Visti da New York

Il consigliere di Obama

Stefano Vaccara

Mercoledì, 11 febbraio, 2009.

"Pronto Presidente, c’é il Presidente degli Stati Uniti al telefono".

"Ah, il mio caro amico George, però non è più presidente. Va beh, chissà come se la passa in Texas…"

"Hello Silvio, it’s Barack, how are you?".

"Come Barack? Obama, il presidente americano?"

"Sure Silvio. But call me Barack. How’re you doing?"

"Ma sua eccellenza Obama, che immenso piacere risentirla, io sono onorato, commosso, non ci speravo che…"

"Che ti chiamassi? Beh, dopotutto Silvio tu sei il capo del governo del Paese che ha per capitale Roma, dove vive il Papa, e la maggioranza dei cattolici americani ha votato per me e io so portare rispetto. E poi l’Italia ha tanti soldati in gamba in posti caldi del mondo che ci stanno dando una mano e io so essere riconoscente. Sei pure alla presidenza di turno del G7. Insomma non potevo più aspettare. Certo, se fosse stato per Hillary, avrei dovuto darti una lezione…"

"Hillary? Mannaggia, ma se con suo marito li ho trattati da reali, non se la ricordano più la prima volta nella reggia di Caserta?

"Hillary dice che devo fare di tutto per farti cadere, così tornano al potere gli amici dei democratici, come si chiamano insomma quelli che prima di perdere con te fanno i sindaci a Roma. Ma io non sono partigiano come Hillary. Silvio, stai tranquillo, per me conta solo l’interesse dell’America. Andiamo al sodo. Ti chiamo perché le cose si mettono veramente male. Qui siamo sull’orlo dell’abbisso, una catastrofe. Le banche americane hanno più buchi del formaggio svizzero, la valanga di disoccupati è inarrestabile…"

"Eccellenza, non sia così pessimista dopo tutto…"

"Silvio, dannazione chiamami Barack, eccellenza mi fa sentire come uno della tua età. Allora, se sprofondiamo noi, tiriamo tutti dentro e crolla il mondo. Insomma le soluzioni vanno coordinate. L’Europa è messa male, addirittura le banche inglesi sono più scassate delle nostre. Però i miei consiglieri mi stanno dicendo che voi italiani siete meno colpiti. Spiegami Silvio la situazione".

"Presidente, in effetti noi abbiamo gravissimi problemi, però forse perché ci siamo più abituati, e poi le banche mica li prestavano i soldi così facilmente, sa qui si pensa che fidarsi è bene non fidarsi è meglio. Comunque, bisogna essere ottimisti come fate sempre voi americani. Io lo dico a tutti, tutto va bene, così se tutti ci credono, tutto andrà bene".

"Ma che stai farfugliando, Silvio? Insomma quale è il tuo piano? Hai consigli da darmi? Mi hanno detto che a Bush ne davi tanti ma lui non ti ascoltava mai… Non voglio fare lo stesso errore: allora che consigli hai? Come stai tenendo a galla l’Italia, please?"

"Eccellenza Obama, io sono onoratissimo. Però vede, i nostri paesi sono molto diversi. I sistemi politici, le economie, la cultura, la mentalità insomma ciò che va bene qui non può…"

"Allora non mi vuoi aiutare?"

"Ma come no, solo che, uhm vediamo. Ecco, per esempio, se proprio non si possono tagliare le tasse, non fa niente, l’importante è non farle pagare troppo."

"Come?"

"Ecco, appunto, non potete capire…".

"No, continua, mi interessa. Allora le tasse non le faccio pagare. E come si fa?"

"Le tasse si fanno pagare, ma non troppo, insomma si chiude un occhio, e mica solo con il gioielliere mio elettore, ma anche con il meccanico, l’elettricista, l’insegnante… Insomma si lascia alla gente più soldi, che invece di darli al governo che li spende male li fa girare, e così l’economia in Italia si muove più di quello che dicono i numeri. Poi, se sopratutto al Sud, ecco diciamo se certa industria non appare, se è invischiata con cosucce ma se tutto ciò porta lavoro, fa campare i disoccupati, fa girar soldi… Il mercato sommerso è pur sempre un mercato, e di questi tempi per fortuna che almeno quello c’é. Certo se anche l’Fbi si concentrasse solo sui terroristi e non troppo su chi fa comunque business… Insomma nel governo non essere troppo efficenti non è sempre un male, altrimenti si rischia di spezzare le ali all’iniziativa degli italiani… "

"Silvio dirò a tutti i miei consiglieri economici di seguire meglio l’Italia, bisogna cominciare ad imitare gli italiani prima ancora di sapere cosa l’Italia farà. Grazie Silvio, l’America sarà sempre al tuo fianco".

"Un momento eccellenza, questo valeva per l’Italia, ma l’America non può, anzi voi americani dovete comunque restare uno stimolo ben regolamentato, altrimenti noi qui, aspetti Mr. President, non vorrei che poi… Pronto? Hello, hellooo? Ha riattaccato. Oddio, che ho fatto, adesso sono veramente preoccupato. Madonnina come sono preoccupato per la crisi, aiuto, come faccio adesso a sorridere...."