Con Antonella Ruggiero musica e canto senza confini

di N. L.

Non c’è niente di più divino della voce di Antonella Ruggiero (nella foto), ci sembra quindi scontato che la famosa cantante italiana sia stata una delle protagoniste fondamentali di "Divinamente New York", rassegna culturale che in cinque grandiose serate ha celebrato il ruolo dell’arte nell’esplorazione della spitirualità. Organizzata dall’artista Pamela Villoresi in collaborazione con il Ministero Italiano degli Affari Esteri e l’Istituto Italiano di Cultura di New York, "Divinamente" ha dedicato all’ex Matia Bazar e alla sua voce meravigliosa, una voce decisamente inconfondibile, capace di parlare all'anima, la sua terza serata.

Con il suggestivo altare dell’Angel Orensanz Foundation Center for the Arts alle spalle, la versatile artista ha riempito l’atmosfera con note di musica sacra proveniente da tutto il mondo. "Sacrarmonia", questo il nome di questo particolare show che l’artista sta portando nelle chiese e nei teatri antichi più affascinanti del mondo e da cui è sbocciato anche un favoloso CD, nasce dal desiderio dell’artista di intraprendere un viaggio dentro la musica alla ricerca di nuovi territori da esplorare.

Accompagnata da Mark Harris al piano e Carlo Cantini al violino, la Ruggiero interpreta quindi a modo suo, un modo unico al mondo, canti religiosi tradizionali e nuovi. L'intesa creata tra i tre musicisti è talmente perfetta che si ha come l'impressione che i brani siano stati scritti apposta per essere interpretati in questo modo; la voce della Ruggiero è il quinto strumento che si fonde con le note degli archi, le rincorre, le sorpassa e poi torna a volare, arricchendo così di nuove emozioni brani di musica classica come "Aria sulla quarta corda" di J. S. Bach (eseguita di un'ottava superiore alla versione originale per adattarla all'estensione vocale dell'artista), canti tradizionali, canti di ispirazione religiosa come la celebre "Ave Maria" di C. Gounod e nuovi, uno dei brani più intensi della serata "Lo Frate Sole" è stato scritto da un compositore di Assisi, Antonio Rossi.

Il concerto unisce persino il classico all'etnico perché la voglia di spaziare oltre i confini tradizionali della musica ha portato la cantante ad esplorare le culture di mondi lontani e a portarci delle vere 'perle' come il "Kyrie", citazione dalla "Missa Luba", tratto dalla tradizione religiosa africana, il "Gloria", tratto dalla celebre "Missa Criolla", una splendida sintesi tra musica sacra, popolare e folkloristica, scritta dal compositore argentino contemporaneo Ariel Ramirez e "Tumishiva", un'emozionante interpretazione di un canto devozionale indiano.

Le sorprese che ha riservato questo spettacolo sono tante, Antonella Ruggiero è un'artista completa, dalle mille sfaccettature, e ascoltarla dal vivo è sempre una piacevole scoperta. Non si ammira solo la sua voce meravigliosa, ma anche la sua grazia, eleganza, raffinatezza e capacità d'improvvisazione che rendono ogni suo concerto unico e speciale.

"Si tratta di un concerto capace di arrivare a tutti", racconta la cantante, "perché gli ascoltatori sensibili a questo tipo di melodie sono molti di più di quello che si possa immaginare. Continuo a proporre questo lavoro perché il pubblico lo apprezza sempre molto. Solo la musica è capace di superare tutte le barriere, le povertà, le mancanze, le polemiche e le politiche. La musica è un linguaggio universale".