Che si dice in Italia

La fuga di Tremonti

di Gabriella Patti

Eh no, ministro Giulio Tremonti, da lei non ce lo aspettavamo proprio. Finire su You tube - ovvero sui computer di mezzo mondo - è un destino che ormai, prima o poi, tocca a tutti. Illustri personaggi e semplici sconosciuti. Ma lei, il "Giulietto so tutto io perché sono il primo della classe"ci è finito perché è scappato in diretta televisiva per non rispondere a una domanda. E non si trattava certo di un impertinente interrogativo sulla sua sfera privata, il che avrebbe giustificato la fuga irritata e le avrebbe conquistato la solidarietà di tutti noi. No. Il giornalista della Cnbc le aveva chiesto una cosa su cui lei, da super ministro dell’Economia, era tenuto a dire la sua. Il reporter voleva sapere se fossero vere le voci di un intervento da parte delle casse dello Stato a favore della banca italiana Unicredit. Voci, tra l’altro, non di corridoio o da salotto ma messe in giro a livello quasi ufficiale da alcuni dei diretti interessati tra cui Alessandro Profumo, amministratore delegato di Unicredit.

Fino ad allora, nello splendido inglese di cui è lei padrone, lei aveva risposto a varie domande generali. Poi, arrivata la questione fatale, è successo qualcosa di buffo. Ha serrato le labbra e, senza una parola, se ne è andato. Sparito dallo schermo, senza nemmeno dire "Good bye", lasciando di sasso il cronista anglosassone. Che però, conoscendo il suo mestiere, si è buttato a pesce sull’inaspettata notizia. E l’ha trasformata in una gustosa corrispondenza da quel curioso Paese che, per gli stranieri, è l’Italia. Ma perché? Non si può dire che anche l’Italia berlusconiana votata - a parole - al libero mercato, quando si tratta di salvare le onnipotenti banche è pronta a ricorrere al secolare e tanto criticato metodo degli aiuti pubblici? Capisco che di mezzo ci siano delicati equilibri e convenienze politiche. Ma quando si è in ballo bisogna saper ballare, soprattutto se si hanno importanti incarichi.

 La gustosa striscia televisiva, di cui You tube si è subito impadronita, è stata ripresa - tra gli altri - dal sito web del Corriere della Sera (www.corriere.it). Il che deve aver fatto infuriare ancora di più i signori del governo. Tra Palazzo Chigi e il foglio di via Solferino, si sa, non corrono buoni rapporti. Tra l’altro è risaputo che a breve ci saranno rimescolamenti azionari (per esempio: in Mediobanca, che detiene una quota importante, è entrata da poco Marina Berlusconi, figlia di "Lui"). E si dice anche che i cambiamenti riguarderanno pure i vertici operativi di quello che è tuttora considerato il più autorevole quotidiano italiano. Insomma: se qualcuno avesse ancora dei dubbi che, con tutti i problemi economici che abbiamo, ci dobbiamo anche attendere una nuova stagione di veleni, eccolo servito.

DI ELUANA ENGLARO faccio fatica a parlare. La vicenda della ragazza che da 17 anni è in coma irreversibile e per la quale il padre vorrebbe staccare la spina è di quelle che meritererebbero il rispettoso silenzio. Invece non si parla d’altro sugiornali e televisioni. i media e la politica ci si sono buttati sopra come dei falchi. Anzi, come dei corvi. Una vignetta sul Corriere, a firma del caustico Vauro, sintetizza bene: un uomo guarda in alto, sopra di lui volano dei neri corvacci e a lui, faccia triste, non resta che dire: "Lei volerà più in alto". Perché, se cardinali, giornalisti falso-moralisti e ministri in cerca di notorietà non interveranno in extremis, c’è finalmente una clinica che è disposta a eseguire quanto la stessa legge prevede - ed è questo il paradosso in tutta questa paradossalmente amara storia. Qui non si tratta di essere a favore o contro l’eutanasia. Qui c’è un essere umano che, a detta di tutti gli scienziati, non potrà mai più tornare cosciente. C’è una donna, che le immagini ossessivamente riproposte sugli schermi e nelle pagine di quotidiani e rotocalchi mostrano quando era allegra e piena di vita e che invece, come ha fatto capire sconvolto un medico che l’ha vista (e sì che i medici devono avere lo stomaco forte e abituato ai brutti spettacoli), non ha più nulla del corpo bello e sano di una ragazza. Eppure gli pseudo moralisti, i difensori della vita come si definiscono senza rendersi conto che nessuno - né il buon Dio che, dicono le Scritture, ci ha creato a sua immagine e somiglianza né la Natura - può pretendere che la vita sia un perenne stato vegetativo, non demordono. E pensare che, come finalmente qualcuno ha avuto l’onestà di dire, ogni giornoin tutti gli ospedali del mondo medici e infermieri saggi e realisti "staccano la spina" a pazienti che non hanno più nulla da sperare. In tutta questa tragica storia, colpisce la caparbia dignità del padre della ragazza. Che ha commesso un solo errore. Ha voluto fare le cose secondo legge. Se, 17 anni fa dopo essersi rassegnato alla sconvolgente notizia di avere perso per sempre la figlia, avesse fatto le cose in silenzio anzicché comportarsi da onesto e corretto cittadino, Eluana sarebbe passata da tempo a volare più alto dei neri corvacci.