SPECIALE/ARTE/La felicità in mostra

di Samira Leglib

C'è una mostra, fresca di inaugurazione, che in tempi bui, in tempi di crisi ci parla di felicità. “Ho sempre considerato l’arte il principale mezzo che gli esseri umani hanno per comunicare tra loro, sentendosi inseriti nella storia e in armonia con la natura. E in questa comunicazione risiede la felicità”. è con queste parole di Pierre Restany che la curatrice, Stefania Carrozzini, sceglie di presentare “Happiness”, in esposizione presso la Broadway Gallery dal 16 al 30 Aprile.

Sette artisti provenienti dall’Italia che hanno messo la loro arte al servizio, o meglio, alla ricerca della felicità. «Il mio metodo di lavoro è quello di pensare ad un concetto, un’idea, e poi coinvolgere gli artisti su questa idea», ci spiega Stefania. «Queste mostre –Stefania è titolare di I AM. International Art Media, da lei fondato nel 2008, con lo scopo di promuovere l’arte italiana ed europea nel mondo- nascono da un’esigenza filosofica e si legano spesso alla contemporaneità. “Happiness”, in questa definizione sembra controtendenza in un momento in cui tutti parlano di crisi. Ma a mio parere c’è anche un altro modo di vedere le cose senza necessariamente farsi pilotare dai Media».

Entrando ci accoglie “Helen”, il sorriso tenue dissolto in uno scoppiettio di fuochi d’artificio che Egidio Castelli sceglie per esprimere la sua idea di felicità. Nelle sue fotografie che utilizzano la tecnica del digitale, le figure appena riconoscibili emergono in superficie da un profondo che può appartenere all’inconscio, come ad una dimensione sognata o ad un futuro immaginato. Castelli attualmente vive e lavora vicino a Milano. “L’alfabeto della Felicità” di Marisa Pezzoli è invece un pentagramma in musica con versi in un collage di lingue differenti.

Aperto, sincero, immobilizzato in un frammento duro a corrodersi, è il sorriso di Eugenio Vignali nel suo “Paper World nr. 829”. Per Susy Zucchi, che ha lavorato nella moda per molti anni e utilizza ora materiali quali tessuti orientali, vecchi vestiti, minerali e pietre preziose, la felicità in “Hearth 3” è collegata alla femminilità, al dono del fare e del riuscire a creare. Ci racconta ancora Stefania. «Per l’artista il momento felice è quello della creazione. Per loro non esiste il tempo quando si trovano immersi nella dimensione creativa».

Davide Alborghetti, nato a Sellero (BS) nel 1961, è tra gli altri colui che predilige il tridimensionale dando forma, e sostanza di alabastro, al pensiero felice in “Ali di aria”. Le ali sono spesso protagoniste dei lavori di Alborghetti, l’elemento figurativo si trasforma in un’immagine astratta nella quale leggerezza ed eleganza diventano un omaggio alla bellezza femminile. Gianluigi Alberio, che insieme ad Alborghetti aveva già esposto grazie a Stefania Carrozzini, nel 2003 riconobbe il suo mezzo espressivo nella “Wildlife Art” e iniziò a studiare gli animali per rendere i suoi dipinti più reali. “Che bello!” raffigura un leone e una leonessa in un momento di tenerezza. Come a dire: anche gli animali conoscono il segreto della felicità!

Per ultimo ma decisamente non ultimo, “New York Change” di Luigi Christopher Veggetti Kanku. Christopher nasce nel 1979 in Congo da padre Congolese e madre Portoghese ma a soli tre anni si trasferisce a Milano. La sua opera consiste di quattro tele in sequenza che ritraggono, in una progressione di dettagli cangianti, una strada di passaggio di New York. La folla che si allontana, un uomo solo che si avvicina. Su tutte e quattro una scritta: change.

Per Veggetti la felicità non è un concetto solo individuale bensì collettivo. Se da una parte l’esplicito rimando al recente innovamento verificatosi all’interno della realtà politica Statunitense è riconducibile alla giovane età dell’artista e all’universalità con cui queste ultime elezioni hanno coinvolto i giovani di tutto il mondo, dall’altra è un efficace strumento che ci riporta a quei momenti, a una felicità che in molti abbiamo sperimentato, fatta di speranza, di volontà, di uguaglianza.

Concetti che una volta erano nostri, del Vecchio Continente come si suol dire, e osservando le tele ad olio di Veggetti che gradualmente si colorano ti viene da pensare: se ce l’hanno fatta loro, possiamo anche noi.
Stefania Carrozzini per questa esposizione è andata letteralmente “a caccia di artisti”: «Mi piace scegliere tra diversi linguaggi espressivi, non amo particolarmente le mostre di sola fotografia o pittura. In queste opere vi sono due modi di intendere la felicità. Uno è più immediato, esplicito. Nell’altro non si vedono direttamente le smiley faces, è più intimista e il significato è da ricercare come nella dimensione sospesa di Alborghetti».

“Happiness” dal 16 al 30 Aprile: Broadway Gallery, 473 Broadway, 10013, NY
www.broadwaygallerynyc.com tel. 212-274-8993