RISTORAZIONE/APRE UNA STORICA LOCANDA ROMANA/Da Sora Lella, per “magnà” anche a NY

N.L.

Situata nel cuore di Roma, sull’Isola Tiberina, all’interno di una torre medievale, si trova una delle trattorie preferite da turisti e stranieri che ha fatto negli anni, fin da quando era meta di romani DOC e di star del cinema internazionale (incluso il grande Marlon Brando), la storia della ristorazione romana. Di proprietà della mitica Sora Lella - il cui vero nome era Elena Fabrizi Trabalza, sorella del grande attore protagonista del cinema italiano del dopoguerra Aldo Fabrizi - oggi passata al figlio Aldo Trabalza, questa è una locanda tradizionale che è riuscita ad adattarsi ai tempi e ad evolversi secondo le esigenze dei propri clienti.

Un ulteriore passo verso la leggenda è stato fatto qualche settimana fa, al compimento dei primi 50 anni di vita del ristorante capitolino: il nome della Sora Lella, ma sopratutto la sua cucina, è arrivato infatti anche a New York, dove la famiglia Fabrizi-Trabalza ha aperto, su Spring Street, la versione Americana dell’originale.

Il Tevere è stato quindi sostituito dall’Hudson River - la vicinanza ad un fiume era importante per la famiglia che ci ha messo due anni per trovare la location adatta tra i bei palazzi di West Soho - ma l’anima della cucina rimane invariata. "L’impegno è stato quello di alleggerire i piatti della tradizione romana," spiega il sig. Aldo Trabalza, figlio della Sora Lella, "senza però perdere l’essenza che rende la nostra cucina così appetitosa. La nostra è una cucina di territorio sincera, che recupera piatti dimenticati per colpa delle mode o delle diete."

Aldo ha imparato a cucinare dai genitori quando, nel 1959, iniziò a lavorare con loro sull’Isola Tiberina. Molti sono i ricordi degli anni passati in quella trattoria, i più divertenti quelli legati ai clienti che passavano davanti al ristorante, leggevano la scritta Sora Lella e sussuravano tra loro, "Ah questo è il locale della sorella di Alberto Sordi," diceva uno, "Ma no, non è la sorella, è la zia". Errori che capitano quando si è famosi! Altri ricordi sono legati alla madre che invitava i passanti ad entrare per un buon piatto di amatriciana.

Anche in questa location, il menu è ricco e i classici non possono mancare: ci sono i

paccheri all’amatriciana, le puntarelle con salsa di acciughe, i carciofi fritti ma anche quelli alla giudea, rigatoni al sugo di "Coda alla Vaccinara", abbacchio disossato al forno farcito con carciofi e erbe aromatiche, baccalà in guazzetto "alla Romana", e saltimbocca di tonno "alla Romana" con broccoli affogati. E per meglio calarsi nelle abitudini della grande mela, a pranzo si servono anche pasti veloci ovvero ciabatte farcite con puntarelle e pecorino o con Broccoli e Salsiccia.

A gestire il ristorante sono Mauro e Simone Trabalza, due dei quattro figli di Aldo, con il socio Fabio Maltese, e i clienti che già affollano nel vero senso della parola il ristorante, che non è di piccole dimensioni, non sono solo newyorchesi curiosi ma molti romani trapiantati a New York che sentono la mancanza della cucina di casa. Ha scritto infatti un blogger romano; "Questo è il bello/brutto della globalizzazione: qui a Roma è sempre più difficile trovare onesta cucina tradizionale, e all’estero aumentano invece le possibilità di ingozzarsi di tonnarelli e polpettine. Anzi, è proprio oltre i confini della penisola che le nostre ricette e i nostri piatti vengono apprezzati e richiesti maggiormente, e non posso dare torto a tutti quei ristoratori che stanno pensando di riaprire baracca nei posti più impensati. In un prossimo futuro ci toccherà ammettere che il migliore abbacchio si troverà a Shangai, e dovremo andare a Tokyo per gustare la vera porchetta?"

Forse Tokyo è esagerato, basta fermarsi qui a New York.