PERSONAGGI/MEDICINA/Rubino, “Top under 40”

Mila Zara

Nell’America di "ER, Medici in prima linea" e "Scrubs" tanto di cappello a medici e ricercatori italiani che trovano non solo occupazione, ma anche lustro e onoreficenze all’estero. Francesco Rubino, Direttore del Centro di Chirurgia per il diabete al Weill Cornell Medical College (www.weillcornell.org/frrubino/index.html) è stato appena riconosciuto dalla nota rivista americana, Crains New York, come una delle 40 stelle emergenti sotto la quarantina. Nato a Cosenza, giovane e intelligente, Rubino si è distinto, tra gli altri professionisti del mondo della medicina, finanza, non-profit, istruzione e arte, per le sue scoperte in merito al "Diabete Tipo 2".

Il 2007 era cominciato per il "Rubino italiano" con il Summit sul Diabete da lui organizzato a Roma; un incontro multidisciplinare dove esperti del settore endocrinologo e gastrointerinale erano pervenuti al riconoscimento dell’intervento metabolico come una valida alternativa ai casi di diabete. Ma l’incontro con "Oggi 7" è avvenuto lo scorso giugno, in occasione dell’apertura del "Ciclo di Colloqui Newyorkesi di Cultura Scientifica Italiana", organizzati dal Consolato Generale d’Italia a New York. Tre mesi più tardi, l’intervista a Rubino in qualità di organizzatore e direttore del "Primo Congresso Mondiale sul Diabete Tipo 2".

La Conferenza ha rappresentato il coronamento di tanti sforzi con cui Rubino è riuscito a raccogliere più di mille persone. Si è trattato di un congresso storico, non solo perchè è stato il primo sull’argomento ma anche perchè ha consentito di discutere, oltre alle implicazioni cliniche della chirurgia del diabete, anche i costi e benefici per le economie sanitarie di tutto il mondo. Esperti della comunità scientifica ed esponenti della politica sono stati invitati, in quell’occasione, ad analizzare il ruolo che la chirurgia gastrointestinale e le nuove terapie di intervento possono avere non solo nella cura ma anche nella comprensione delle cause del diabete tipo 2.

Alla ricerca del consensus sul candidato ideale, ovvero quello con obesità severa e diabete, da sottoporre ad intervento, Rubino non ha ancora trovato la cura ma ha contribuito sensibilmente all’elaborazione di un’arma eccezionale, la chirurgia gastrointestinale. Il bypass all’intestino prossimale, caratteristica fondamentale di alcuni degli interventi per obesità patologica, sembra infatti avere un effetto antidiabetico diretto, possibilmente dovuto a meccanismi neuro-ormonali. Questa osservazione ha suggerito la possibilità che il diabete tipo 2 possa essere una malattia di per sé potenzialmente operabile anche in pazienti non necessariamente affetti da obesità patologica.

Il Dottor Fabrizio Michelassi, suo mentore italiano in America nonchè Direttore del Centro di Chirurgia della Cornell (vedi riquadro sotto), ha voluto premiare Rubino affidandogli la gestione del Dipartimento per la cura del Diabete dove Mr. Top Doctor potrà eseguire la c.d. "Rubino Procedure". «Il successo della sua terapia potrebbe rappresentare una grande risorsa per i pazienti e per la Cornell stessa»- ha affermato Michelassi, che il 20 aprile sarà insignito dell’onoreficenza di Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica, al Consolato Generale d’Italia. Una cerimonia che si svolgerà in occasione della presentazione del libro Trapianti, curato dal Prof. Franco Mosca, Direttore dell’Istituto di Chirurgia Oncologica e Trapianti dell’Università di Pisa, con il quale il ciclo di Colloqui Newyorkesi di Cultura Scientifica Italiana era cominciato lo scorso anno al Consolato.

Il diabete, dunque, è una delle maggiori cause di mortalità, di malattie cardiovascolari, insufficienza renale e cecità nei Paesi occidentali, che affligge oggi circa 240 milioni di persone nel mondo e oltre 380 milioni previsti nel 2025; un problema mondiale che a New York colpisce più di 500 mila persone. Da qui, l’importanza dei risultati del "Top Doctor under 40"!

Al Dottor Rubino abbiamo chiesto anche un parere su chi vorrebbe in Italia costringere per legge i medici a denunciare gli immigrati illegali (vedere anche articolo nella pagina accanto):

«Sul caso che mi dite di una ivoriana che partorisce, se è vero che non le hanno consentito di allattare il figlio, mi sembra una cosa che vada davvero contro il buon senso. A prescindere dalle considerazioni sulle leggi, fra l’altro ancora non definitivamente approvate, il buon senso e il senso d’umanità dovrebbero comunque essere tenuti in conto sia da chi fa le leggi che da chi le applica. La punizione applicata nei confronti della madre non può essere pagata da un neonato indifeso» - ha commentato Rubino, al caso che sarebbe occorso il 5 marzo 2009 all’ospedale Fatebene Fratelli di Napoli, dove una giovane ivoriana sarebbe stata fermata dopo il parto dagli agenti di polizia e allontanata dal neonato per dieci giorni. In Italia sono fresche le polemiche contro una norma, non ancora entrata in vigore, inserita dalla Lega nell’ambito del pacchetto sicurezza, con cui si invita i medici a denunciare i pazienti senza permesso di soggiorno, trasformandoli in "medici- spia".