EVENTI/MUSICA/Saltando e ballando insieme a lui

Chiara Eleonora De Marco e Chiara Di Mizio

Come in!" ci dice l’omone all’ingresso mentre ci stampa una stellina rossa sui polsi. Già non si sente più l’aria fredda di New York mentre scendiamo precipitosamente le scale de Le Poisson Rouge. Le note di Safari sono sempre più forti ed in un attimo eccoci lì, sotto al palco: a due passi da noi c’è Jovanotti con la sua giacca nera profilata di lucine al neon. Subito ci sentiamo inghiottite da un vortice di energia, quasi racchiuse in una palla di vetro in cui tutto è amplificato. "Quando nelle sale di registrazione viene fuori qualcosa di buono, allora diciamo che è un sound newyorkese" dice Lorenzo, con il sottofondo delle percussioni vibranti che introducono uno dei suoi pezzi storici, la moderna serenata che tutti gli italiani conoscono. Da qui è tutto un susseguirsi di successi nuovi e vecchi, da Ragazzo fortunato a Mezzogiorno, da Penso positivo a Falla Girare. "Centro nevralgico del nuovo mondo … senti che sale questa energia", e su queste note l’intera sala si scatena saltando e ballando assieme a lui, che dal palco continua a sprizzare adrenalina pura.

Non mancano naturalmente momenti più soft, canzoni romantiche e melodie lente che danno a Lorenzo l’opportunità di toccare con mano (e non è una metafora!) l’affetto del suo pubblico, che continua instancabile a scattare foto, quasi facendo concorrenza alle luci del palco con quelle dei flash, i più fortunati riescono a dargli il cinque, ad alcuni anche l’onore di una foto che Lorenzo stesso scatta, inginocchiandosi sul bordo del palco per mettersi in posa. È forse questa una delle cose più belle del concerto, la sensazione di essere quasi un gruppo di amici che si ritrova a cantare assieme le canzoni di una vita, perché seppure ad ogni nota di basso, ad ogni parola, a ogni percussione corrisponde un ricordo, un’immagine ed un pensiero personale di ognuno, tutto comunque si fonde in quell’atmosfera di condivisione in cui realmente "ci si conosce tutti, come in un paese".

È quasi sorprendente l’effetto che fa ascoltare e cantare delle canzoni che si conoscono da sempre e sono ormai parte di noi, in una circostanza così nuova: arrivate da appena un mese in un mondo completamente diverso dall’Italia, sembrerà strano, ma forse solo qui a New York realmente abbiamo capito a fondo le parole di Jovanotti che istante dopo istante si concretizzano: "Nel mondo nessuno è normale, ognuno ha la sua storia, qualcosa da raccontare … gente molto diversa, di ogni colore …".