Libera

Verso il feudalesimo

Elisabetta De Dominis

Diceva Giorgio Gaber: "Dobbiamo innanzitutto guardarci dal Berlusconi che è in noi". Detto in altro modo: "Anche se ricaccerai la natura con la forza, essa ritornerà". Siamo tutti buoni, pietosi a parole ma, non appena il leader del Pd Dario Franceschini propone una tassa una tantum del 2 per cento sui redditi sopra i 120 mila euro per aiutare quelli che hanno perso il lavoro, ecco che gli urliamo con Berlusconi: "Cattocomunista!"

Sarei d’accordo con Franceschini se non fosse che molti ricchi presentano una dichiarazione dei redditi modesta. Rifaccio l’elenco: notai, medici, dentisti, immobiliaristi, costruttori, commercianti, ristoratori, parrucchieri, fruttivendoli, ecc. ecc.… categorie che amano farsi pagare in nero. Come al solito, si finirebbe per estorcere soldi solo a quelli che non evadono il fisco. Ma quando lo Stato comincerà a fare dei controlli seri a queste categorie, invece che a spiantati giornalisti come me che si vedono arrivare una multa di circa 120 mila euro per aver evaso l’iva per 8 anni? Vorrei saper come, visto che non l’ho mai percepita dagli editori che mi pagavano. E visto che possiedo solo una libreria, benché ben fornita. I giornalisti solitamente scelgono di venir pagati con una ritenuta del 20 per cento che è regolata dai diritti d’autore, cosa che gli semplifica la vita tributaria, ma non gli permette di scaricare alcuna spesa inerente all’esercizio della loro attività. Dalla rabbia mi è venuta l’orticaria e mi si è gonfiata la faccia come un pallone: stamattina sono stata 3 ore distesa su un lettino d’ospedale con il viso bendato come una mummia, domani pure. Ma siccome dovrò trascorrere gran parte delle mie giornate lavorative nelle prossime settimane con due giovani zelanti dell’ufficio tasse e un tributarista che mi costerà un occhio della testa, suppongo che il mio aspetto non migliorerà. Considerando poi che in Italia gli editori non versano i contributi previdenziali ai collaboratori (un misero 2 per cento prescritto dalla legge), non si può che dedurre che le badanti extracomunitarie siano più tutelate dei giornalisti free lance italiani. Ovviamente lo Stato non fa le pulci agli editori che sono delle tigri, ma ai giornalisti che sono dei pulcini. Che schifo!

Il problema è che in Italia vige la presunzione di colpevolezza e tu, se sei un tapino, devi passare la vita a difenderti, anche dai vigili urbani. Ecco perché molti cercano di ficcargliela allo Stato.

Non c’è dubbio che Berlusconi abbia portato una ventata di spensieratezza. Ma continuano a farla franca solo i grandi evasori. Oggi un politico ha detto in tv che bisogna distinguere tra chi evade per comprare i libri di studio ai figli e chi per comprarsi lo yacht. Certo, comunque questo non è un ragionamento onesto. Ci vorrebbe una seria riforma fiscale, che temo non si farà mai perché andrebbe a toccare gli interessi dei ricchi evasori che hanno in mano l’economia italiana. Siamo pieni di leggi, e leggine che le smentiscono, e continuiamo a farle. Non per niente si dice: "Fatta la legge, fatto l’inganno".

Il mondo si risolleverà, sull’Italia ho i miei dubbi. Se il numero delle persone oneste, che finora con il loro lavoro hanno permesso alle altre di vivere alla grande, continuerà a prevalere, sì. Ma se lo Stato le affamerà con tasse troppo onerose, annienterà questo ceto medio, che sta già minando da qualche decennio, e si aprirà l’era del feudalismo economico. E allora anche l’economia del desiderio, instaurata da Berlusconi fallirà. Perché saranno pochi coloro che potranno permettersi di spendere, come esorta il Nostro. Il quale nemmeno si rende conto, non essendo umano ma divino, che i prezzi sono impazziti e che è necessario fare una politica di controllo dei prezzi nella filiera dal produttore al consumatore. Il nostro cibo - ultimo baluardo, dopo la morte del made in Italy, a differenziarci ancora da qualsiasi altro Paese - è talmente caro, i nostri ristoranti così proibitivi da far prevedere una diminuzione del turismo. Poco male, staremo più larghi. E quando di colpo ci sveglieremo dal sogno berlusconiano, l’importante sarà avere una biblioteca fornita per alimentare l’anima. O mangiarsene la carta. Sempre che non ce la pignorino prima.