Italiani in America

SALVATORE LOMBINO/Il capofila del romanzo poliziesco

Generoso D'Agnese

Sono poche le cose che vorrei: vincere un premio Nobel, e un premio Pulitzer. Come vedete, le mie ambizioni sono modeste".

Ed Mc Bain non è riuscito a coronare nessuna di queste due ambizioni ma nonostante questo è entrato a far parte della storia della letteratura poliziesca del Novecento, prima di cedere le armi della vita nel 2005. Negli ultimi anni, per la stampa Mc Bain era diventato semplicemente Ed e tutti avevano dimenticato i suoi alter ego Evan Hunter, Richard Marsten, Hunt Collins, Curt Cannon, Ezra Hannon. Soprattutto avevano dimenticato il suo vero nome, quel Salvatore Lombino che profumava tanto di quartieri italo-americani e che regalavano alla comunità dalle origini tricolori anche il vanto di contare tra i suoi membri l’inventore dei romanzi polizieschi incentrati sulle squadre investigative.

Oggi le serie come NYPD e C.S.I., Law & Order catturano milioni di spettatori, affascinati dalle trame variegate che accompagnano l’avanzare delle indagini, ma non potrebbero esistere se nel lontano 1958 Salvatore Lombino non avesse scritto 87° Distretto, vero capofila del genere. Sui "Police procedural" di Lombino si sono costruite tutte le trame aventi per epicentro le squadre investigative e la sua intuizione ha inferto un grave colpo agli eroi solitari della giallistica mondiale (Holmes, Poirot, Miss Marple, Marlowe, Hammer, Ellery Queen). Cinquanta anni fa nasceva infatti un vero e proprio nuovo genere trasformando il giovane talentoso scrittore in uno degli imperatori della giallistica internazionale.

"Io costruisco la maggior parte dei miei gialli partendo da un cadavere. Lo contemplo e mi chiedo com’è avvenuto il decesso, chi è stato e poi indago sulle varie possibilità così come fanno gli investigatori del libro. E’ raro che io sappia all’inizio di un romanzo chi è l’assassino." Lo scrittore descrisse così la formula vincente che lo ha portato a vendere oltre cento milioni di copie di libri in quasi sessanta anni di attività, e a trasformare in perle cinematografiche alcune delle sue storie.

Salvatore Salvatore A.Gambino era nato nel 1926, figlio d’un portalettere, nella parte italiana di Harlem ed era cresciuto studiando arte alla Cooper Union. Arruolatosi volontario durante la Seconda Guerra mondiale, prestò servizio in Marina e proprio durante le ore di riposo trascorse sulla nave scoprì la sua passione per la scrittura. Appena congedato Lombino si iscrisse al Hunter College e svolse vari mestieri, da insegnante in un istituto religioso a pittore, da telefonista a pianista jazz.

Il futuro re dei polizieschi scoprì probabilmente la propria vocazione lavorando per la Scott Meredith, una grande agenzia letteraria che in seguito avrebbe curato i suoi interessi editoriali. La sua prima vena creativa lo portò a scrivere sceneggiature per il pubblico infantile, ben presto sostituita dalla prima intuizione "gialla", dopo un breve periodo passato a insegnare in una scuola di periferia.

Nel 1952 uscì il suo primo romanzo con lo pseudonimo di Evan Hunter (The Feathered Serpent) e Razzo sulla Luna firmato come Richard Marsten.

Nel 1954 Lombino decise di firmarsi come Evan Hunter e pubblicò vari racconti. A uno di questi diede il titolo di Giungla d’Asfalto: i diritti del libro vennero comprati da Hollywood che affidarono al regista Richard Brooks e all’attore Glenn Ford quello che sarebbe stato un vero capolavoro cinematografico, ancora oggi oggetto di culto per appassionati di cinema. Negli anni seguenti Lombino si firmò anche come Hunt Collins e Curt Cannon mantenendo fede a un vero sdoppiamento di identità letteraria. L’incontro con Hitchcock si trasformò in un’altra tappa fondamentale della sua lunghissima carriera di scrittore. Lombino scrisse per il grande regista la sceneggiatura de "Gli Uccelli" e gran parte di "Marnie" prima di troncare il rapporto per cause di divergenze etiche. I successi dei film di Hitchcock non intaccarono la sua predilezione per la letteratura: al cinema Lombino avrebbe sempre dedicato poco tempo, pur arrivando a firmare ottime sceneggiature per alcuni episodi della serie "Il tenente Colombo".

Nel 1958 Lombino, trasformatosi questa volta in Evan Hunter, diede vita a 87° Distretto, capostipite di tutti i serial a sfondo poliziesco, un’avventura che ancora raggiunge vette di vendita eccezionali.

Dai suoi libri sono state tratte, nel corso del tempo, parecchie pellicole di successo, da "Anatomia di un rapimento" (1963) di Akira Kurosawa a "Rosso nel buio" (1978) di Claude Chabrol, Lombino adoperava i suoi protagonisti dell’87° per descrivere New York, seguendone meticolosamente, anno dopo anno le trasformazioni sociali e i cambiamenti nella mentalità dei suoi abitanti: i criminali, le loro vittime e i loro cacciatori servivano tutti allo stesso scopo, raccontare la metropoli americana, il suo rapidissimo mutare, altrettanto rapide trasformazioni della sua popolazione.

La prima avventura dei poliziotti dell’Ottantasettesimo, "L’assassino ha messo la firma", venne pubblicata nel 1958, e, per 50 anni la saga avente per protagonista l’italo-americano Steve Carell ha raccolto consensi e istigato clonazioni e saccheggi cinematografici e televisivi. Salvatore A.Lombino, divenuto nel tempo per tutti Ed McBain impiegava quattro mesi per scrivere un romanzo, lavorando dalle dieci del mattino fino alle otto di sera, sabato e domenica esclusi e questo ritmo l’ha mantenuto anche dopo aver superato un brutto infarto e dopo la diagnosi di tumore che nel 2005 lo ha fermato definitivamente, a Weston in Connecticut. Ma i suoi eroi continueranno a vivere, attraverso le ristampe e i tanti nipotini che devono a Salvatore Lombino la scoperta di un vero e proprio tesoro narrativo.