PARLA IL REGISTA/ ROBERT CELESTINO/“Non è un film di gangsters”

DW

Fino a che punto pensa che Yonkers Joe sia un italo-americano?

«In parte è un film italo-americano. Mio padre era un giocatore d’azzardo, come Yonkers Joe ed era nato in Italia. E Chazz Palminteri porta al film molto della cultura italo-americana con sè. È parte fondamentale di lui. Ma so benissimo che non tutti gli italiani sono così ma il protagonista era basato su un tipo di italiano».

Il film parla di criminalità, ma non come ne hanno parlato altri film.

«Yonker Joe non è un film di gangsters, i protagonisti non sono assolutamente gangsters. La figura del gangster nella vita reale occupa un posto minimo nella cultura italo-americana. Il padre di mia moglie, Sal Rotunno, per esempio, è un italo-americano e nessuno al mondo lavora come lui. Ha dedicato tutta la sua vita al suo lavoro, ma trova sempre il tempo di leggere Oggi7».

Che dice delle recensioni di Yonkers Joe?

«Non mi interessano, non le leggo».

Qual è il suo prossimo progetto?

«La regia del film Leave con Rick Gomez e scritto da Frank John Hughes».