Che si dice in Italia

Gli ultimi saranno i primi

Gabriella Patti

Che piaccia o no il Festival di Sanremo è una cartina di tornasole della società italiana. Come il calcio o il rapporto di amore-odio con la Chiesa. La mega rassegna canora di quest’anno viene, quindi, analizzata non solo dai critici musicali e dai giornalisti specializzati in pettegolezzi. Se ne occupano anche studiosi seri. Per esempio Mario Morcellini, professore di sociologia alla Sapienza di Roma. "Ci vuole intelligenza , sintonia con il pubblico ed elegante ironia per capire che Sanremo è un rito in cui la differenza la fa il conduttore". E il conduttore, Paolo Bonolis, sta dimostrando di sapere il fatto suo e di meritarsi il milione di euro di cachet che, in questa stagione di pesante crisi economica, ha scatenato tante polemiche - per carità: tutte giuste. Il sociologo spiega la differenza facendo il paragone con Pippo Baudo, presentatore dell’anno scorso e di tante altre edizioni. Che puntava su uno "slogan muscolare", ovvero: "uno di loro vincerà". Invece Bonolis "rovescia la comunicazione, cancellando la competizione per insistere sulle molte facce della vittoria e sugli ultimi, o quasi, che diventano primi". Una formula che, evidentemente, funziona. Come che sia, comunque, va ammesso che stavolta lo spettacolo c’è stato. Non sono io a dirlo, anche se pure a me è piaciuto. Lo dicono gli indici di ascolto.

Se persino il mitico Hotel Plaza di New York ha chiuso trasformandosi in alloggi per super ricchi, allora non c’è da rammaricarsi più di tanto per la notizia che arriva dalla Laguna. Serra i battenti l’Hotel des Bains, scenario del celebre romanzo (e film) Morte a Venezia di Thomas Mann. Prossima destinazione: residence, sempre dilusso si intende. Per usare il linguaggio dei venditori immobiliari: condo-hotel. Niente rimpianti, perciò. Tutto finisce. Tutto si rinnova. Però, certo, che un po’ di magone viene lo stesso.

Il castello della colombaia di Trapani. Chi ne ha sentito parlare? Ben pochi. Eppure questa fortificazione le cui origini risalgono a ddirittura alla prima guerra punica è in testa alla classifica dei luoghi da salvare compilata dal Fondo italiano per l’ambiente. Anzi, per la precisione delle "brutture". Strano perché, a vedere le foto, non è affatto brutto. E’ davvero magnifico. E ben conservato. E allora? Come ben spiega il critico d’arte Vittorio Sgarbi (quello che, da sindaco di Salemi, ha portato nella cittadina siciliana l’immensa collezione di film dello storico videostore di St.Marks Place di New York) i trapanesi che hanno votato in massa hanno lanciato un messaggio: la "bruttura" non sta certo nella splendida e gigantesca struttura. La "bruttura" è la sua indisponibilità. Sì, da tempo immemorabile la Colombaia è in stato di abbandono e chiusa al pubblico. Ovviamente, dietro ci sono le solite lotte tra amministratori. Ma i cittadini non ci stanno: vogliono "vivere" il monumento. Che, tra l’altro, potrebbe essere una bella attrazione per il turismo di qualità. Ma gli assessori preferiscono litigare tra di loro e paralizzare ogni cosa.

Stranieri tutti stupratori? Ovviamente no. La campagna di odio e di razzismo messa in piedi da certi partiti e alimentata stupidamente da molti media alla ricerca del facile titolo sensazionalistico si commenta da sè. Ma è anche vero, e va detto, che tra leggi, politici, magistrati che interpretano le leggi ognuno a modo suo il risultato è sconcertante. Prendete Milano. Il Questore, cioè il capo della Polizia, ha firmato più di tremila decreti di allontanamento nei confronti di clandestini. Ebbene: nessuno se ne è andato. Perché, se l’immigrato non in regola viene fermato più volte non va nemmeno più in carcere: non può essere condannato due volte per lo stesso reato. Come ha detto Walter Veltroni lasciando la segreteria del Pd e parafrasando una celebre battuta di Nanni Moretti: "Continuiamo a farci del male".