ANSIA E SPERANZA DI UN ABRUZZESE IN AMERICA/Quelle scosse sentite a NY

di Dom Serafini

uel lunedí ero in piedi particolarmente presto per via del fuso orario dell’Europa che avevo lasciato il giorno precedente. La posta elettronica era stranamente intasata di enigmatiche e-mail di botta e risposta con i sostenitori di Giampaolo Giuliani, che poi scopro essere il tecnico che aveva previsto tutto ed é stato ignorato, probabilmente perché “non ha nemmeno una laurea”.
Casualmente mi collego al sito di Affaritaliani.it e da lí dalle 4:30 di mattina ora di New York comincia l’escalation di tensione, timore, preoccupazione e sgomento.

Il primo bilancio da 50 morti ed intere cittá e paesi distrutti. La prima cosa che faccio é chiamare mio fratello che, dalla Florida, é in visita alla nostra casa nativa a Giulianova sulla costa teramana. Non mi risponde, allora chiamo mia moglie in visita dalla madre nell’entroterra veneziano e mi assicura che a Giulianova tutto é tranquillo e che, addirittura, mio fratello é stato allertato del terremoto da una vicina in tarda mattinata.
Quando finalmente riesco a parlarci, conferma che sí durante la notte il letto si muoveva, ma assonnato non riusciva a capirne il motivo, “dopotutto” si consola, “é durato pochi secondi”.
Nel frattempo i siti Internet aggiornano il numero delle vittime che continua a salire. Per avere informazioni piú dirette chiamo il nostro collaboratore da Pescara, Generoso D’Agnese. Trovo solo la moglie che mi racconta di come i quadri di casa siano caduti, ma niente danni. Richiamo mio fratello, non convinto che a Giulianova le scosse siano veramente cosí leggere, per chiedergli di far ispezionare sia le tubature del gas che dell’acqua.

Per telefono sento tanta confusione. Riesco peró a sentire che l’abruzzese Bruno Vespa si é messo in collegamento diretto con le zone disastrate. La confusione é dovuta al fatto che a far visita a mio fratello é un gruppo di cugini, tra cui uno arrivato dall’Inghilterra.
Tutti a Giulianova mi sembrano piuttosto calmi. Nel mio caso, forse é la distanza e l’impossibilitá di non poter fare nulla che crea ansia. Il cognato di Generoso, un vigile del fuoco, é subito partito per le zone terremotate. Tutti si danno da fare, eccetto noi in America.
Chiamo allora al cellulare l’imprenditore Mario Daniele, originario de L’Aquila.

 Lo trovo in Florida pronto per tornare a Rochester, N.Y., dove tra l’altro é vice console onorario. Avevo timore a chiamare i miei amici e conoscenti aquilani perché sicuramente presi dagli eventi.
 Tra un’interruzione e l’altra Mario mi comunica che il suo paese appena fuori L’Aquila é completamente distrutto e che questo fine settimana si recherá nella zona anche per cercare di portare in America alcuni degli sfollati.

Assieme prepariamo un comunicato stampa per annunciare l’iniziativa di un fondo assistenza finanziaria che, successivamente, Generoso diramerá ai giornali ed agenzie internazionali.
Tra una telefonata e l’altra le e-mail continuano a susseguirsi ad un ritmo incalzante. Luciana dalla Costa Rica mi chiede se tutto é a posto nella mia zona. Poi dal Brasile, Argentina, Inghilterra… É difficile selezionare a chi rispondere prima. Tra l’altro ci sono le e-mail delle associazioni abruzzesi che sembrano un tam-tam. A Los Angeles chiedo a Giulio Inglese, membro regionale del comitato abruzzesi all’estero, se puó coordinare l’iniziativa di Daniele in modo che il pubblico non venga confuso da richieste di fondi assistenziali provenienti da altre associazioni. Di giá avevo ricevuto informazioni di iniziative da parte di oltre 5 associazioni, incluse Niaf e Unico.

Sul televisore comincio a seguire i servizi delle reti TV straniere, in particolare della Bbc inglese e di quella francese di News24. La Bbc non dipinge un quadro rassicurante. Su di un diagramma mostra come la catena appenninica sia tagliata da una falda che si incrocia proprio al livello de L’Aquila con un’altra che, secondo gli esperti, starebbe separando l’Italia in due. Per fortuna, ci assicurano, si tratta di tempi “geologici” e non umani.
Mi fermo a pensare: che strano, fino allo scorso sabato per spiegare dove si trova l’Abruzzo bisognava dire “dall’altra parte di Roma”, ed ora i media elencano i tanti personaggi abruzzesi famosi nel mondo come Madonna... A guardare dagli schermi televisivi l’Abruzzo cosí colpito fa veramente tristezza, ma poi i colori  prendono il sopravvento - quel verde primaverile che contrasta le cime imbiancate delle montagne — fanno sperare nella rinascita di una regione bella, forte e…gentile.