SPECIALE/TERREMOTO/In Abruzzo per aiutare i parenti

di Generoso d'Agnese

E' un'Aquila ancora stordita quella che oggi si sveglia con un'altra giornata da inventare. Al continuo brontolio della terra che ha letteralmente spostato la vallata di alcuni centimetri, al freddo intenso delle prime ore, ora si è aggiunta  anche pioggia. Insistente e persistente. Capace di mettere a nudo i limiti del materiale logistico usato per le tendopoli.
Piove sull'Aquila mentre le sponde del lago Sinizzo, vera e propria oasi acquatica per i tanti aquilani che non potevano raggiungere il refrigerio della costa, sprofondano inesorabilmente nell'acqua.
Piove sulle tende e non tutte resistono all'azione incessante che da 48 ore flagella il martoriato Abruzzo gonfiando fiumi e provocando frane. Piove sul morale degli sfollati che resistono a tutto, nonostante tutto, e nella speranza di poter riprendere una parvenza di vita normale. Piove anche sulle speranze di chi vede il proprio paese costantemente fuori da qualsiasi servizio giornalistico o lontano dai riflettori delle telecamere, e soprattutto lontano da qualsiasi visita istituzionale. Piove sul morale di chi teme di finire nel grande cono d'ombra delle incompiute italiane.

Mario Daniele, vice console italiano a Rochester e imprenditore nel campo della ristorazione e dell'edilizia, un figlio impegnato nell'amministrazione pubblica americana (rappresentante della Contea di Monroe nello stato di New York) e promotore della prima università per sordomuti in Italia (doveva nascere proprio all'Aquila o a Teramo) è stato tra i primi a correre in soccorso della sua terra.
"Ho la fortuna di avere ancora mia madre in vita e fin dai primi momenti ho avuto il sentore che qualcosa di estremamente grave fosse successo. Le linee interrotte, l'impossibilità di comunicare con chiunque del paese o dei paesi vicini, le prime immagini trasmesse diedero subito il senso del dramma. Grazie a mia madre e al mio ruolo di mediatore istituzionale torno spesso in Abruzzo e vedo spesso altri conterranei molto attivi sia in Italia che negli Stati Uniti. E proprio con uno di loro, l'amico Dom Serafini di Giulianova, ho dato subito vita a una raccolta fondi, sperando che i nostri conterranei non disperdessero le loro offerte in troppe iniziative."

A distanza di quattro giorni dal sisma che l'ha colpita, Daniele è arrivato nella sua Castelnuovo. Per ritrovarsi a scavare insieme ad altri concittadini tra le macerie del paesino. Ubicata sulla corona altocollinare che cinge la conca dell'Aquila, Castelnuova è (era) una frazione del comune di San Pio delle Camere, e nella notte del 6 aprile si è ritrovata a sopportare la massima potenza della scossa sotterranea. Qui la terra ha tremato più che in qualsiasi altro luogo del circondario toccando la massima intensità di magnitudo e sbriciolando il piccolo centro arroccato intorno al suo nucleo storico. 5 morti e la distruzione pressocchè totale rappresentano il bilancio di questa piccola fetta del dramma.
" Ma ciononostante, nonostante sia il paese d'origine dell'ex presidente della Camera Franco Marini, quasi nessuno ha mostrato il nostro dramma. Qui abbiamo avuto soltanto la visita di Rai Italia, ma le grandi testate giornalistiche e  rappresentanti delle istituzioni non sono arrivati. Hanno preferito fermarsi a Poggio Picenze per inaugurare - giustamente- la ripresa della scuola sotto le tende. Non è per vittimismo che noi reclamiamo attenzioni. Ma la visita di qualche rappresentante delle istituzioni avrebbe almeno tirato su il morale di chi ha visto morire i suoi cari e deve ricominciare tutto da capo."

La mamma di Daniele, Esilde Casciani è in salvo, seppur ammalata. Altrettanto non può dirsi della casa, sgretolatasi insieme a tutto il paesino la notte del 6 aprile. Esilde dovrà raggiungere il figlio Mario Daniele a Rochester, dopo aver riottenuto un passaporto andato perduto sotto le macerie. Daniele avrebbe voluto portare con se altri concittadini e agli studenti rimasti senza casa e senza corso di laurea ha offerto la sua disponibilità per permettere loro di continuare gli studi nella città americana.
L'offerta del vice console d'Italia a Rochester è solo una delle tante iniziative che hanno trasformato l'Abruzzo in una terra "in attesa". Tutti vogliono aiutare e tutti vogliono che gli aiuti arrivano veramente a buon fine sostenendo progetti validi e concreti.
"Stiamo pensando a un referente che catalizzi a Castelnuovo - ha spiegato lo stesso Daniele- gli aiuti dei concittadini sparsi nel Mondo e che diventi il depositario di fiducia per chi deve ricostruire. Ma di sicuro per ora il paese non potrà risorgere sul vecchio sito. Troppo pericoloso e troppo oneroso. Per noi davvero sarebbe preferibile una New Town funzionale e sicura, per poi ricostruire magari in un futuro più lontano adottando criteri di assoluta sicurezza. E ora dovremmo occuparci delle tante esigenze che ogni famiglia ha per l'immediato".
Come quella di Santa Casciani che in questo dramma ha visto moltiplicare le proprie tragedie.
"Il mio programma prevede dei periodi di full immersion per i miei alunni. Sono arrivata nella primavera scorsa e ho accolto una trentina di ragazzi provenienti dalla John Carroll University ma in autunno mia madre Giannina Casilio Casciani , che mi accompagna per stare un certo periodo nel suo paese di nascita, ha avuto un ictus.  Abbiamo iniziato un periodo di riabilitazione ma la scossa del 6 aprile l'ha sorpresa sola in casa con la badante ed entrambi hanno avuto salva la vita per miracolo. Il terremoto ha distrutto completamente la nostra casa che fungeva anche da piccola scuola per gli studenti. Mi è rimasta solo l'automobile e perfino il pc, con tutti i dati immagazzinati, è inservibile. Ora dormo accanto a mia madre, in ospedale, su una brandina gentilmente offerta dal personale che già deve provvedere ad accudire decine di malati sfollati dall'ospedale dell'Aquila e non so come riportare mia madre nella sua casa negli Stati Uniti."

Santa Casciani è professore associato di lingua e letteratura italiana nella John Carroll University di Cleveland, Ohio. Stimata ricercatrice e autrice di testi su Dante e Michelangelo, Santa è il direttore del "Bishop Anthony M.Pilla Program in Italian American Studies" (con corsi a Roma e L'Aquila) dopo aver avuto esperienze professionali nella Pennsylvania State University e nell'Università del Missouri. Nata all'Aquila si è diplomata al Saint John Fisher College  di Rochester per poi proseguire gli studi presso la Ohio State University e l'Università del Wisconsin di Madison. Dal giorno del terremoto, impossibilitata a vivere in casa e impegnata a vegliare sulla madre, si è trasformata in volontaria nella corsia del piccolo ospedale di Tocco da Casauria.

"Mia madre possiede la doppia cittadinanza e ha vissuto a Rochester fino a quando non è morto mio padre 15 anni fa. Da allora vive con me a Cleveland. Quando ho chiesto aiuto per trasportarla in un centro vicino alla nostra casa nell'Ohio, mi hanno fatto capire che per il trasporto della paziente dovevo provvedere unicamente con le mie forze e ricorrendo ad aziende specializzate nell'allestimento di voli speciali. Mi hanno chiesto cifre che vanno dai 15mila ai 100mila dollari, per riportare una cittadina americana di origine italiana nella città nella quale vive da tanti anni e permettermi di poterla almeno accudire nel migliore dei modi."