SPECIALE/EVENTI/Maraini premiata nel Far West

Monica London

Mercoledi scorso, all’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles diretto da Francesca Valente, la scrittrice Dacia Maraini è stata premiata con un riconoscimento per la sua brillante carriera. La scrittrice, i cui libri sono stati tradotti in più di venti lingue, ha presentato il suo ultimo libro "Il Treno dell’Ultima Notte" (Rizzoli, 2006), seguito dalla lettura dell’attrice Francesca Fanti sul suo famoso testo teatrale "Lettere d’Amore su Gabriele D’Annunzio" e dalla proiezione del film Marianna Ucrìa, tratto dall’omonimo romanzo, già vincitore del premio letterario Campiello nel 1990.

La trama del suo ultimo romanzo è ambientata nel 1956 e racconta la storia di Amara, una giovane aspirante giornalista, nata in piena era fascista, alla ricerca di Emanuele, un bambino conosciuto durante l’infanzia e visto l’ultima volta nel ghetto di Lodz. Amara lo cercherà in tutte le città d’Europa, fino in Ungheria, dove è appena scoppiata la rivolta di Budapest. "E’ un viaggio nelle due tragedie del 900: da una parte il nazismo e dall’altra lo stalinismo, due totalitarismi terribili", sostiene la scrittrice.

Quello dell’olocausto è un tema dominante nel romanzo che si ripercorre attraverso la memoria della protagonista dieci anni dopo la guerra: "È una memoria che si cerca di cancellare ma che Amara vuole riconoscere e tenere sempre viva. E’ la nostra coscienza, ci mette in rapporto con il passato e il passato a sua volta ci mette in relazione con il presente ed il futuro".

In America, la scrittrice ci viene spesso: "Vengo invitata nelle università, sono stata in tantissimi prestigiosi atenei, a Standford, Barkley, Chapman, solo per fare alcuni nomi - ci dice. La letteratura italiana in America è conosciuta molto bene, magari non è una conoscenza popolare ma negli ambienti universitari è molto apprezzata".

La prolifica scrittrice italiana, ben conosciuta negli ambienti accademici americani, sarà impegnata in una serie di incontri e seminari presso l’Università Chapman di Orange County, l’università di Pepperdine e come ultima tappa l’istituto Italiano di cultura di San Francisco. Quale sarà il tema di questi incontri? "All’Università Chapman, per esempio, hanno organizzato una serie di dibattiti con alcuni scrittori italiani e gli studenti di lettere che hanno letto il mio libro ‘Marianna Ucria’ in inglese, mi hanno fatto diverse domande dimostrando grade curiosità per la storia italiana".

Parlando di giovani lettori, pensa che il nuovo media, internet, ha cambiato il suo modo di porsi come scrittrice?

"No, i contenuti non cambiano, sono solo diverse le tecniche di rapportarsi con il lettore".

Quindi lo scrittore di oggi deve adattarsi al nuovo lettore web?

"Certo, è una realtà molto importante, io ho un forum - fatto dalla Rizzoli - dove rispondo alla gente che mi scrive e mi scrivono in centinaia, non potrei mai ignorarlo".

Durante la serata all’Istituto italiano di Los Angeles Maraini ha discusso con il pubblico il tema della progressiva distruzione della lingua italiana: "E’ colpa della televisione - ha detto la scrittrice - anche se in Italia abbiamo ottimi programmi. I libri sono sempre meno presenti nella vita di tutti e il teatro è l’ultima forma di arte in cui il linguaggio scritto e quello del corpo diventano tutt’uno".

La scrittrice, che ormai in America è di casa, tornerà a giugno nel ruolo di visiting professor presso l’università del Vermont dove trascorrerà trenta giorni. Dell’America di Obama e della crisi economica ha rivelato al pubblico: "È presto per giudicare il suo operato, certo non si è insediato in un momento facile. La crisi economica si sta trasformando in crisi sociale e a rimetterci sono soprattutto le donne".

Il premio dell’IIC Lifetime Achievement Award conferito alla scrittrice dall’Istituto ha concluso la serata con le parole della direttrice Francesca Valente: "Quest’anno si celebra il venticinquesimo anniversario della fondazione dell’istituto italiano di cultura di Los Angeles e vorrei approfittare di quest’occasione speciale per conferire a Dacia Maraini il premio alla carriera per la sua starordinaria produzione letteraria, per la sua analisi impegnata e coraggiosa della società di oggi e per le innovative scelte stilistiche e tematiche delle sue opere".