco, dei fondi ma soprattutto dei libri contabili, costituì per il banchiere nato a San Josè soltanto uno stimolo per riprendere i contatti con i propri clienti, che conosceva in gran parte personalmente. Di loro, Giannini conosceva anche la situazione finanziaria, potendo così creare i presupposti di una riapertura dell'istituto di credito dopo soli sei giorni.
La sede della banca venne scelta nella casa semidistrutta del fratello medico, su cui venne esposta una insegna recuperata, con un cartello che recitava: "Prestiti come prima, più di prima".

La sede temporanea della Bank of Italy venne letteralmente presa d'assalto da tantissimi cittadini bisognosi di tutto, che ritiravano i depositi o chiedevano prestiti. Giannini distribuiva soldi a chiunque li chiedesse, senza domande, solo annotando nomi e cifre. Giannini non si fermò a dormire su facili allori. Scelse di andare di persona nei quartieri spingendo un carrettino sul quale aveva installato una piccola cassa di banconote e tra le estemporanee tendopoli offrì prestiti senza interesse riempiendo le proprie tasche di foglietti firmati da immigrati di ogni nazionalità (spesso firmati con la sola croce).
La grande umanità di Giannini trasformò un'intera città nella sua clientela. La progressiva erosione dei suoi prestiti fu rimpinguata proprio dagli stessi clienti che una volta superata l'emergenza immediata andarono nelle altre banche della città e prelevarono i propri risparmi per depositarli nella Bank of Italy. Un segno tangibile di ringraziamento per chi aveva creduto in loro senza porre nessun vincolo al di fuori dell'onore.
Anche molti emigranti che non erano mai entrati in una banca e conservavano i propri risparmi in oro nascosto nelle case, ora distrutte,  decisero di versare i loro averi  alla banca dell'italoamericano.
Giannini divenne l'emblema della ricostruzione di San Francisco: il suo ottimismo e la fiducia che infondeva a coloro che avevano perso tutto, ne fecero il simbolo del successo italiano in California e sul suo esempio interi quartieri si rimboccarono le maniche per ricostruire la città.

North Beach divenne in poco tempo il centro delle nuove attività commerciali e imprenditoriali di San Francisco, mentre la fama di Amedeo Peter Giannini si allargò lungo tutta la costa del Pacifico. La fiducia nel suo coraggio e nella sua integrità morale fece accorrere nuovi clienti da ogni dove.
Tutti volevano depositare i propri risparmi nella Bank of Italy. Tutti sapevano di aver trovato in Giannini un eroe e il simbolo del loro riscatto sociale.