Il rimpatriato

Forza Famiglia Cristiana

Franco Pantarelli

Famiglia Cristiana è un settimanale che da qualche tempo stupisce un po’ tutti pubblicando cose che non ti aspetti da una testata la cui proprietà ha un nome, Edizioni Paoline, che evoca l’immagine di devote suorine impegnate a far bene al prossimo senza porsi tante domande. Famiglia Cristiana le domande se le pone, eccome, e le risposte che si dà fanno sempre arrabbiare qualcuno. Questa settimana, gli arrabbiati per le domande che il settimanale si è posto e le risposte che si è dato sono stati due: uno è il ministro italiano degli Interni Roberto Maroni, che ha perfino annunciato di voler trascinare le Edizioni Paoline in tribunale, e per ora non si sa se si tratta della solita sceneggiata dei politici che annunciano querele per mostrare che la loro indignazione è davvero sinceramente sentita ma poi se ne guardano bene dal presentarle davvero, o se intende davvero arrivare in tribunale. L’altro arrabbiato sono io, ma naturalmente - e rispettosamente - vado inanzi tutto a esporre le ragioni del signor ministro.

Sostanzialmente stanno tutte nel contenuto di un articolo in cui si dà conto della trovata di Maroni di "esortare per legge" i medici italiani ad accertarsi che gli immigrati che dovessero passare per i loro ambulatori abbiano le carte in regola e a denunciarli alle autorità nel caso in cui dovessero constatare che quelle carte non le hanno. La legge è stata già approvata al Senato ed è in attesa che la Camera faccia altrettanto. Nell’articolo di Famiglia Cristiana si dice che in questo modo l’Italia rischia di scivolare verse le leggi razziali, che un conto è il rispetto della legge e un un altro conto è l’accanimento persecutorio e che insomma non si può pretendere di trasformare i medici in spie, come del resto è stato detto un po’ da tutti, a cominciare dai medici stessi, dopo che il contenuto di quella legge è stato reso noto.

A fare arrabbiare di più Maroni è stato il fatto, ha spiegato, che le accuse di Famiglia Cristiana "si fondano su presupposti palesemente falsi: le norme del pacchetto sicurezza all’esame del Parlamento Italiano sono già in vigore in molti Paesi europei, senza che i governi di questi stessi Paesi siano mai stati insultati con tanta violenza come Famiglia Cristiana fa regolarmente con quello italiano".

Purtroppo Maroni si è dimenticato di citare almento alcuni dei "molti" Paesi europei che secondo lui esorterebbero i medici a denunciare i loro pazienti immigrati irregolari, sicché per capire a quali Paesi il ministro intendesse alludere è stato necessario compiere una ricerca approfondita. L’unico risultato che sembra "combaciare" con le sue parole è una legge che impone agli ospedali pubblici di tutta la Germania di rifiutare i pazienti ebrei e a tutti i medici di denunciare gli ebrei che richiedono privatamente le loro cure. Per quelli che non li denunciano la pena è fissata fra "il carcere o il campo di lavoro duro". C’è pero un problema: che quella legge risale al 1935 e che il suo scopo dichiarato era "la salvaguardia della razza ariana".

Ah, avevo detto che gli arrabbiati erano due e che il secondo sono io. Ebbene sì, la mia rabbia sta nel fatto che l’articolo di Famiglia Cistiana è molto, molto meglio di quello che, sullo stesso argomento, avevo scritto io la settimana scorsa per questa rubrica. Se qualcuno ha avuto la ventura di leggerlo, basteranno poche citazioni di quello di Famiglia Cristiana per capire di cosa sto parlando. "Il soffio ringhioso di una politica miope e xenofoba, che spira nelle osterie padane, è stato sdoganato nell’aula del Senato della Repubblica"... "L’Italia precipita, unico Paese occidentale, verso il baratro di leggi razziali, con medici invitati a fare la spia e denunciare i clandestini...Questo Paese, già abbastanza ‘cattivo’ con i più deboli, lo diventerà ancora di più: si è varcato il limite che distingue il rigore della legge dall’accanimento persecutorio". Tutta un’altra pasta, come si vede.