CONTRIBUTI ITALIANI IN AMERICA/Nancy, figlia d'arte

di Generoso D'Agnese

Alcune volte le radici riemergono all’improvviso, insinuandosi tra le pieghe di una vita ricchissima di impegni. A volte le radici ti sorprendono senza preavviso, permettendo all’emozione di vincere sulla ferrea razionalità.

E’ quanto accaduto a Nancy Pelosi, presidente della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti e prima donna nonché prima italoamericana a ricoprire la prestigiosa carica. Arrivata recentemente in visita ufficiale in Italia, e accolta dal presidente della Camera on. Gianfranco Fini, Nancy Pelosi ha presenziato con grande professionalità al protocollo ufficiale previsto dalle Istituzioni e ha capeggiato la delegazione americana nell’incontro con i parigrado italiano.

Dopo aver ottemperato agli impegni ufficiali, e dopo i rituali scambi ufficiali di doni, il presidente della Camera ha voluto consegnare alla rappresentante americana due semplici fogli nei quali però vi erano impresse tre importanti eventi: il certificato di battesimo e l’atto di nascita del nonno paterno, Tommaso Fedele D’Alessandro e l’atto di nascita della nonna Maria Petronilla Foppiani. I primi due provenienti da Montenerodomo (Chieti), il terzo da Rovegno (Genova).

"Oh mamma mia, non me l’aspettavo davvero, This is overwhelming... Dazzling": questo il commento di una emozionatissima Nancy che tra le mani si è ritrovata un’importantissima fetta di storia familiare, ricostruita pazientemente da un grande appassionato di ricerche genealogiche come il prof. Gesualdo Carozza, oltre a una foto d’epoca del paese di Montenerodomo (risalente agli anni in cui il nonno partì alla volta dell’Italia) e un invito da parte del sindaco di Rovegno a visitare il paese di nascita della nonna.

Tra le righe dei tre documenti, il presidente della Camera dei Rappresentanti statunitensi ha potuto ritrovare il suo punto di partenza italiano e le sue radici abruzzesi e liguri, riportando alla superficie una storia che come tante altre ha il sapore di epopea.

Nancy Pelosi ha sposato il marito Paul e ha cambiato il proprio cognome ufficiale, ma è figlia di Thomas D’Alessandro Junior che nell’arco della sua vita ha saputo trasformare il lavoro umile e laborioso di Tommaso Fedele in una dinastia di politici di razza.

Tommaso Fedele nacque a Montenerodomo l’11 settembre 1868 ed emigrò negli Stati Uniti tra il 1890 e il 1891. Onesto operaio, si adattò ai vari lavori e infine trovò la sua stabilità a Baltimora, nel cui municipio entrò come impiegato. Era un segno del destino. Il figlio Thomas Junior (nato dal matrimonio con Maria Petronilla Foppiani avvenuto nel 1903) di quella città divenne infatti sindaco, e di quello stato (il Maryland) divenne rappresentante al Congresso, dando il via a una saga politica familiare che con Nancy ha trovato ancora più successo. Nancy Patricia è nata a Baltimora il 26 marzo 1940 e sin da giovane ha seguito le orme del padre.

Ottenuta la maturità alla "high school" Institute of Notre Dame di Baltimore, si è laureata al Trinity College di Washington, D.C., dove ha conosciuto il suo futuro marito, Paul Pelosi. Quando la coppia si sposa, si trasferisce nella città di San Francisco, dove suo fratello era un membro del "board of supervisors" del consiglio della città e contea di San Francisco.

La sua carriera politica è iniziata proprio in California, nelle file del partito democratico, con l’esordio al congresso USA avvenuto il primo giugno 1987 e la carica (prima donna) a capogruppo.

Nancy Pelosi è madre di cinque figli: Nancy Corinne, Christine, Jacqueline, Paul e Alexandra. L’ultimogenita ha seguito le campagne repubblicane per le presidenziali del 2000, dalle quali ha tratto il film "Journeys with George". Ha seguito anche la campagna repubblicana del 2004, sulle quali ha scritto un libro.

Dopo le elezioni di mediotermine del 2006 alla Camera dei Rappresentanti, nel 2007 Nancy D'Alessandro Pelosi è stata nominata dalla vasta maggioranza democrata della Camera come prima donna nel ruolo di "Speaker of the United States House of Representatives". Segnando il punto più alto conquistato finora dagli italoamericani nella politica statunitense.