LIBRI/La Sicilia allo specchio

di Franco Borrelli

Tra le case editrici costantemente attente alle cose di casa nostra c’è la Legas di Brooklyn che, sotto l’instancabile guida di Gaetano Cipolla, tiene l’obiettivo fisso sulle realtà culturali siciliane in particolare (ma si allarga a volte al Meridione intero), siano esse poesia, narrativa o saggistica [www.legaspublishing.com]. Singolare quest’attenzione, e davvero unica. Non c’è infatti, crediamo, nessun’altra casa editrice - non solo nelle Americhe - esclusivamente votata alla sicilianità, in ogni forma questa abbia ad esprimersi. Certamente non un limite, e nemmeno un difetto, anzi; ma perché espressione culturale com’è, la Sicilia, degli influssi più diversi e a volte più contrastanti delle tante civiltà mediterranee che nell’isola hanno avuto dominio secolare e lasciato tracce indelebili nei costumi, nell’arte e nello spirito - dall’araba alla greca, dalla spagnola a quella dell’Europa settentrionale (francese soprattutto), per non parlare poi di quelli dal resto della Penisola.

Un po’ di tutto questo si trova nei tantissimi volumi che di recente hanno avuto luce. Alla poesia, ad esempio, appartengono (tutti e tre con testo originale a fronte, per verifiche immediate) i versi di Antonio Veneziano, «Ninety Love Octaves» (pp.123), tradotti e introdotti impeccabilmente, e con passione, dallo stesso Cipolla (St. John’s University), «Bella and Other Poems» (pp. 155) di Giampiero Giuliucci, tradotti da Adeodato Piazza Nicolai e presentati da Marilla Battilana, e «Apricots for My Guests» (pp. 108), con traduzione dello stesso Nicolai.

Della saggistica e della narrativa, invece, son parte «Sicilian Women - True Stories of Conviction and Courage» (pp. 90) di Giacomo Pilati (traduzione di Anthony N. Fragola), la «Vita di Giovanni Antenucci» (pp. 101), con prefazione di Luigi Bonaffini, «The Scent of Jasmine» (pp. 144) di Florence Terranova Gatto e «Sicily through Symbolism and Myth - Gates to Heaven and the Underworld» (pp. 124) di Paolo Fiorentino. Un vero e proprio pianeta, quindi, da esplorare e conoscere questa Sicilia dai mille volti.

Espressione del Rinascimento siciliano, non troppo conosciuto anche fra gli addetti ai lavori, Antonio Veneziano nelle sue "canzuni" rivela sorprendente originalità, con echi petrarcheschi che vanno ad intrecciarsi a tradizioni locali, e ad esaltare la sua donna che, sul modello della dantesca Beatrice, degna non è che di Paradiso. Amore e incanto anche nei versi di Giuliucci, anche se qui la donna amata "si nasconde" dietro l’immagine del cane Bella. Semplicità e delicatezza d’accenti, squisitamente femminili, anche nel cantare della Bellodi, profumato di fiori e addolcito dalle memorie.

Passione, solitudine, tragedia, amore, rimorso, gelosia, disperazione e speranza: questi gli elementi che caratterizzano le vicende delle donne siciliane ritratte da Pilati; realtà (tanta) e un po’ fantasia, qui, in un binomio narrativo imponente per immagini e suggestioni. Il molisano Antonucci, invece, propone il suo diario d’emigrante della prima ora; Giovanni, infatti, venne qui in America (a Portland, nel Maine) per alcuni anni, all’inizio del Novecento, prima di tornarsene in Italia all’inizio della Grande Guerra; un messaggio d’esperienza, sofferenza (finì anche in prigionia) e speranza offerto a quanti come lui vissero (e vivono) il dramma del venirsene al di qua dell’Atlantico. Spunti narrativi e cronache quotidiane si mescolano invece nelle pagine della Terranova Gatto, nata a Brooklyn ma siciliana d’ispirazione.

Infine, un cenno anche al simbolismo e al mito isolano che ci viene sapientemente illustrato da Fiorentino: un andare, questo, ben al di là delle coste isolane, ed evidenziante i legami con culture anche le più lontane, come la celtica e quelle dell’Oriente vicino e lontano; storie apparentemente lontane nei secoli, ma attuali più che mai oggi nella vita d’ogni giorno; e non solo di quella siciliana.