MUSICA/Big Apple gioiosa e ottimista con la Scascitelli

L.C.

Vista dalla finestra New York si propone "gioiosa". Almeno per Patrizia Scascitelli (nella foto). "Open window" è l’album in cui la pianista romana ha raccolto sensazioni accumulate in 25 anni di vita in città. Momenti frequenti, momenti dissipateisi e riscoperti. «Gli anni di Bush sono stati pesanti da sopportare, anche a livello culturale e sociale», attacca Scascitelli sicura che con Obama gli Stati Uniti stanno entrando in nuova fase "creazionista". «Nonostante la crisi economica, in città si respira un’aria più vera, più ricca di valori. E questo mio nuovo cd è un contributo a sensazioni positive che scorrono sotto la mia pelle. "First day of spring", "Path for peace", le tre tracce di "Open window" vanno interpretate come percosi che si aprono alla vita».

Tre anni di lavoro sono stati necessari per questo cd composto da 12 brani, prodotto da Piloo Record, etichetta tutta nuova messa in piedi da un’altra veterana del jazz cittadino al femminile, Ada Rovatti (cfr. sopra).

«Con Ada ci conosciamo da almeno dieci anni - sottolinea Scascitelli -. Oltre che colleghe, siamo anche amiche. Siamo due musiciste che svolgiamo gran parte del nostro lavoro da indipendenti. Viviamo della nostra musica e continuiamo a crescere facendo musica. Nonostante la crisi del mercato discografico, le nuove tecnologie ci stanno aiutando. Con internet non è solo possible tenere solidi contatti con il pubblico, ma anche farci conoscere fuori dai circuiti tradizionali. Siamo musiciste, ma anche produttrici e organizzatrici di noi stesse. Ada, poi, ha anche collaboratoro ad "Open Window" come sassofonista. Per completare l’album sono stati necessari oltre tre anni di lavoro. "Open Window" è l’evoluzione di "Close Up", album presentato nel 2004 - continua Scascitelli -. Cosa è cambiato da allora? Il mio gruppo è cresciuto. dalla formazione di quintetto a sestetto, e ho cambiato alcuni strumenti per creare timbri diversi. Adesso, troviamo i flauti di Jamie Baum, il trombone di Clarence Banks e la chitarra elettrica di Michelle Marie».

"Open Windows" è stato di recente presentato all’Istituto Italiano di Cultura.

«Un esordio felice - sottolinea Patrizia che da alcuni anni ha riallacciato un rapporto di lavoro costruttivo con la madrepatria -. Ho lasciato l’Italia molto giovane per poter lavorare come musicista e soprattutto pianista jazz a New York. Una scelta difficile, ma senza rimpianti».

La musica è linfa vitale per Patrizia che ogni primo sabato del mese si esibisce al "Bar 55", storico club nel Greenwich Village.

«E’ un appuntamento che si rinnova, puntualissimo, ormai da tre anni. Suono dalle 6 alle 9 di sera con il gruppo della cantante Ayana Lowe. E non è il mio unico appuntamento fisso. Collaboro con Singers Forum, una scuola per lo sviluppo della voce e dello stile che va dall'opera al cabaret e al teatro. Accompagno al piano cinque cantanti in esibizioni nei "senior centers", negli ospedali, nelle "nursing homes". Questo lavoro mi permette di conoscere una realtà di New York a molti è sconosciuta: la città degli anziani, dei pensionati, degli ammalati. E per questa attività, l’anno scorso ho pure ricevuto un premio, l’Andy Anselmo Special Award».

Patrizia porta con sé un pieno di energia.

«Le mie giornate sono piene di impegni diversi. Insegno pure. All’HCES, Hunter College Elementary School e alla NYCHA, New York City Housing Authority performing art program».

E la domenica? In chiesa, ovviamente, come organista.

«Collaboro con Our Lady Of Mount Carmel, una chiesa molto nota nel cuore della Williamsburg italiana».