SPECIALE STORIA/Quella storica crociera

di Giuseppe Greco

Il giorno 28, volando sul cielo di Tobruk, durante un’azione di bombardamento nemica, l’apparecchio pilotato da Italo Balbo è precipitato in fiamme. Italo Balbo e i componenti dell’equipaggio sono periti".Con questo breve comunicato il "Corriere Padano" dava la notizia della morte di Balbo, avvenuta nei cieli della Libia il pomeriggio del 28 giugno 1940. Pare comunque che, in realtà, l’aereo di Italo Balbo è stato abbattuto dalla contraerea italiana. La Seconda Guerra Mondiale era cominciata da appena tre settimane, molti dei soldati italiani, addetti alle batterie della contraerea erano inesperti. Poco prima che l’aereo di Balbo sorvolasse Tobruk e precipitasse, un attacco inglese aveva colpito le postazioni italiane.

Dal 1926 al 1934 Balbo fu il responsabile, prima come sottosegretario e poi come ministro, di tutte le fasi dell’aviazione italiana, militare e civile. Come aviatore Balbo seppe mettere in pratica le sue qualità di geniale propagandista. Utilizzò l’aviazione come una formidabile arma di propaganda per il regime. Fu l’artefice di memorabili imprese, la più spettacolare e di successo fu la seconda crociera atlantica, dopo quella dall’Italia al Brasile: trasvolare l’oceano atlantico del nord fino a New York.

Perché New York? Per Balbo gli Stati Uniti avevano un fascino particolare. "senza nuove terre da scoprire - scrisse - vi erano nuove civiltà da esplorare". Per lui gli Stati Uniti rappresentavano "gli anticipatori geniali del progresso meccanico, l’immensa riserva di ottimismo, di salute, di forza, la garanzia di una pace più stabile". Non solo, Balbo, patriottico e orgoglioso, voleva che le migliaia di emigranti italiani che avevano abbandonato l’Italia per gli Stati Uniti, sapessero che Mussolini e il fascismo avevano riscattato l'Italia dal periodo di vergogna e di umiliazione.Un viaggio di oltre diecimila chilometri, ventiquattro idrovolanti SM55 X in rotta oltre le Alpi, sull’oceano in tempesta, tra le nebbie e gli iceberg del mare del Nord. La trasvolata atlantica del 1933 passata alla storia come "Crociera del Decennale", fu seguita in Italia e nel mondo da milioni di persone fino a trasformarsi in uno dei maggiori eventi mediatici dei primi anni 30. Per Balbo fu un vero trionfo: fu ricevuto da Roosevelt alla Casa Bianca, gli venne dedicata una strada di Chicago e fu nominato perfino capo Sioux. Al suo arrivo a Roma venne accolto trionfalmente da Mussolini, che lo festeggiò nel cuore della Roma antica. Ma pochi mesi dopo, forse geloso di tanta popolarità, lo nominerà Governatore della Libia, allontanando così un pericoloso concorrente dalla scena politica italiana.

Balbo nacque a Quartesana, un sobborgo di Ferrara, nel 1896. Come molti gerarchi fascisti, crebbe in una famiglia piccolo-borghese, da cui ricevette un’educazione di ispirazione mazziniana. Laureato in scienze politiche durante la Grande Guerra ha combattuto valorosamente nel corpo degli alpini. Dopo la fine della guerra, non ancora venticinquenne, era ambizioso e impaziente di fare carriera politica. La posizione di segretario del fascio di Ferrara era l’occasione giusta, sono i primi mesi del 1921. Sotto la sua guida, i fascisti si impadronirono velocemente di Ferrara; il fascismo ferrarese fu l’apripista del fascismo agrario nell’Italia settentrionale. Organizzò le squadre di picchiatori fascisti che sequestravano e bastonavano i dirigenti comunali, obbligandoli a dimettersi. Sotto il suo comando la violenza diventò una pratica usuale. Nell’autunno del 1922 Balbo aveva eliminato le organizzazioni sindacali e politiche socialiste e aperto la strada per la Marcia su Roma. L’organizzazione dello squadrismo stabilì una costante nella sua carriera politica: la capacità di raccogliere grandi masse. La Marcia su Roma, come ricordò alcuni anni dopo Dino Grandi, fu il proseguimento delle mobilitazioni di massa e degli assedi che Balbo aveva guidato. Quando i fascisti marciarono su Roma, il 22 ottobre del 1922, il quadrumviro Italo Balbo aveva solo 26 anni.Dopo la Marcia su Roma Balbo venne nominato comandante generale della Milizia in cui poteva continuare ad esercitare la propria intransigenza. Balbo era un uomo d’azione, usava la violenza scientificamente, quando pensava che fosse necessario. Nell’agosto del 1923 fu implicato nell’assassinio di un prete di provincia, Don Giovanni Minzoni, parroco di Argenta. L’inchiesta sull’assassinio di don Minzoni non diede nessun risultato. Balbo e i fascisti ostacolarono lo svolgimento delle indagini. Così, benché fossero stati individuati i colpevoli, il caso venne chiuso per mancanze di prove.Un anno dopo un altro delitto mise in evidenza la brutalità del regime. Il 10 giugno 1924 venne ucciso il deputato socialista Giacomo Matteotti. Il 23 agosto dello stesso anno venne pubblicato un articolo che accusava Balbo di essere coinvolto nell’assassinio del prete. E Balbo sporse denuncia per calunnia. Il processo andò molto male per Balbo. La difesa non provò il suo diretto coinvolgimento nell’omicidio di don Minzoni, ma la sua reputazione e quella del fascismo ne uscirono danneggiate. Nel 1924 fu costretto a dimettersi da comandante delle milizie. Due anni dopo, nel novembre del 1926, fu nominato sottosegretario del ministero dell’Aeronautica.

La Crociera aerea del Decennale, o Crociera Nord Atlantica, anche nota come crociera aerea Italia-America del Nord, Roma-Chicago-New York-Roma o II crociera atlantica, fu il suo fiore all’occhiello. Fu la seconda ed ultima crociera aerea transatlantica di massa che si tenne tra il primo luglio ed il 12 agosto 1933. Venne organizzata da Balbo nel primo decennale della Regia Aeronautica e come occasione di propaganda per la Century of Progress, l'esposizione universale che si tenne a Chicago per il centenario della città. Vi presero parte 25 idrovolanti SIAI-Marchetti S.55X, organizzati in 8 squadriglie. A bordo 52 ufficiali piloti, un ufficiale ingegnere e 62 sottufficiali specialisti.

L'idea di una seconda trasvolata risale ai mesi immediatamente successivi alla Crociera aerea transatlantica Italia-Brasile. La prima idea proposta da Balbo è quella di una circumnavigazione del globo, poi abbandonata per i costi e per le difficoltà rappresentata dalla situazione tra Giappone e Unione Sovietica. La seconda scelta è rappresentata dall'esposizione universale che si sarebbe tenuta appunto a Chicago nel 1933. La meta principale della trasvolata a tappe era rappresenta dalla Century of Progress, esposizione universale che si tenne a Chicago tra il 1933 ed il 1934 per festeggiare il centenario della città.

Quella di Balbo non fu l'unica partecipazione aeronautica di rilievo, anche l'LZ 127 Graf Zeppelin, con Hugo Eckener come comandante, visitò la fiera, arrivando a Chicago il 26 ottobre 1933, 2 mesi dopo le squadriglie di Balbo. Le poste statunitensi emisero anche un francobollo per l'occasione, ma l'impresa di Balbo rimase quella che colpì maggiormente l'immaginario collettivo, anche perché le trasvolate atlantiche del Graf Zeppelin, potevano ormai considerarsi routine. Inoltre, vista la crisi del 1929, la partecipazione internazionale fu relativamente modesta, e solo 9 padiglioni internazionali vennero eretti. Quello italiano, tipico esempio di architettura razionalista, caratterizzato da torre in forma di fascio littorio ed un'ala in forma di S.55, era considerato tra i più prominenti. Oltre al padiglione razionalista era presente un piccolo complesso di edifici, denominato Italian Village che riproponeva alcuni scorci tipici di un paese italiano. Dopo la partenza di Balbo, venne eretta davanti al padiglione italiano un'antica colonna romana. La colonna, esistente ancor oggi tra stadio Soldier Field ed il lungo lago all'interno del Burnham Park, rappresenta una delle poche, se non l'unica, testimonianza della Century of Progress.

La scelta degli idrovolanti ricadde sui Savoia-Marchetti S.55X, che rappresentavano un mezzo ormai collaudato a dieci anni dal suo primo volo, agosto 1923. Se la cellula dell'idrovolante restava invariata, i sistemi di bordo vennero sottoposti a diverse modifiche, la principale era rappresentata dall'adozione di motori 18 cilindri a W Isotta Fraschini Asso 750, in sostituzione dei precedenti motori 12 cilindri a V Fiat A.22R installati sugli S.55A della trasvolata Italia-Brasile.

I velivoli alla partenza erano 25; 24 organizzati in 8 squadriglie da 3 velivoli ciascuna ed un velivolo di riserva, l'I-MARI. Il disegno della livrea era analogo per tutti i velivoli: livrea bianca con bordi colorati sull'ala e sulle derive, parte superiore delle fusoliere e delle cofanature colorati, ed un piccolo motivo con due "baffi" sulla parte superiore dell'ala. I colori erano quelli dell'Italia dell'epoca: verde, bianco, rosso e nero. Le otto squadriglie erano identificate da un cerchio, o una stella, in uno dei quattro colori. Da qui le denominazioni delle squadriglie: Nera stellata, Nera cerchiata, Rossa stellata, Rossa cerchiata, Bianca stellata, Bianca cerchiata, Verde stellata, Verde cerchiata. I singoli velivoli erano identificati dal simbolo della squadriglia ripetuto per 1, 2 o 3 volte. Il caposquadriglia aveva l'insegna con un sola stella, o un solo cerchio. Due e tre stelle, o cerchi, per gli altri velivoli. Questa insegna era riportata sugli alettoni e sulle derive, tranne per che per l'aereo di Balbo, che sulla deriva aveva l'insegna con l'aquila da pilota della Regia Aeronautica. La formazione di volo prevedeva che i 3 aerei di ogni squadriglia si disponessero a "V", con una distanza di 500 metri tra ogni squadriglia.