TEATRO/BROADWAY & DINTORNI/Se l’amore non è crimine...

di Mario Fratti

Molti ricordano il film “Guys and Dolls” con Marlon Brando. Questo musical di successo è tornato ora a Broadway in una ricca versione. Scritto da Jo Swerling & Abe Burrows (libretto) e Frank Loesser (musica e liriche) è basato sulle tante storie di Damon Runyon che sapeva descrivere meravigliosamente i personaggi più o meno criminali di New York (Nederlander Th., 208 West 41st Street). All’inizio vediamo proprio l’autore che batte a macchina storie velocissime. Pochi secondi che racchiudono l’intensa attività di questa vibrante città. Si passa poi ai personaggi che ci interessano. Quando si vuol combattere il crimine s’invoca la religione. In questo caso la Salvation Army guidata dalla pia sarah Brown (Kate Jennings Grant).

Incomincia con lei un’improbabile storia d’amore. Un gangster con fascino la corteggia, parlando d’amore in toni più o meno spirituali. Sky Masterson (Craig Bierko) riesce a convincerla che una visita nella bella Cuba fa bene allo spirito. Amore e seduzione, e quando Sarah scopre che Sky aveva fatto una scommessa con gli amici è ovviamente delusa e furiosa. Ma Sky si è veramente innamorato della sua dedizione e purezza e vuol fare qualcosa per redimersi. C’è crisi nella sede della Salvation Army perché pochi peccatori si presentano per pregare. Sta per arrivare una severa Generalessa che vuole risultati. La sala è ancora vuota e son tutti preoccupati. Ma Sky arriva improvvisamente con i suoi dubbi complici. Son tutti peccatori che non vogliono cambiare la loro vita. Scena comica quando, per aiutare Sky, si fingono pentiti.

La Generalessa (la brava Mary Testa) è soddisfatta e si complimenta con Sarah che finirà più tardi fra le braccia dell’uomo che ama ancora. Una seconda coppia di innamorati è bizzarra e diverte. Nathan (Oliver Platt) ha promesso il matrimonio alla bella Adelaide (Lauren Graham) da quattordici anni. Alla fine, sembra pronto al gran passo. Preparativi; gioia di Adelaide. Non si presenta. E la sposa tradita canta con mestizia ma passione “Lament”, ripetuto in entrambi gli atti. Ma finisce bene con due matrimoni e le due spose cantano con gioia “Marry the Man Today”. Altre memorabili canzoni sono “Follow the Fold”, “Havana”, “If I Were a Bell”, “My Time of Day” e “Luck Be a Lady”. Applausi per tutti. Anche per un poliziotto che non cattura mai i colpevoli (il simpatico Adam LeFevre).

Off Broadway due storie d’amore completamente differenti. “Inked Baby” di Christina Anderson vien presentata dal teatro Playwrights Horizons di Tim Sanford (420 West 42nd Street). Una riuscita scena iniziale, molto teatrale. Vediamo in una camera da letto una donna che si spoglia ed è pronta a darsi a un uomo seminudo. Chi sono? La poetica sorpresa è che Lena (Angela Lewis) si offre a Greeer (Damon Gupton) che è il marito di sua sorella Gloria (la nota, bella LaChanze). E’ forse un tradimento? No. Gloria sa ed ha accettato perché vuole un bambino. La coppia Gloria-Greer ha tentato per anni ed ha speso molto senza aver risultati. Questo è l’ultimo tentativo. Ha chiesto alla sorella Lena di darle un figlio. I due sono inizialmente riluttanti ma poi inizia una poetica danza che termina con l’amplesso. Questo avrebbe potuto essere un bel dramma con solo tre personaggi ed i tanti risvolti di questa delicata situazione. Vengono purtroppo aggiunti tanti nuovi elementi.

Lena ha un’amica che Gloria non ama. Non si spiega il perché. Ky (Nikkole Salter) afferma di avere un’inspiegabile malattia. La pelle si sfalda e perde una strana polvere. Anche Greer ha un monologo in cui afferma di avere la stessa malattia. Si teme per il futuro bambino perché si scopre che il terreno è contaminato. Molti sono malati. Visite mediche. Risultati dubbi. Nuova complicazione. Gloria incontra il giovane Odlum (Che Ayende). Si ubriaca e danza con lui. Diventano forse amanti. Nell’ultima scena vediamo che Gloria e Greer non dormono più assieme ed il bambino si lamenta e piange. E’ malato? Non viene spiegato.

L’altra storia con due coppie è “Jailbait” di un’altra giovane autrice: Deirdre O’Connor (teatro Cherry Pit, 155 Bank Street). Due giovanissime quindicenni si preparano ad un incontro sessuale fingendosi ventenni. Si sentono mature. Emmy (Wrenn Schmidt) ha già avuto un’esperienza a scuola. Vogliono andare ora a un club dove si beve e, forse, si scopre sesso con due uomini trentenni. Claire (Natalia Payne) è riluttante, ma si trucca ed è pronta per la grande avventura. Mark (Peter O’Connor) è scaltro e sa sedurre. Robert (Kelly AuCoin) ha appena litigato con la sua fidanzata ed è depresso. Siamo nella sua casa alle tre di mattina ed irrompe Mark, preoccupatissimo. E’ riuscito nella sua seduzione? Sono nei guai e potrebbero andare in galera per aver sedotto due minorenni. Buon dialogo che rivela quattro interessanti personaggi. Testo riuscito ed applaudito.
Contributo italiano? Convincente Barbara Adamoli con le sue canzoni al club “Don’t Tella Mama” (343 West 46th Street, tel. 212\757-0788).