SPECIALE/MEDICINA&POLITICA/No al medico spia anti-immigrati

Francesca Guinand

Medici in rivolta contro l’emendamento - dei medici-spia - al ddL 733, il cosidetto pacchetto-sicurezza. Già passato al Senato, ora dovrà essere approvato anche dalla Camera. Praticamente tutte le sigle sindacali, gli Ordini provinciali dei medici, compresa la Federazione degli Ordini, le associazioni no-profit hanno fatto muro comune contro questo emendamento che abroga il comma 5 dell’articolo 35 del decreto 25-7-1998 secondo cui "l’accesso alle strutture sanitarie da parte di uno straniero non in regola con le norme sul soggiorno non può comportare alcun tipo di segnalazione all’autorità".

"Ma non è solo questo" spiega Natalia Ceccarello, medico e direttore sanitario dell’associazione bolognese Sokos, che ha curato oltre 14mila immigrati senza permesso di soggiorno. "I politici dicono che noi medici non saremo obbligati a denunciare gli immigrati clandestini che curiamo, che questo emendamento elimina solo il divieto di segnalazione, che sarà il medico a scegliere, ma non sarà così, in realtà saremo obbligati a denunciarli perché all’interno di questo disegno di legge è previsto anche il reato di clandestinità, perseguibile d’ufficio, quindi se un medico lavora in un ospedale pubblico, è un pubblico ufficiale, e se gli capita di curare un clandestino e omette di denunciarlo sarà perseguibile penalmente".

Cosa succederà se questo disegno di legge diventerà legge? Ceccarello è sicura che "si creerà una sanità alternativa di medici italiani che si approfiterrano della situazione e cureranno a pagamento gli stranieri".

Anche a Medici Senza Frontiere sono preoccupati per l’abrogazione del divieto di segnalazione. "Se si cancellerà questa norma" spiega Gianluigi Lopes di MSF "il rischio è che una parte della popolazione verrà emarginata dalle cure, gli immigrati irregolari non si rivolgeranno più al sistema sanitario nazionale, ma ripiegheranno su curatori o su una sorta di sanità clandestina, al di fuori del controllo del sistema sanitario" ipotesi simile a quella di Ceccarello di Sokos.

Un altro rischio è poi quello della diffusione di patologie. "Non è vero che gli immigrati portano malattie in Italia, ad esempio a Lampedusa (isola siciliana dove sbarcano molti immigrati ogni anno, ndr) sulla base della nostra esperienza i migranti arrivano sani nel nostro Paese, sono le condizioni di vita e di lavoro a procurargli malattie, sopratutto muscolari e gastriti. Se il sistema sanitario esclude queste persone, si deve anche capire che le malattie non si fermano per decreto legge. E poi c’è anche da pensare che se una patologia non si cura subito, e l’immigrato si presenta al pronto soccorso solo a uno stato avanzato, al sistema sanitario nazionale costerà di più curarlo".

Medici Senza Frontiere continuerà per la sua strada: "noi continueremo a curare i nostri pazienti e nei nostri centri per ora non c’è stato un rallentamento del flusso: abbiamo appeso dei cartelli con su scritto: qui non vi denunciamo".

Anche la Federazione degli Ordini dei Medici, e il suo presidente Amedeo Bianco, ha preso una posizione forte e netta contro l’emendamento sui medici-spia. La Federazione ha pensato di sanzionare quei medici che denunceranno gli immigrati. "Sì, i comportamenti di segnalazione saranno valutati come dei ragionevoli motivi per comminare sanzioni" spiega il presidente.

Per Bianco "sono due i motivi che fin da subito ci hanno fatto dire che questo era un provvedimento sbagliato". Il primo: "Se l’obiettivo è la sicurezza dei cittadini questa misura è sbagliata dal punto di vista tecnico: uno dei principi della tutela della salute pubblica è il controllo di tutte le malattie, il monitoraggio delle patologie. Le malattie non possono essere mandate in clandestinità, se accadesse, si potrebbero verificare cose sgradevoli, come il contagio o la diffusione di alcune patologie, che oggi sono tenute sotto controllo grazie al nostro sistema sanitario, che è inclusivo. Il secondo motivo è che la nostra professione ha bisogno di fiducia e di un clima di confidenza, inserire un elemento esterno così forte altera il profilo del medico".

Ma c’è di più: "Prenderli per malattia non ci sembra civile, allora potremmo prenderli anche per fame, aspettandoli fuori dalle mense".

Nel documento approvato dalla Federazione si legge: "La denuncia (del clandestino, ndr) si pone in netto contrasto con i principi della deontologia medica, espressi in particolare dal giuramento professionale e dall’articolo 3 del Codice deontologico, che impongono ai medici di curare ogni individuo senza discriminazioni legate all’etnia, alla religione, al genere e all’ideologia; di mantenere il segreto professionale e di seguire le leggi quando non siano in contrasto con gli scopi della professione". Come spiega il Presidente: "Noi con questa frase del documento diciamo forte che il compito del medico è curare e basta". Anche la Federazione degli Ordini dei Medici è pronta a farsi sentire se l’emendamento passerà anche alla Camera: "Ci attrezzeremo per costrastarne gli effetti negati, ad esempio faremo campagne per l’obiezione di coscienza, e comuque ho motivo di credere che qualcosa cambierà, basti pensare che Berlusconi si è detto d’accordo con la lettera dei 101 parlamentari capeggiati da Alessandra Mussolini, che hanno chiesto di eliminare dal testo di legge la possibilità della denuncia da parte dei medici".