POLITICA/Barack Obama e il mondo arabo

Valentina Soluri

Sarà la storia personale di Barack Obama o il suo programma politico il fattore determinante nei suoi futuri rapporti con il mondo arabo? La questione israelo-palestinese potrà risolversi con l'aiuto della rinnovata leadership democratica? Come vede Al Jazeera il nuovo presidente? Si pone questi quesiti il libro «Un Hussein alla Casa Bianca. Cosa pensa il mondo arabo di Barack Obama», curato dalla scrittrice e arabista Donatella della Ratta e dal docente e politologo Augusto Valeriani.

Presentata dai professori Roberto Grandi, nella Cappella Farnese di Bologna, e Khaled Fouad Allam, in una prefazione al testo, la raccolta di saggi analizza l'impatto del quarantaquattresimo Presidente Usa sull'opinione pubblica dei Paesi arabi, dove la varietà delle culture - da quella saudita a quella afghana del dopo Bush, a quella palestinese - crea molteplici diverse rappresentazioni dell'"icona" Barack Obama e delle sue effettive possibilità come capo di stato. Così diventa ricchissimo il campo di studi del difficile rapporto tra Stati Uniti e Paesi musulmani, dall'Iran alla Giordania alla Siria, dove l'America viene vista ora come invasore militare, ora come modello democratico a cui ispirarsi.

Tra i contributi al volume, oltre ai saggi dei curatori, il lavoro dell'editore e giornalista Lawrence Pintak. raccoglie l'elezione di Obama nelle cronache dei giovani blogger e studenti egiziani; il reporter Adil Radoini racconta un viaggio nell'America araba alla vigilia delle presidenziali, tra i pregiudizi che hanno avvolto il Paese dopo l'11 Settembre; lo studioso di comunicazione Enrico de Angelis considera infine le aspettative e i dubbi della Palestina, dove un mutato atteggiamento di Washington viene riconosciuto anche dai relatori intervenuti all'evento come una delle sfide più imminenti per la politica estera della nuova amministrazione. L'opera, edita da Odoya, si compone di 216 pagine per un prezzo di 15 euro.