SPECIALE/STORIA/Diplomazia salvamondo

Sergio Sergiacomi de Aicardi

La Santa Sede è il più antico stato sovrano del mondo nella sua fondazione, tradizione e storia attraverso 21 secoli: da San Pietro, primo romano pontefice e vicario di Cristo, fino all’attuale papa Benedetto XVI. La Santa Sede ha sempre esercitato il diritto attivo e passivo di legazione. Secondo la tradizione, tale diritto risale sia ai legati pontifici presso i vari concili, sia agli "Apocrisari", rappresentanti pontifici permanenti presso l’impero Romano d’Oriente, sia ai vicari apostolici (nei primi secoli), sia ai nunzi apostolici presso gli Stati dal XV secolo.

Si ricorda papa S. Damaso I (366-384) fra i precursori dell’esercizio del diritto di incaricare e di inviare rappresentanti pontifici, cui è intitolato il cortile di S. Damaso in Vaticano, dove ancora oggi gli ambasciatori presso la Santa Sede ricevono gli onori da un reparto della Guardia svizzera.

Gli ambasciatori esistono da quando gli uomini commerciano, si alleano, si combattono e fanno la pace. Il vocabolo è presente anche nell’antico accadico e in assiro come "nagiru" in greco è "proxenos", per poi giungere alla lingua latina classica "missus" e lo stesso ordinamento del Sacro Romano Impero prevede i "missi dominici", mentre nel latino tardo medioevale dal verbo "ambactiare" (andare in missione) deriva la denominazione di "ambasciatore".

La Santa Sede detiene al presente stabili relazioni diplomatiche con 177 stati nei cinque continenti, mantiene anche rappresentanti pontifici presso le istituzioni europee, riceve due missioni speciali della Federazione Russa e dell’OLP, nonché come "stato osservatore" siede presso l’ONU e come membro jure proprio in 7 organizzazioni e agenzie dell’ONU. Non si possono dimenticare le relazioni internazionali non solo attraverso i legati, i nunzi, gli internunzi e i delegati apostolici, ma anche con gli oltre quattromila patriarcati, arcivescovadi, vescovadi, prelature territoriali, abbazie territoriali, esarcati apostolici, vicariati apostolici, prefetture apostoliche, amministrazioni apostoliche, missioni sui juris, custodia di Terra Santa (Lettera apostolica 21.11.1342), eretti e confermati "gratia Dei et apostolicae sedis" (C.I.C. can. 377). Nonché la presenza di moltissimi religiosi nel mondo, dipendenti dai vari istituti di vita consacrata di diritto pontificio o di diritto diocesano, delle parrocchie e del clero secolare.

"Il romano pontefice ha il diritto nativo e indipendente di nominare ed inviare suoi legati sia presso le chiese particolari nelle diverse nazioni, sia presso gli stati e le autorità pubbliche …" (C.I.C. can. 362). Il latino ha rappresentato durante gli ultimi 2.500 anni la più autentica espressione della nostra civiltà, dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente è rimasto come lingua principale della Santa Sede e per secoli anche quella ufficiale di molti paesi. Dal canto suo l’URSE, Unione Regioni Storiche Europee, ha ufficializzato in latino il proprio inno "Salve Europa, mater humanitatis", composto dal maestro Enrico Fanciulli e scritto dalla presidente, prof.ssa Cristina Amoroso, che si può ascoltare e scaricare nel sito www.urse.org , di cui ne ha dato notizia, fra i molti organi di stampa e on line, l’agenzia internazionale FIDES della Santa Sede, (19.09.2008).

I legati degli stati inviati con carattere diplomatico ordinario e permanente costituiscono, considerati complessivamente, il Corpo diplomatico presso la Santa Sede. Essi godono sia in tempo di pace che in tempo di guerra di tutte le prerogative ed immunità anche in rapporto allo stato italiano nel cui territorio risiedono (art. 11 del Trattato Lateranense, 11.02.1929).

"La Santa Sede non si può identificare con la Chiesa Cattolica come unità di credenti, né con lo Stato della Città del Vaticano, entità statale indipendente e sovrana riconosciuta l’11 febbraio 1929, con la firma dei Patti Lateranensi. Un vero status internazionale di tipo pubblico come soggetto sui juris, che si dà l’organizzazione giuridica e non la riceve dall’esterno, e come tale entra in relazione con gli altri stati", come afferma mons. Pietro Parolin, sottosegretario per i rapporti con gli stati della Segreteria di Stato della Santa Sede.

Questo breve excursus sulle relazioni internazionali della Santa Sede, acclara il fondamento storico, tradizionale, giuridico della diplomazia, come istituzione indispensabile ad accordare il mondo, oggi articolato in quasi duecento stati sovrani, per una pace vera che non significa pacifismo, semplici ed effimere connotazioni politiche, accordi economici e monetari o blocchi contrapposti, ma una certezza granitica dove la pace tra i popoli voglia essere rispetto di identità, di etnie diverse, di costumi e tradizioni, di valori religiosi e morali, tutti relazionati nello jus gentium, il cui esempio più epidittico sono le relazioni internazionali super partes della Santa Sede, esercitate da ben 21 secoli.