MOSTRE FOTOGRAFIA/Cristiano Bendinelli e gli atleti del NY Knights

di Silvia Forni

Non tutti i giorni capita di ritrovarsi alle sei del pomeriggio, lontano dal chaos di  New York, in un stanza buia, con una maschera sul viso, circondati dal nulla eccetto da suoni che invitano a scordarsi completamente del mondo esterno per iniziare a percepire la realtà solo con uno dei nostri cinque sensi: l’udito. Cristiano Bendinelli, fotografo toscano, ha          esplorato il mondo dei non vedenti concentrandosi su una categoria che non tutti hanno avuto la possibilità di conoscere: I NY Knights, ventidue giovani atleti e non vedenti fin dalla nascita, parte di un organizzazione, la NYABA, ovvero Ny association for blind athletes, diretta  da Daniel Parisi, fin dal 1985. Questa organizzazione da l’opportunità ai non vedenti di partecipare a qualsiasi attività fisica e sport. Fin dal 1976 la USABA, United States Association of Blind Athletes ha raggiunto più di 100.000 atleti ed è stata a servizio del team olimpico vincendo medaglie e onori vari.

La mostra, all’Istituto Italiano di Cultura di New York, è stata presentata dal direttore Renato Miracco che ha sottolineato l’importanza nel sostenere questa associazione. Presente all’evento anche il capitano dei NY Knights, Lamar Brown, il quale ha rivelato al pubblico come sia difficile vivere ogni giorno senza poter vedere luci e colori, ma contento ugualmente di poter far parte di un gruppo di persone che non si scoraggia e lotta continuamente. Cristiano Bendinelli spiega: «Guardando le mie fotografie ho avuto una forte sensazione fin dall’inizio. Ero cosciente dell’assenza del suono, che ovviamente la fotografia, essendo un’arte visuale, non è capace di cattu- rare, ma proprio perchè il tema principale della mia ricerca era l’assenza della visione, sono rimasto colpito da come questi giovani sono riusciti in modo perfetto a rappresentare, attraverso i miei piccoli scatti, le loro vite. Qualcosa di più grande viene rivelato ai nostri occhi, la forza di questi  giovani ragazzi. L’invisibile trova una visibilità».

Il menu dell’evento creato tutto in bianco e nero dal famoso chef Jacopo Falai, ha incuriosito le persone presenti che sembravano molto affascinate dall’idea, forse senza rendersi conto del messaggio. A metà serata il fotografo si dirige verso una stanza, prende una palla di  colore blu che si trova per terra e inizia a scuoterla. Quello è l’oggetto usato dagli atleti NY Knights, basta muoverlo e produce un suono di campanelli e serve a far capire all’atleta quando la palla è vicina.

«Il gioco è molto semplice», spiega Bendinelli, «ci sono due gruppi di tre persone che si sfidano, tipo basket, e tutte le volte che la palla viene lanciata, produce un suono. Ciò che trovo difficile è  il fatto che in una città come New York, piena di luci e colori, ci siano persone che non potranno mai conoscerne la bellezza, ma hanno la forza di reagire   usando altri sensi, come l’udito o il tatto. Ho cercato di andare oltre il normale ritratto e di rendermi conto quanto sono fortunato a poter usare la mia macchina fotografica e fermare il tempo solo con uno scatto. Ho scelto il bianco e nero per le mie fotografie perchè lo trovo più classico, credo si possa adattare meglio a questo tipo di ricerca. La macchina fotografica che ho usato è una canon e gli scatti sono stati fatti anche velocemente, senza pensare troppo, cercando di catturare la vera essenza del momento.È stato come forzare i miei limiti e andare al di là del visibile, perchè in fondo, delle volte, la realtà non è solamente quella che una persona riesce a vedere».
Cristiano rimarrà sempre una figura importante per questi atleti e continuerà la sua ricerca fotografica con il gruppo. La mostra resterà aperta all’Istituto Italiano di Cultura fino al 17 aprile, dal lunedì al venerdì.
Per informazioni: www.iicnewyork.esteri.it.