SPECIALE/TURISMO/La multi Puglia da riscoprire

Gina Di Meo

A ilttle bit of Bari in my life, A little bit of Lecce by my side, A little bit of Taranto is all I need, A little bit of Manduria is what I see, A little bit of Ostuni in the sun, A little bit of Brindisi all night long, A little bit of Foggia here I am, A little bit of you makes me discover Puglia!

Come un uomo in mezzo a tante belle donne, difficile scegliere e ci affidiamo alle parole di una celebre canzone di Lou Bega, Mambo n 5, solo per iniziare a descrive le caratteristiche di una regione che non si può essere identificata con una sola città.

A differenza di alcune altre, dove la città capoluogo dà la connotazione all’intero territorio, in Puglia ogni città, ogni paese ha caratteristiche proprie. Tanti sapori, odori, suoni, geografie che vanno "assaporati", "ascoltati", "visti" poco alla volta e una volta metabolizzati diventano una calamita per una volta successiva. In Puglia ci si va e poi ci si ritorna perché una sola volta lascia l’amaro in bocca. Si può scegliere l’aspetto artistico/culturale, quello paesaggistico, quello enogastronomico, da qualsiasi angolazione la si veda, le opportunità sono tante.

Per il suo mix di natura incontaminata, raffinatezze enogastronomiche, arte, cultura e mare da favola, la Puglia è diventata una delle regioni italiane più cosmopolite e apprezzate. E piace agli stranieri come la Toscana. Arrivarci è ormai facile grazie ai voli diretti dalle maggiori capitali d’Europa. Oltre a Bari, di recente con Brindisi è stato inaugurato il nuovo scalo del Salento.

Economicamente è la regione più dinamica del Mezzogiorno. Secondo gli ultimi dati del mese di ottobre 2008 il Pil (prodotto interno lordo, ndr) regionale è cresciuto dell’1,8% contro la media nazionale che è ferma all’1,5%.

La Puglia è bagnata dal mar Adriatico e dal Mar Ionio, ha uno sviluppo costiero pari a 784 km, ai quali si devono aggiungere i circa 50 km delle isole Tremiti, per un totale di 834 km, è quindi la terza regione italiana per sviluppo costiero dopo Sicilia e Sardegna.

Ma partiamo dalla città capoluogo, Bari. Il primo impatto forse è "choccante", ma in senso tutt’altro che negativo. Si respira un’aria particolare, è un posto ben diverso da come si immagina una città del Sud d’Italia. È in occidente, ma guarda a oriente. È Sud, ma sembra una metropoli del Nord. Ha un centro storico medievale eppure è sempre più contemporanea. Due anni fa, durante l’incontro Italia-Russia, l’allora presidente Vladimir Putin disse: "Dopo Gerusalemme, la città più importante per noi è Bari".

Non è stato facile vanificare l’immagine del Meridione arretrato e malavitoso - dicono gli amministratori - ma il rinnovamento c’è stato ed è tangibile. Bari è una città che si è data una nuova identità, che ha trasformato il mercato del pesce e delle verdure, la zona del macello e del centro annonario in una cittadella cultura. Libri al posto delle celle frigorifere, archivi e mostre invece delle bancarelle. Di giorno il centro storico, Barivecchia, ritorna alla sua primitiva identità di cittadella tra due porti, con viuzze medievali scomposte, massaie alla porta, profumo di orecchiette alle cime di rapa. Di notte è un reticolo di locali moderni ed eleganti.

Poi è nota anche per essere la città nella quale riposano le reliquie di San Nicola, il che ha reso Bari e la sua Basilica uno dei maggior centri prediletti dall’ortodossia in Italia. La Basilica di San Nicola, nel cuore della città vecchia, è uno dei più fulgidi esempi di architettura del romanico pugliese, Il Santo, inoltre, è famoso anche al di fuori del mondo cristiano perché la sua figura ha dato origine al mito di Santa Claus (o Klaus), conosciuto in Italia come Babbo Natale.

Non lontano da Bari, c’è un altro gioiello del romanico pugliese, la cattedrale di Trani, che si affaccia sul mare e definita la chiesa più bella del mondo. E non a caso. Lo scenario è da mozzafiato perché sembra cadere a picco sul mare e "guardata a vista" dal castello eretto da Federico II di Svevia.

Andando verso Sud invece, ma dalla strada volgendo lo sguardo in alto, si scorge una macchia di luce e calce, è Ostuni, denominata la Città Bianca o Città Presepe per la caratteristica imbiancatura a calce delle case fino ai tetti. Un uso, di cui si hanno tracce sin dal Medioevo, che deriva, oltre che dalla facile reperibilità della calce come materia prima, anche dalla necessità di assicurare alle viuzze e agli ambienti ristretti di impianto medievale una maggiore luminosità, data dalla luce sia diretta che riflessa.

Ancora più a sud ci si imbatte nella città simbolo dell’arte barocca, Lecce. La città di monumenti, chiese e palazzi sono decorati da fregi, capitelli, pinnacoli e rosoni di rilevante importanza artistica. Il suo Duomo è tra i più belli d’Italia mentre il monumento simbolo del barocco leccese è la Chiesa di Santa Croce.

E potremmo fare un lungo elenco di altri posti che vale la pena visitare, come ad esempio Alberobello, famoso per le sue caratteristiche abitazioni, chiamate trulli, dichiarati patrimonio dell’umanità dell’Unesco nel 1996. I trulli (dal greco tardo ôñïýëïò, cupola) sono antiche costruzioni in pietra a secco, coniche, di origini protostoriche.

La storia di questi edifici molto particolari è legata ad un editto del Regno di Napoli che nel XV secolo sottoponeva ad un tributo ogni nuovo insediamento urbano. I conti di Conversano, proprietari del territorio su cui sorge oggi Alberobello, imposero allora ai contadini inviati in queste terre di edificare a secco, senza utilizzare malta, le loro abitazioni, in modo che esse potessero configurarsi come costruzioni precarie, di facile demolizione.

Ma la Puglia, oltre ad essere la terra tra i due mari, è bagnata anche da un terzo mare, il mare rosso dei suoi vini, del Primitivo di Manduria in particolare, un nettare degli Dei di antiche origini intensamente profumato e corposo e tipico delle zone costiere ionico-salentine.

Un sorso di mistero. Laggiù nel sud c’è un vino senza età, dolce e amaro, secco e profumato: contraddittorio come una passione. Lo chiamano Primitivo, ma è raffinato quanto un gentiluomo di altri tempi. Fa innamorare, chi lo prova non lo lascia più. Ha un corpo vellutato, fragrante di ciliegia, di liquirizia, dei mille frutti usati per impastare le carni belle delle nostre donne. E’ così denso da lasciare una traccia vermiglia sull’orlo del bicchiere, quasi fosse l’impronta di un bacio. (Pietro Gargano, giornalista).

La storia del Primitivo si perde nella notte dei tempi. Giunto in Puglia con ogni probabilità dall’altra sponda dell’adriatico per mano degli Illiri, popolo della regione balcanica dedito alla coltivazione della vite.

La zona della provincia di Taranto dove si produce il Primitivo è una costellazione di aziende vitivinicole. Le loro porte sono sempre aperte e l’accoglienza è strepitosa. Non negano a nessuno un bicchere il cui sapore verrà esaltato dall’abbinamento con qualche piatto locale.

Parte integrante di un discorso legato a percorsi enogastromici e per chi preferisce una vacanza che non sia esclusivamente mare, sono le Masserie, imponenti costruzioni fortificate sorte nella Puglia centrale e che, per secoli, hanno preservato e protetto i popoli che qui vivevano, e che oggi preservano le radici di una cultura millenaria. Oggi, grazie alla lungimiranza di un gruppo di persone, queste strutture sono state recuperate e adibite ad agriturismi o bed & breakfast. Esiste addirittura un consorzio che ne racchiude ben cento, Le Cento Masserie di Crispiano (www.centomasserie.it).

Il Consorzio offre come importante novità nel panorama turistico regionale, la possibilità di conoscere il territorio attraverso i percorsi personalizzati e tematici, tra cui i percorsi gastronomici, archeologici, religiosi e del benessere oltre al caratteristico percorso dei briganti, unico nel suo genere, che permetterà la conoscenza dei veri luoghi che furono da cornice alle leggendarie gesta di famosi briganti, tra cui don Ciro Annicchiarico (il famoso prete brigante che ha ispirato decine di scrittori viaggiatori di inizio ottocento) e Pizzichicchio (Soldato del disciolto esercito borbonico che si rese protagonista con le sue scorrerie nel territorio montano compreso tra Crispiano, Massafra, Mottola e Martina Franca). Le masserie sono la nuova frontiera del turismo ed anche polo attrattivo di molti imprenditori esteri che considerano la Puglia una nuova Toscana.

 

Per info: http://www.italiantourism.com/

http://www.viaggiareinpuglia.it/

http://www.alitalia.com/