Libera

Chi ci difenderà?

d Elisabetta de Dominis

Ieri notte ho fatto un sogno: vivevo in una bellissima villa con il mio compagno. Improvvisamente un giorno è stata requisita dai rivoluzionari. Ci ha avvisati mio fratello che abitava al piano di sopra, perché noi non ce n’eravamo ancora accorti e loro non sapevano che noi vivevamo al piano di sotto. Così abbiamo fatto finta di niente per un po’. Il problema si è posto un giorno che dovevamo andare ad un matrimonio. Vedevamo passare oltre le vetrate un sacco di guerriglieri e non sapevamo come uscire. Intanto io mi sono preparata di tutto punto: abito viola di Roberto Cavalli tempestato di pietre, bolerino di visone beige, tacco alto. Non so come siamo riusciti a sgattaiolare senza esser visti e a dirigerci oltre il giardino al posteggio dell’auto. Cosa sarebbe successo dopo, fuori di là o ritornando a casa, non ci preoccupava né ne parlavamo. Facevamo come se quello che stava succedendo non ci riguardasse…

In questi giorni che certi opinionisti continuano a dire in tv che non potremo mantenere più il tenore di vita avuto sino ad ora, si pensa sempre si riferiscano a quello degli altri. Anche perché i giornali non parlano della crisi italiana in prima pagina, ma di quella americana, limitandosi a suggerire la convenienza dei Tremonti bond. Noi abbiamo altri più incalzanti problemi: gli indagati per le foto proibite di Eluana morente, il testamento biologico, il nuovo presidente del Pd, le solite intercettazioni telefoniche, le ronde.

A parte la strumentalizzazione di Eluana ai fini del testamento biologico, viene da chiedersi: vale più il nuovo presidente Franceschini o le intercettazioni telefoniche? Ovviamente come argomento di distrazione, servitoci ad arte. Certamente le seconde, perché le foto delle belle raccomandate da Berlusconi in Rai battono quelle di Franceschini. Ma ecco quelle delle ronde che surclassano tutte le altre: ragazzotti ruspanti (come non se ne vedono tra i politici), che sfilano con tanto di cani (veri, non politici) alla catena e appaiono pronti a manganellare alla bisogna.

Ronde non armate e formate da ex agenti ed ex militari, assicura il governo. E chi mi assicura che si tratti di probi viri, cioè di uomini dabbene?

L’altra sera sono andata a cena fuori, poi un’amica mi ha riaccompagnata alla mia macchina, posteggiata lungo un boschetto che costeggia la riviera di Trieste. Ci siamo messe a chiacchierare e abbiamo fatto quasi le 2 di notte. Non c’era anima viva. Si accosta un’auto con tre carabinieri che ci guardano con aria di sospetto. Premetto che vivo in una zona di confine senza più il confine e, per spostarmi da Trieste a Gorizia (60 km circa), incorro in almeno tre posti di blocco, dove mi fermano e mi chiedono i documenti, cosa che mi esaspera. Domando mentalmente a me stessa se sembro una puttana, una spacciatrice o semplicemente una bona (Fermiamola un po’ questa per vederla meglio…). Oltre i vetri avverto l’ostilità e reagisco indispettita per la "perspicacia/arroganza" di questi rappresentanti delle forze dell’ordine. Domando aggressiva: "Ci sono dei problemi?" Uno scende e ci chiede i documenti: "No, se non avete niente da nascondere". Rispondo: "Siamo ormai in un regime". Furente - ma c’era da avere paura perché il suo atteggiamento non era rassicurante – gli allungo il documento. La mia amica Narcisa fa lo stesso. Il carabiniere ribatte livido: "Intende fascista?" Poi guarda i documenti, ce li riconsegna e finalmente se ne vanno. Dico a Narcisa: "Io gli ho dato il tesserino di giornalista. E tu?" Mi risponde con aria sorniona: "Io quello della commissione tributaria". Ridiamo. Ci resta il dubbio se se ne siano andati per il peso dei documenti o per la nostra età anagrafica. Perché abbiamo avuto proprio la sensazione che i difensori volessero farci la festa. Chi ci difenderà dai difensori? Ma anche questo problema a settembre non si porrà più. Il problema dei soldi soppianterà quello degli stupri: le aggressioni avverranno per odio sociale non per concupiscenza carnale. Perché la crisi sociale condurrà ad una tale disperazione i disoccupati che si formeranno, semmai, ronde di rapinatori. Ma Berlusconi ci ha sotto i tacchi e l’unica sua preoccupazione ora é confrontarseli con quelli di Sarkozy affinché non lo sovrasti. Povero Stivale.