Italiani in America

La chitarra di Woody Allen

Generoso D'Agnese

Basta il nome. Per chi ama il jazz e la storia di questa musica, basta citare semplicemente Bucky Pizzarelli per trovare l’approvazione negli astanti. Perché quello di Pizzarelli è ben più di un semplice dato anagrafico, quello di Pizzarelli racchiude da solo un’intera epopea della musica jazz internazionale.

John Paul Pizzarelli nasce a Paterson, in New Jersey nel 1926 e all’età di 17 anni è già in tournée con la Vaughan Monroe’s Dance Band. La passione per la musica gli viene trasmessa soprattutto dagli zii Pete e Bobby Domenick, che della musica avevano fatto la loro professione e che per primi intuiscono le potenzialità del bambino. John Paul, che per gli amici diventa presto "Bucky" impara a strimpellare la sua prima chitarra in età prescolastica e in poco tempo passa a livelli ottimali, ottenendo in regalo una Gibson, vero e proprio strumento di lusso per l’epoca. Nelle scuole superiori John diventa chitarrista per una piccola band adolescenziale e nello stesso tempo persegue studi di musica classica per perfezionarsi nella tecnica.

Il debutto nelle band professionali durò lo spazio di alcuni mesi. Il secondo conflitto mondiale proietta anche il giovane Pizzarelli nella follia della guerra: la tournée con Monroe si tiene infatti nel 1943 e pochi mesi dopo Pizzarelli è in divisa per onorare il suo impegno per gli Stati Uniti. Chiamato a operare sul fronte europeo, il musicista combatte con la sua unità di fanteria in Austria ma non dimentica mai di allenarsi con lo strumento e dà perfino vita clandestinamente a una band formata da soldati.

Il ritorno alla vita civile lo vede di nuovo con l’orchestra di Monroe, per la quale suonerà altri 5 anni e nel 1954 arriva il cambio di casacca a favore della Doc Severinsen Band e l’ingresso nel "Tonight Show" di Johnny Carson. Chiamato in pianta stabile negli show televisivi "Bucky" diventa la chitarra che accompagna in studio i maggiori protagonisti della scena musicale dell’epoca, passando con estrema facilità dal jazz allo swing, dalla classica alla musica country. Nonostante non sia un grande fan del rock and roll, Pizzarelli si concede anche alcune performance con il gruppo Dion and the Balmonts, consegnando alla discografia delle ottime esecuzioni.

Tra il 1956 e il 1957 il chitarrista italoamericano si esibisce con il "The Three Sounds Trio" avendo al proprio fianco il bassista Andy Simpkins e il pianista Gene Harris: gente avvezza a raccogliere successi. E’ il trampolino di lancio verso quella che rimane la più lunga e prestigiosa delle collaborazioni musicali: il grandissimo Benny Goodman.

Pizzarelli e Goodman lavoreranno insieme fino al 1986, anno di morte del grandissimo jazzista e durante i lunghi anni di sodalizio il chitarrista incide decine di dischi insieme a tanti esponenti di spicco della musica americana. Il successo di Pizzarelli è talmente riconosciuto da valergli la chiamata alla Casa Bianca, dove viene invitato non solo dal presidente Ronald Reagan ma anche da Bill Clinton, notoriamente affascinato dal jazz. Anche la moglie di Richard Nixon, Pat lo chiamerà per festeggiare il suo compleanno con un party esclusivo all’insegna dell’ottima musica.

Il 1985 vede Bucky partecipare al Jersey Jazz Guitars, un concerto che si tiene al Rutgers University Nicholas Music Center di New Brunswick. Con Pizzarelli salgono sul palcoscenico Les Paul, Tal Farlow e John Pizzarelli, figlio di Bucky e a sua volta grande talento dello strumento a corda. Nell’occasione Pizzarelli senior riesce a incantare tutti i presenti con i magici suoni della sua chitarra marca Benedetto, che da allora diventa un vero e proprio must nel campo del virtuosismo chitarristico.

Sposato con Ruth e residente a Saddle River, Bucky ha anche la soddisfazione di vedere altri membri della sua famiglia impegnati nella chitarra. Oltre al figlio John, anche Martin e Mary danno il loro contributo per tenere alto il nome dei Pizzarelli, ognuno attraverso le proprie affinità: Mary segue infatti la strada della musica classica mentre Martin opta per la specializzazione nel basso. Insieme a Mary, Bucky Pizzarelli ha inciso l’album Green Guitar Blues. Perfino la nuora Jessica Molaskey (moglie di John) ha inciso tre album musicali usufruendo del talento di famiglia.

Pietra miliare dell’intrattenimento musicale, Pizzarelli ha lavorato per anni con la NBC e in collaborazione con Dick Cavett, per poi passare alla rete ABC insieme a Bobby Rosengarden. Il suo talento lo ha messo a disposizione anche del violinista Stephane Grappelli, del grande Django Reinhardt, di Freddie Green, Zoot Zims, Bud Freeman e George Van Eps, consegnando idealmente il proprio testimone artistico a Frank Vignola, altro grandissimo talento italoamericano della chitarra. Premiato nel 2002 con il Mac Lifetime Achievement Award, Bucky è entrato nel 2005 nella Jazz Wall of Fame Induction e nel 2007 ha inciso il suo ultimo album per la Arbors Records: "Five for Freddie". Nella storia rimarranno però soprattutto le incisioni con Duke Ellington e Doc Cheatham e i concerti tenuti insieme a Tony Bennett, Frank Sinatra e Sarah Vaughan. Anche il cinema vede la firma di Bucky nelle pellicole "Stand By Me", "The Faboulus Baker Boys" e in "Sweet and Low" di Woody Allen, suo grandissimo estimatore.