MOSTRE/ARTE E CULTURA INTORNO ALLA BAIA DI NAPOLI/Pompei a Los Angeles

di Monica London

Dopo la prima tappa al National Gallery of Art di Washington, la mostra internazionale: "Pompei e la villa romana: arte e cultura intorno alla baia di Napoli" approda in California e si terrà al Los Angeles County Museum of Art (LACMA) dal 3 maggio al 4 ottobre 2009. Organizzata dal National Gallery of Art di Washington, in collaborazione con il Los Angeles County Museum of Art, la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Campania e la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei, l'esibizione ripercorre un itinerario storico-culturale della Campania dei siti archeologici, terra di ricca testimonianza culturale e rigoglioso patrimonio storico. 

In esposizione sono presenti 150 reperti archeologici delle antichità romane che sono state rinvenute negli scavi delle città sepolte dall'eruzione del Vesuvio nel 79 d.C.: Pompei, Ercolano e Stabia.  
In un maestoso allestimento museale arricchito da un simposio di studiosi  dedicato al tema, le sale del LACMA offrono un viaggio nella storia del napoletano nella prima metà del Settecento: il periodo che segna il momento d'oro di Napoli, quello che pose la Campania al centro di un fondamentale percorso di storia e di cultura, conosciuto come il Grand Tour. Tra i preziosi reperti archeologici in esposizione si trovano la Villa Imperiale di Oplonti, quella di San Marco a Stabia e la Villa dei Papiri ad Ercolano, così come sculture, dipinti e mosaici del tempo, testimonianza di una ricca e prolifica tradizione storica e culturale che ha visto la terra campana una delle regioni più rigogliose nel Diciassettesimo secolo. Non solo nell'arte, ma anche nella musica. Si da omaggio alla Napoli musicale del tempo in un altro evento collaterale alla mostra, ospitato nelle sale dell'Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles, diretto da Francesca Valente, che in collaborazione con la regione Campania e il patrocinio del Consolato Generale d'Italia, ha allestito la mostra bibliografica: "Napoli la scuola della musica - viaggio nella Napoli musicale del 700". In esposizione fino al 6 giugno, la mostra traccia un percorso nel gusto musicale del tempo attraverso le opere dei grandi autori musicali Settecenteschi come Cimarosa, Paisiello, Bergolesi, Jomelli, documentate dall'esposizione di manoscritti autografi e dai diari di viaggi, un genere diffuso tra gli artisti del tempo.

La mostra valorizza Napoli come scuola della musica in un tempo in cui il rinnovato interesse per la cultura classica ispirò geni creativi, quando già erano stati eretti quattro conservatori, che poi sono confluiti nel conservatorio di San Pietro a Majella, dalla cui biblioteca provengono i celebri manoscritti esposti in mostra. Simbolo della ricchezza della musica napoletana, frequentata dai musicisti viaggiatori dell'epoca fra cui i grandi Mozart e Gluck, oggi contiene preziosi volumi che testimoniano l'influenza dei miti classici come nel caso dei manoscritti "Orfeo ed Euridice" di Gluck, usato nel 1774 per una rappresentazione al Teatro San Carlo di Napoli e "Piramo e Tisbe" di Asioli: testimonianza del gusto musicale dell'epoca e della grande influenza esercitata dalla scuola musicale napoletana in Europa, come lo dimostrano inoltre i volumi stampati a Parigi e a Londra. 

La serata inaugurale della mostra sulla Napoli musicale è stata ospitata venerdi scorso nella sala Rossellini dell'Istitituto ed è stata conclusa con il concerto del maesto Michele Campanella, pianista napoletano di fama internazionale, che si è esibito con un saggio di sonate di Domenico Scarlatti.  Sono diverse le iniziative per promuovere la Campania in terra americana, fortemente sostenute dalla regione Campania,  con l'intento non solo di diffondere le bellezze artistiche e culturali della propria terra, ma anche di divulgare un'altra immagine della Campania, come afferma la dottoressa Loredana Conti, soprintendente ai beni librari della regione, che aggiunge: "vorremmo cercare di promuovere l'immagine della regione Campania nella sua vera identità, a dispetto di tutte le vicende che abbiamo avuto ultimamente che non ne hanno promosso un'immagine positiva. E' nostra intenzione, attraverso questo cammino valorizzare la propria identità artistica e culturale e promuovere questo tipo di visibilità, che è poi quella che merita".