GLI ESILARANTI SBAGLI DEI PUR BRAVI STUDENTI AMERICANI/Maschile o femminile? Attenti a non ridere...

Caterina Bertolotto

E' difficile per gli studenti americani capire che in italiano i sostantivi possono essere di genere femminile o maschile. Il professore spiega: "Se finiscono in ‘o’ sono maschili. Se finiscono in ‘a’ sono femminli. Se finiscono in ‘e’ possono essere femminili o maschili". "Ma perchè mare è maschile? In francese è femminile!" "Perchè fiore è maschile? Maschile, il fiore??".

Quando poi si tratta di parole tipo "cravatta", che portano gli uomini, però è un sostantivo femminile, o di "vestito" che di solito è l’abito delle donne però è di genere maschile, cominciano a chiedersi che senso abbia questa divisione di genere, e da dove venga! Per non parlare poi di "seno:" "Il seno? Ma sono due e appartengono alle donne,… dovrebbe essere femminile plurale!!" o di "barba": "La portano gli uomini, come mai è femminile?".

Insomma quando si spiega il genere dei nomi succede sempre un po’ di confusione nel cervello degli studenti, soprattutto quando cercano di memorizzare le parole e di familiarizzarsi con questo nuovo concetto, o, se parlano francese o spagnolo, di ricordarsi che in italiano può essere l’opposto.

Quando s’impara una nuova lingua si fanno sbagli all’inizio, è ovvio; ma qualche volta gli sbagli - soprattutto se scambiano il genere maschile e femminile - possono diventare comici, e allora l’insegnante "serio" deve trattenersi dal ridere!

Questi che seguono sono alcuni esempi, a volte "imbarazzanti", capitati a studenti delle mie classi. Dopo aver insegnato "Mi piace" e "Mi piacciono" chiedo di domandare ad altri studenti quali piatti o cibi della cucina italiana piacciono, ed ecco che invece di "Ti piacciono le penne al pomodoro", viene fuori "il pene al pomodoro", e così senza ridere si fa ripetere con il genere giusto e la pronuncia corretta, con tanto di doppia enne!!

Di solito gli insegnanti spiegano che l’albero è maschile, il frutto, femminile, e avanti con gli esempi: "Il pero/la pera; il melo/la mela/l’arancio/l’arancia/…" e la studentessa, una signora molto per bene dell’Upper East Side - che aveva imparato bene le regole - , va in Italia in un ristorante elegante sul Lago Maggiore e per dessert, essendo l’unica che parlava italiano in famiglia, ordina: "Per me un tiramisù, per mio marito un semifreddo, e per mio figlio…una fica!". Oppure la studentessa americana che commentando la presentazione di un’altra studentessa pittrice in classe che aveva dipinto i tetti delle case di Bologna, dice: "Mi piacciono moltissimo le sue tette!".

Insomma anche per noi professori c’è da divertirsi a sentire le "trovate" degli studenti, cose a cui non avevamo mai pensato! L’ultima di questa settimana è stata "Nell’insalata caprese ci metto i pomodori, la mozzarella e la basilica!"