SPECIALE/CINEMA/Donna-uomo per amore

di Francesca Guinand

Una leggenda, antica più di un secolo. Una donna che diventa uomo. Un amore profondo, passionale, tra due ragazze. Una storia di libertà e potere. Questi gli ingredienti principali di una vicenda, tutta siciliana, raccontata dal film Viola di mare di Donatella Maiorca ispirato al romanzo di Giacomo Pilati, Minchia di Re.

«La viola di mare è un pesce, in dialetto siciliano è chiamato aanche minchia di re, che a un certo punto della sua vita da femmina diventa maschio, mutando livrea e colore, proprio come succede alla protagonista del mio libro e del film della Maiorca» spiega lo scrittore.
Per scrivere questo romanzo l’autore si è basato su un fatto realmente accaduto: una ragazza che nella Sicilia di fine ‘800, a 25 anni, è diventata un uomo, nel senso che «si è vestita di abiti maschili e poi addirittura si è sposata in chiesa con la donna che ha sempre amato». Pilati racconta questa doppia esistenza, e come sia stato possibile per una donna cambiare identità e vestire per tutta la vita coppola e pantaloni.

La protagonista del film Angela, interpretata da Valeria Solarino, donna che ama un’altra donna, si troverà di fronte alla scelta obbligata di diventare uomo, perché in questo modo ritroverà un ruolo nella piccola comunità – ereditando dal padre le cave di tufo – e potrà amare liberamente Sara, l’unica persona che le abbia mai dimostrato affetto, interpretata nel film da Isabella Ragonese.
Tema di fondo, insieme all’amore e alla libertà, il potere, tutto nelle mani del padre-padrone di Angela, che al cinema avrà il volto e la forza di Ennio Fantastichini. Sarà proprio lui, il curatolo dell’isola, ad imporre alla piccola comunità una vera e propria rivoluzione. Il paese dovrà accettare la situazione, facendo finta di niente, perché è il padre di Angela che comanda, è lui che «dice cosa la gente deve pensare». La situazione che si crea è paradossale, la gente è obbligata a stare al gioco: «in Sicilia c’è un sentimento di quieto vivere che fa sì che le persone accettino quasi tutto e nella storia di Angela, l’omertà blinda l’isola» spiega Pilati.

Ma Viola di mare è sopratutto la storia di un grande amore tra due esseri, due persone, e ha poca importanza che siano due donne a baciarsi e a decidere di trascorrere tutta la vita insieme.
Per la produttrice, Maria Grazie Cucinotta «questo film è una storia d’amore dove a prevalere è la passione, è un inno alla libertà e a vivere i propri sentimenti senza pregiudizi, perché la cosa più importante è vivere infischiandosene di quello che dice la gente, anche perché chi vive nella falsità vive male».
Il libro è stato pubblicato nel 2004, mentre le riprese del film si sono chiuse da pochi mesi, il 6 dicembre 2008. «Per me è stato un sogno che è diventato realtà – racconta Pilati – anche perché tra me e la regista si è sviluppato un feeling perfetto: lei è riuscita a rendere alcune scene del film esattamente come le avevo immaginate io mentre scrivevo il libro».

Il progetto cinematografico ha avuto un angelo custode, Pina Mandolfo, che dopo aver letto Minchia di Re ha scritto una sceneggiatura e l’ha portata alla regista siciliana, Donatella Maiorca: «con la Mandolfo abbiamo pensato subito alla Cucinotta per la produzione» spiega la regista.
«Fin dall’inizio mi sono appassionata a questo film, perchè credo che quello di Pilati sia un libro straordinario» risponde Maria Grazia Cucionotta, che oltre ad essere una delle tre produttrici – insieme a Giovanna Emidi e Silvia Natili – interpreta una piccola parte, quella di Agnese, la zia di Angela/Angelo.
La Cucinotta, che con la sua Italian Dreams Factory ha partecipato alla produzione di Viola di mare, è entusista di questo lavoro: «Non penso di essere mai stata così soddisfatta di un film: si è creata una magia unica, la storia è molto bella e con la troupe, al 90% composta da donne, abbiamo lavorato benissimo perch è questa è una storia al femminile e sul set si è creata una complicità particolare».
In Italia la pellicola sarà distribuita da Medusa e andrà in sala in autunno, ma la Cucinotta crede che sarà possibile trovare una distribuzione anche negli Stati Uniti:«Credo che questo film potrebbe sbarcare anche negli Usa, perché quella di Angela e Sara è una storia d’amore e l’amore è un sentimento universale».

 

L’INNAMORATA ANGELA Intervista con Valeria Solarino/Libertà dai condizionamenti

 
Hai avuto una carriera molto veloce, il tuo primo film è del 2003 La felicità non costa niente. Poi Fame chimica (2003), La febbre (2005), la Signorina Effe del 2007. Qualcosa è cambiato nella tua vita? 
«No, devo dire di no. Ho fatto diversi film, ma ho avuto la fortuna di poter scegliere progetti che considero importanti per la mia crescita professionale. Quando mi è stato proposto Viola di Mare  ho accettato subito, perché mi ha ricordato Boys don’t cry (con Hilary Swank, ndr) uno dei miei film preferiti. Mentre l’ho visto  ho pensato che avrei voluto interpretare una parte così».

Ma le differenze con Boys don’t cry sono molte.
«Sì, il mio personaggio, Angela, è costretta a diventare uomo, anche se si sente donna. Quando il padre e la madre le propongono la trasformazione da Angela a Angelo come prima cosa lei dice di no. Ma poi per sopravvivere, ma sopratutto per poter amare e stare accanto alla donna che ama, Sara, accetterà».

Cosa hai imparato da questa storia?
«Sono contenta di aver fatto questo film perché parla di libertà, che in questo caso è anche libertà sessuale. Ho l’impressione che noi crediamo di vivere in un mondo libero, ma in realtà subiamo molti condizionamenti, come quello dell’apparenza».
Nel film pur di non cambiare la società, sono le persone che cambiano per adeguarsi.
«Sì, la forma salva tutto, è come se fosse un involucro che rassicura le persone. Il piccolo paesino accetta il cambiamento di identità, perché è il padre di Angela a volerlo, a dire a tutti gli altri cosa devono fare e cosa devono pensare».
Come ti sei trovata con la tua partner nel film, Isabella Ragonese?
«Benissimo, siamo divenatate amiche. Girare con una donna scene delicate e intime è stato molto più semplice che farlo con un uomo, perché due donne si conoscono e si capiscono».
Cosa hai apprezzato di più di Angela, il tuo personaggio?
«L’aspetto più bello del suo carattere è la sua strema forza rivoluzionaria, il suo andare fino in fondo nell’amare una persona».
Cinema americano e cinema italiano: quali sono i film che hai visto ultimamente e che hai apprezzato?

«Per me Gran Torino di Clint Eastwood è un capolavoro, parla di sentimenti elementari con una forza emotiva pazzesca, anche Rachel sta per sposarsi mi è piaciuto molto, con i suoi tempi lenti e ossessivi. Per il cinema italiano ho visto Giulia non esce la sera, con la Golino, che ho trovato molto brava».

 

 L’AMATA SARA Intervista con Isabella Ragonese/ischiare contro i preconcetti

lI primo film che hai fatto, Nuovomondo, è del 2006 e il film che ti ha reso famosa, Tutta la vita davanti è del 2008. Come si convive con una popolarità improvvisa?
«Sì, la mia vita è cambiata, ma non sono cambiate le mie abitudini, perchè continuo a fare teatro, e sono più serena perché lavoro di più».
Cosa ti ha convinto ad interpretare il ruolo di Sara nel film di Donatella Maiorca?
«Questo film mi ha affascinato perché è ispirato ad una storia vera e perché è una lezione di libertà, è una storia che scardina i preconcetti, e sopratutto è una storia d’amore. Ho accettato anche perché questo è un film rischioso, e io credo che il cinema non abbia senso se non c’è rischio. Secondo me al cinema devi sentire la sfida e per me la sfida è stata fare un personaggio molto lontano da me».
Cosa hai imparato dalla storia raccontata nel film?
«Credo che ogni film che fai un po’ ti cambia, Viola di mare mi ha resa più aperta, più femminile, più materna, ha smussato molti aspetti del mio carattere, ora mi lascio andare di più».
Il tuo personaggio è una donna che vive l’amore in maniera molto libera.
«Angela, interpretata dalla Solarino, è un personaggio che nasce una volta in un secolo. Il mio, quello di Sara, è un personaggio molto istintivo. All’epoca non ci si sposava per amore, invece Sara si innamora proprio del sentimento folle che Angela prova per lei, e a poco a poco anche Sara diventa un’eroina. Lei è una che si butta, agisce e basta, senza farsi domande».
Come ti sei trovata con la tua partner nel film, Valeria Solaino?
«Siamo due persone molto diverse, come il giorno e la notte, sia di aspetto fisico che di carattere. Valeria è più riservata, io più espansiva, e forse proprio per questo ci siamo completate, ed è stato molto bello lavorare con lei. Soprattutto insieme abbiamo cercato di eliminare quella morbosità che può venire fuori davanti ad una telecamera quando si tratta di un rapporto tra due donne».
Quali sono i film americani e italiani che hai visto ultimamente e che hai apprezzato?
«The Wrestler con Mickey Rourke, poi Kate Winslet in Revolutionary Road. Mi è piaciuto tanto Valzer con Bashir. Per i film italiani: Garrone, regista che adoro, poi Fortapasc, di Marco Risi».