Libera

Antichi Dei e figli di papà

di Elisabetta De Dominis

E se Ratzinger e Berlusconi non fossero altro che le due facce di Giano? Da come hanno fronteggiato la questione ebraica in questi giorni viene da pensare all’antico dio italico bifronte. Ratzi ha dato una risposta talmente allusiva da essere uguale nella sostanza alla deprecabile barzelletta recitata sui campi di concentramento da Berlusca a Nuoro il 17 gennaio, durante la campagna elettorale regionale.

Giano è il più antico dio italico e ha due volti: uno giovane e uno vecchio. Anzi, rappresenta un vecchio che diventa giovane. Come i nostri uomini di chiesa e di stato man mano che acquisiscono potere. Giano è il tempo delle origini ormai trascorso che però viene rivitalizzato continuamente attraverso il rito e la presenza attiva nella vita e nelle cerimonie religiose della città. L’onniveggenza gli deriva dalla bifrontalità; perciò il suo capo a due facce veniva posto all’ingresso della città a simboleggiare il passaggio. Risparmiandovi lo studio etimologico del termine Ianus come "inizio di un passaggio", questo dio aveva il potere di segnare l’inizio di una trasformazione interiore e di aprire e chiudere la porta. Come testimoniano i simboli con cui è rappresentato: regale quello del bastone-scettro e sacerdotale quello della chiave. Il potere del re-pontefice è dunque un attributo divino inscindibile antichissimo… Perciò da qui discendono tutti i nostri guai.

Gli antichi abitanti dell’Italia si inventarono un dio che si rinnova, il dio dell’inizio, e lo misero poi come simbolo all’ingresso di Roma, perché finché la divinità maggiore era stata femminile, la Grande Madre, questa aveva preteso di cambiarlo ogni anno con uno più giovane. Temo che l’unica soluzione per l’Italia sarebbe tornare al matriarcato… altrimenti dovremo tenerci questi vegliardi di animo e di corpo, con tutte le conseguenze che sappiamo. Vedi i vari tormentoni "Eluana", "aborto", "clandestini", "brigatisti", che sembrano avere tutti un substrato religioso, inteso come valore morale, ma sono un mero esercizio di potere. La commistione tra religione e politica è così vecchia che non può che essere marcia.

Per sbarazzarsi poi dei giovani che potevano minare il potere ai più vecchi o per scongiurare qualche calamità, gli antichi italici si inventarono il ver sacrum: la primavera sacra. Si consacrava agli dei tutto quello che di animato sarebbe nato nella primavera successiva: animali o bambini. Così un’intera generazione, intorno ai vent’anni, era costretta a migrare, ma il dio vegliava sulla sua sorte in forma di animale. Infatti il gruppo seguiva un animale-totem che lo conduceva in una nuova terra. Si popolò così gran parte dell’Italia centro-meridionale. I Siculi sarebbero arrivati dal Lazio e prima ancora dalla Liguria, i Sabini dalla valle di Norcia, ecc. Vi parrà incredibile ma in questo modo nacque il clientelismo: i clientes erano coloro che si mettevano sotto la protezione di un potente. Ora però si migra solo da un partito all’altro.

La migrazione della primavera sacra ricorda molto la migrazione di cervelli (quei giovani che sono costretti a trovare miglior fortuna scientifica trasferendosi all’estero, soprattutto in America, non avendo nessun santo in loco), che tanto lamentano i nostri politici e baroni universitari, ma alla quale si guardano bene di porre rimedio affinché non venga minacciato il loro potere.

La primavera sacra sarebbe una buona idea per spedire via invece tutti quegli inetti portaborse che i politici si tengono stretti, considerandoli innocui, o per porre fine all’allevamento dei bamboccioni di famiglia. Potremmo mandarli in Africa a creare ricchezza là, fronteggiando così l’invasione di clandestini. E sarebbe poi una soluzione onorevole per Di Pietro che non sa più cosa fare di suo figlio o per quel genio del figlio di Bossi (quante volte è stato bocciato alla maturità: tre?)... ci sono anche tanti figli di bravi chirurghi negli ospedali italiani che sarebbero più portati a fare i macellai.

Le migrazioni oggi si fanno solo per i figli degli altri. Ma forse Ratzi, per il bene dell’Italia visto che è il pontefice massimo (titolo che ha ereditato dagli antichi re latini), potrebbe avere qualche visione divina e organizzare un esodo di figli di papà.