PARLA L’ATTORE/CHAZZ PALMINTERI/“Orgoglioso di averlo fatto”

DW

Perché ha accettato il ruolo di Yonkers Joe?

«La sceneggiatura era fantastica, e anche la storia. Era la prima volta che leggevo qualcosa del genere. Poi ho conoscituo Bob Celestino, mi sembrava che sapesse fare le cose, e gli ho detto, "Andiamo, facciamo ‘sto film! Mi piace una bella storia e un personaggio complesso e con difetti come Yonkers Joe. Non si può paragonarlo ad altri personaggi. Fatemi vedere un altro film come questo, è originale e tri-dimensionale, tratta la sottocultura di giocatori d’azzardo, e la storia di un padre con un figlio Down?

E poi mi piace dare una mano a quelli all’inizio della carriera, come Bob. Solitamente hanno una sceneggiatura da 20 anni, nessuno vuole finanziare il film, poi trovano i soldi, ma non hanno l’attore, o trovano l’attore e non hanno i soldi. È un incubo. Io sono contento del film e non posso immaginare nessun altro attore nel ruolo di Yonkers Joe».

Come ha conosciuto Celestino?

«Aveva mandato la sceneggiatura al mio agente. Io l’ho letta e se il materiale è di qualità si sa subito se è buono. Leggo un sacco di sceneggiature e la maggiore parte sono cavolate, ma questa, si vedeva subito, era un’altra cosa».

Anche nell’ambito del cinema italo-americano, mi sembra un film diverso.

«Sono molto orgoglioso di essere italo-americano. La gente non capisce che la mafia è un’aberrazione. La vera comunità è costruita dall’uomo che lavora, dal poliziotto, dal viglie del fuoco. Questo era mio padre. I Mafiosi sono sempre sotto i riflettori perché possono essere rappresentati in modo divertente. Questo è il motivo per cui scrissi "A Bronx Tale" per dire che l’uomo forte è l’uomo che lavora, non l’uomo che preme il grilletto».