CONTRIBUTI ITALIANI IN AMERICA/L’eoliano padre del “by-pass”

Generoso D'Agnese

A Cleveland sono ancora in tanti a ricordare il suo volto pacioso e la sua impeccabile professionalità. Ma soprattutto sono in tanti a ricordare le sue splendide mani. Mani con le quali René Favaloro (nelle foto) salvò molte vite, mani che aprivano, tagliavano, sostituivano e ricucivano pezzi di cuore, mani che modellarono il primo by-pass. Ed è proprio come l'uomo del by-pass che Favaloro lasciò la vita terrena nel 2000.

L'aveva iniziata nel 1923 a Buenos Aires ma con l'anima rivolta all'assolata isola di Salina, nell'arcipelago delle Eolie. Figlio di emigranti siciliani René era infatti nipote di eoliani che vivevano a Val di Chiesa e che dal vino e dal mare avevano tratto il loro nutrimento. Coltivatori di viti, possedevano infatti un piccolo veliero e commerciavano il vino malvasia nel bacino del Mediterraneo. Una vita all'insegna della natura, sconvolta però proprio da un fatto naturale seppur dannosissimo: la filossèra. Nel 1890 l'afide, proveniente proprio dalle Americhe, colpì gran parte delle viti europee e mandò in rovina tantissimi agricoltori. Anche i nonni di René Favaloro persero la loro risorsa principale e decisero di emigrare alla volta dell'Argentina per tentare di ricominciare una nuova vita.

In Argentina i Favaloro iniziarono un piccolo commercio al dettaglio. René nacque nella città de La Plata (quartiere di El Mondongo) e dopo gli studi obbligatori entrò nel Collegio Nazionale per poi seguire gli studi di medicina presso l'Università statale de La Plata.

Cresciuto nell'alveo accademico di luminari del calibro di Rodolfo Rossi e Egidio Mazzei, di José María Mainetti, e Federico E.B. Christmann, Favaloro imparò ad amare la cardiochirurgia e iniziò il suo personale percorso verso le tecniche di recupero dell'organo vitale dell'uomo.

Per migliorare il suo curriculum professionale il medico italo-argentino decise di trasferirsi negli Stati Uniti e su suggerimento del suo mentore, il professor Mainetti, trovò un lavoro presso la clinica cardiochirurgica di Cleveland. Accolto paternamente dal prof. Donald B. Effler, Favaloro imparò a studiare anche le angiografie e la chirurgia cardiovascolare, trasformando la sua idea temporanea in un impiego stabile.

Vero e proprio stakanovista della professione, il medico passava le ore seguenti la camera operatoria a visionare le riprese delle angiografie coronariche ed ebbe la fortuna di imparare tantissimo dal prof. Soros, considerato il padre dell'arteriografia coronarica. Furono questi gli anni in cui Favaloro incubò una sua personale idea. Quella di utilizzare la vena safena per la chirurgia coronarica. Nel 1967 utilizzò per la prima volta questa intuizione e per il resto della sua vita pensò a perfezionare questa tecnica che venne conosciuta universalmente come by-pass aortocoronarico. Nel 1970 consegnò alle stampe il volume Surgical Treatment on Coronary Arteriosclerosi , vera e propria bibbia per ogni chirurgo che voglia dedicarsi al cuore.

Nominato direttore della Divisione cardiochirurgica della Cleveland Clinic Foundation in Ohio, Favaloro raccolse consensi unanimi per la sua geniale intuizione e fino al 1971 trasformò il Cleveland Center in un punto di riferimento per la cardiologia mondiale.

Rientrato a Buenos Aires l'italiano diede subito vita alla Fondazione "Favaloro" di Buenos Aires, per la quale ha speso tutti gli anni della sua lunga carriera medica.

Nominato nel 1971 dal Presidente della Repubblica Italiana Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito, Favaloro spese gli anni della sua maturità a riscoprire le sue radici e il suo viaggio lo portò a nel 1999 a Val di Chiesa, dove gli venne conferita la cittadinanza onoraria.

"Qui a Salina - affermò in quell'occasione - la terra dei miei nonni, mi emoziono, come sempre accade, fino al midollo delle ossa. Ora sto poggiando i piedi sopra le mie radici. La prima volta fu un’estate di diversi anni fa, m’incamminai solo, passeggiando per queste valli, godendo della vista del loro verde lussureggiante, dei fiori profumati, fermandomi spesso per raccogliere questa terra con le mie mani, stringendola e strofinandola con amore. Ho rubato furtivamente qualche chicco d’uva, masticandolo lentamente, pensando che questa era l’uva che assaporavano i miei nonni…"

Fondatore nel 1980 del laboratorio di ricerca di base, Favaloro dedicò la sua vita alla ricerca e all'insegnamento e proprio dal suo laboratorio prese vita nel 1998 l'Università Favaloro. Nel 1992 l'eoliano egli aveva anche inaugurato l'istituto di Cardiologia e Chirurgia cardiovascolare della Fondazione Favaloro, un'associazione senza fini di lucro, aggiungendo altro prestigio al suo curriculum straordinario.

Filadelfia gli aveva tributato l'onore del Premio John Scotto nel 1979, Tel Aviv lo osannò nel 1980 con la creazione della cattedra di chirurgia cardiovascolare Dr. René G. Favaloro nella locale università; Madrid gli tributò l'onoreficenza della Fondazione Conchita Rábago de Giménez Díaz, nel 1982. Favaloro ricevette il premio di Maestro della Medicina Argentina nel 1986, Cleveland gli conferì il Distinguished Alumnus Award nel 1987; Toronto lo premiò con The Gairdner Foundation International Award nello stesso anno; il Premio René Leriche arrivò invece nel 1989, conferitogli dalla Società internazionale di Chirurgia mentre nel 1992 il Collegio americano di Cardiologia gli consegnò Gifted Teacher Award.

Il Golden Plate Award della American Academy of Achievement arrivò nel1993 mentre il Premio Príncipe Mahidol gli venne conferito nel 1999 dal Sua Maestà, re di Tailandia.

René Favaloro divenne anche un'icona della musica punk-rock. A lui infatti il gruppo argentino Attaque 77 dedicò un pezzo musicale destinato a diventare una hit di successo nella musica sudamericana.