ARTE/MOSTRE PITTURA/Grida di colore dal cuore

di Donatella Mulvoni

Ha utilizzato i colori e le polveri della sua Sicilia per arrivare a New York e coronare il suo sogno. Beppe Butera si è messo a nudo, raccontando in 27 quadri la storia autobiografica di un amore travolgente, vissuto e purtroppo giunto al termire.
Quadri selvaggi, a tinte forti e decise, come la sua terra, ben rappresentati dal titolo della mostra: "Urlo d'amore", giunta oggi al suo ultimo giorno dopo la prima esposizione a Chelsea e successivamente al Westchester Italian cultural Center. Due settimane in tutto per cercare di vendere i suoi quadri (i prezzi variano da 500 a 10.000 euro) e sfidare così la crisi economica.

La prima a New York, in un affascinante studio fotografico a Chelsea, ex fonderia frequentata, nei primi anni del '900, da numerosi artisti italoamericani, come Panzini, e gestita ora da un'eccentrica fotografa sui generis, Clara Aich. Lo studio, adibito spesso a gallereria d'arte, si trova a 218 East25 strada, e vale la pena visitarlo. Ricorda i laboratori antichi, dove pittori e scultori si riunivano un tempo per realizzare, sotto commissione, le loro opere o intrattenere allegre discussioni. Un luogo conviviale, realizzato interamente in legno, con appese alle pareti piccole sculture in stile classico.
In questo ambiente è stata allestita la mostra. Il genere è quello astratto, per la realizzazione dei suoi quadri, Butera ha scelto la tecnica del driping painting, cioè colate e sgoccialature di colore sulla tela, e l'utilizzo di colori a tempera con materiali raccolti dall'artista che si trovano in natura, come le polveri di marmo estratte direttamente dal suolo della Valle dei Templi di Agrigento.

Per raccontare l'Amore, segue la strada iniziata da un grandissimo pittore americano, astrattista, Jackson Pollock che fa trionfare il valore dell'inconscio ( considerata da lui la carica disintegrativa della quotidiana esperienza). I segni, le immagini, diventano così anche per Peppe Butera frammenti sconnessi, una disperata ricerca, urlata e un naufragio spesso tragico. E allora in quelle colate di tempera rossa, nera, gialla, possiamo ritrovare tutta la potenza di un sentimento forte come l'Amore, che è stato volutamente ambientato a New York, città dove spesso questo sentimento è considerato effimero.
Non ha mai studiato pittura, nessuna tecnica. Cerca di rifarsi appunto a Pollock, anche se i risultati non sempre gli danno ragione. Chi è andato a vedere i suoi quadri, durante i giorni di esposizione, sarà sicuramente rimasto colpito dalla potenza dei colori, dall'ammalgama di diversi elementi, più che dal progetto di riprodurre un'esperienza autobiografica. La Sicilia è viva nelle tele, non solo per la presenza delle sue polveri, ma per la carica e l'impeto che ricordano la lava di un vulcano, del suo Etna.

«Esporre a New York era il mio sogno. Sono abbastanza contento di come ha reagito il pubblico. Ho trovato un'America in crisi, mi ha sorpreso. La mia mostra rappresenta un Urlo di amore e gioia dopo tanti patimenti. La dedico a una donna che è stata con me per tanto tempo; anche se ora la relazione è finita, lei mi ha dato una carica incredibile», ha raccontato Peppe Butera, mentre osservava i suoi quadri che imballati sarebbero stati trasferiti di li a poche ore nel Westchester Italian cultural Center, per un'altra settimana di esposizione. Lunedi scorso si è svolta l'inaugurazione: erano presenti circa cinquanta invitati, tra cui esponenti di spicco della comunità artista del Westchester.
Alla fine della cerimonia proprio la Pope Foundation insieme al Consiglio dei Presidenti delle Organizzazioni Italo-Americane hanno indetto una riunione, allo scopo di coordinare gli sforzi per la raccolta di fondi per i terremotati in Abruzzo. Era presente, infatti il presidente della Pope Foundation, David Pope, che ha donato $ 50.000.

Lunedì, Butera volerà in Italia per esporre un'altra mostra al Palazzo della Camera a Roma, dove i ricavati, anche in questo caso saranno devoluti a favore dei terremotati.
I quadri di "Urlo d'Amore" però non voleranno con lui. Ancora per alcune settimane resteranno appesi al WIC. Per informazioni gli interessati possono telefonare alla direttrice del Centro Culturale, Evelyn Rossetti al 914-771-8700.