CULTURA/STUDI/Chi parla italiano negli Usa?

Michelina Zambella

Sì, parliamo italiano! La globalizzazione della cultura italiana negli Stati Uniti e l’aumento della domanda per l’istruzione della lingua italiana" è il titolo della ricerca presentata, mercoledi 25 marzo 2009, al John D. Calandra Italian American Institute dal Professor Vincenzo Milione e la ricercatrice Christine Gambino. Gli studiosi sono presentati dal Dean del Calandra, il Prof. Anthony Tamburri.

Lo studio comincia un anno fa e coincide con l’arrivo al Calandra, lo scorso febbraio, della Gambino, futura Dottoressa in Demografia. «Tantissime persone parlano l’italiano in America sia del Nord che del Sud, non per eredità ma per scelta» - ha affermato il Prof. Milione. «L’analisi relativa al periodo 2000-2006 attinge a due fonti: il censimento americano e il General Social Survey, entrambi utili ma anche con grandi limitazioni» - ha precisato Christine.

Chi parla ancora l’italiano negli Stati Uniti? Secondo gli studiosi sono: i primi immigrati, i giovani immigrati globali e la comunità di interessati. La lingua italiana sarebbe ancora in voga presso le case dei primi immigrati italiani, per lo più sottoforma di dialetti, siciliano e napoletano in primis, sebbene si registri un forte calo. L’analisi, relativa al periodo 2000-2006, attinge da due fonti: il censimento americano e il General Social Survey (interviste sociali generali). Se nell’area tristate la presenza italiana si conferma in tutti i vecchi vicinati delle prime immigrazioni, con notevoli spostamenti in nuove ed insolite aree, guardando all’intero continente, gli stati abitati dagli italo-americani, dai più affollati ai meno, risultano essere: Rhode Island, Connecticut, New Jersey, New York, Massachusetts, Pennsylvania, Delaware, New Hampshire; una presenza media si rileva invece in: Nevada, Vermont, Florida, Illinois, Ohio; in tutti gli altri stati, la presenza italiana è invece inferiore al 3%.

I dati, divisi per età ed area (Stati Uniti, Tri-state e NYC), parlano chiaro: nell’area tri-state vi è un’elevata percentuale di giovani con origini italiane, ma è nello stato di NY che i giovani di origine italiana parlano l’italiano in casa, siano essi compresi nella fascia dei cinque o diciotto anni. A dispetto dello spagnolo, francese e tedesco, in nessuna delle tre aree considerate, purtroppo, l’italiano è la lingua parlata in casa. In particolare sono gli adulti italiani a non parlarla. «Sebbene le fonti utilizzate dicano il contrario – conclude Milione- stimiamo che più di 3 milioni di persone parlano italiano, e ne avremmo avuti anche 6 milioni se solo l’insegnamento della lingua italiana fosse stato facilitato, così come è avvenuto per il francese e il tedesco. Dal 2000 al 2006 si è registrata una diminuzione del numero di persone, sia giovani che adulti, che parlano l’italiano in casa, soprattutto nel tri-state area, dove la diminuzione è coincisa con lo spostamento all’interno della comunità italo-americana e verso altri stati e/o vicinati».

Perchè questo? «L’italiano – risponde Milione - non si parla più in casa perchè la popolazione italo-americana, quella che per prima arrivò nel continente, sta invecchiando. I giovani comunque stanno apprendendo la lingua per passione, quella esiste a prescindere dalle origini».

Il quadro, comunque, non sembra poi tanto nero e Milione precisa: « È in corso un aumento della domanda di insegnamento dell’italiano da parte di persone di diverso background, che non hanno origini italiane. Il problema, però, sta nella cancellazione dell’AP (Advanced Placement Exam), che è possibile sostenere solo in alcuni luoghi, non sempre facilmente accessibili da un capo all’altro del mondo». Una soluzione, suggeriscono sia Milione che la Gambina, potrebbe essere la possibilità di sostenere il test on line, come si fa per il cinese e il giapponese.

Di seguito riportiamo la percentuale di popolazione con origini italiane che parla l’italiano a casa, secondo i dati censiti dal governo americano dal 2000 ad oggi, divisa per fasce di età e aree (Stati Uniti, Tri-state area, NYC): nella fascia dai 5-17 anni, 2,14% negli USA, 4,18% nell’area Tri-state, 10,23% in NYC; nella fascia dai 18 anni in su, 8,28% in USA, 13,92% nell’area Tri-state, 22,92% in NYC; in totale, il 6,94% riferito agli USA, il 12% all’area Tri-state, e il 21,21% in NYC. La percentuale di popolazione italo-americana che parla l’italiano come lingua madre, secondo i dati relativi al periodo 200-2006, è: in USA il 6,94% parlava l’italiano nel 2000 ridotto al 5,02% nel 2006; nell’area tristate dal 2000 al 2006, i numeri sono diminuiti dal 12% al 10,06%; in NYC dal 21,21% al 17,29%. Il cambiamento nel numero di persone che parlava l’italiano in casa come lingua madre, dal 2000 al 2006, invece registra tendenze negative: -17,84% in USA, -28,81% nell’area Tristate, -21,39% in NYC.