PUNTO DI VISTA/Sulle orme della civiltà delle Amazzoni

di Toni De Santoli

Mercoledì scorso Elisabetta de Dominis, nostra collega e titolare, su "Oggi 7" , della rubrica "Libera", è partita dall'Italia (per un "tour" di dieci giorni) alla volta di uno dei Paesi più incantevoli che esistano sulla Terra, la Turchia. Elisabetta non viaggia però in comitiva. Da un bel pezzo si usa andare in giro per il mondo in comitiva: truffe a parte, le agenzie di viaggio assicurano ai propri clienti un servizio impeccabile, si osservano gli orari, si segue, ciecamente, la guida, a Roma come a Parigi, al Cairo come a Madrid. Si alloggia in alberghi di prim'ordine o comunque buoni, con tutti i comforts (così si diceva una volta) possibili immaginabili; si va insomma sul velluto, ogni nostra esigenza, ogni nostro desiderio sono soddisfatti all'istante, o quasi; l'ignoto è presente soltanto nel quadro della nostra condizione umana: nascita, crescita, maturità, morte. Ovunque si vada, ad almeno cinquecento metri di distanza c'è una farmacia o un negozio in cui è possibile farsi ricaricare il cellulare, il "mobile phone". Le comodità sono insomma innumerevoli, il rischio è ridotto a entità "trascurabili".

Non è però questo il caso di Elisabetta de Dominis e dell'amica che la accompagna. Amica della quale non conosciamo il nome e che chiameremo allora Luisa, poiché di Luise e di Elisabette è piena la Storia. Esse sono donne forti, ma al tempo stesso vulnerabili: audaci, eppure impressionabili; istintive, smaliziate, sveglie; tuttavia "ingenue", piuttosto "ingenue". Ma la loro è l'ingenuità degli spiriti che si espongono, che osano. Che si gettano nell'avventura. Senza "naiveté", non potrebbero certo toccare le vette dell'ardimento che raggiungono invece con una passione e uno slancio dinanzi ai quali ci dobbiamo, ci vogliamo inchinare.
Ecco, questo di oggi è il "Punto di vista" su Elisabetta e Luisa che affrontano, sì, l'ignoto in una terra di genti generose e ospitali, ma si tratta pur sempre di una "terra incognita" nelle profondità dell'antichissima e seducente Anatolia, nelle distanze geografiche, nella rete stradale. Nelle infrastrutture, come si dice oggigiorno.

Elisabetta non ha però venti o trent'anni (e, forse, venti o trent'anni non li ha neanche la fedele Luisa). Ne ha qualcuno di più. Ha l'età in cui si cercano magari comodità sempre più piacevoli e in cui la sola idea di versare sudore, patire disagi, misurarsi con ciò che "non" conosciamo (lingua, usi, mentalità delle popolazioni locali) procurerebbe a molti qualche grosso brivido. Indurrebbe molti a restarsene al caldo, o al fresco, delle proprie linde, confortevolissime abitazioni nel mondo "civile". Elisabetta e Luisa, invece, atterrate a Istanbul, hanno poi raggiunto, sempre in aereo, Trebisonda, antichissima città scodellata sulla riva meridionale del Mar Nero, non distante dal Caucaso. Da Trebisonda, a bordo di un'auto a noleggio, hanno quindi puntato su Temiscira, capitale, millenni fa, del regno delle Amazzoni.  Su "rotabili" e "camionabili", attraverseranno poi mezza Turchia, da sole, in compagnia del loro solo intelletto, delle loro sole carte geografiche e mappe stradali; della loro sete di conoscenza. Sete di conoscenza, ecco che cosa anima Elisabetta e Luisa nell'imprevedibile "voyage" in Turchia, nella Turchia che, "lontana" da Istanbul, Ankara, Smirne, non offre American Bar o alberghi a cinque stelle... Nella Turchia dove a colazione si beve tuttora latte di capra...  Noi che lo conosciamo, sappiamo che "non" è la delizia delle delizie...
E' la civiltà delle Amazzoni (ma non solo quella, ci sono anche gli Ittiti, c'è anche la Frigia!) ad attirare Elisabetta in Turchia. Lei risponde così a una sollecitazione forse ancestrale, che quindi batte, eccome se batte, nella sua psiche di donna fiera e indipendente. Lei ubbidisce - docile, eppur decisa - a un anèlito che, come tale, è insopprimibile. Nobile, anzi.  

Questo "Punto di vista", insomma, inquadra due donne delle quali non abbiamo lo stesso coraggio... Inquadra due donne, non comuni, che un pochino ci ricordano, già, Thelma & Louise...